venerdì 30 giugno 2017

AMA alla frutta: due nuovi membri "Yogurt" super pagati per il Cda da bilancio!

Lo scorso 28 giugno (l'altro ieri), il sindaco ha firmato l'avviso per la presentazione di 2 candidature per il Cda di AMA. Ed uno direbbe: "finalmente, magari apre al controllo democratico...!"....
Macché.
Nel peggior stile della politica politicante, vuole due figure "di scopo", che rimarranno in carica dal 10 luglio, - giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle candidature - sino all'approvazione del Bilancio 2016, dichiarando, di fatto, che non rispetteranno i termini di Legge.
Chi si sarà dimesso? Il pugile Bandera e....
Cosa si nasconde nelle pieghe del bilancio?
Chiaramente, stante la brevissima scadenza, verranno incaricate due "teste di legno", adatte a votare alzando la manina senza farsi alcuna domanda. Il fatto è che, se si facessero domande, probabilmente il bilancio non verrebbe approvato.
La cosa simpatica è che, segnalano che "il compenso annuo assegnato per l'intero periodo di durata dell'incarico sarà".....fino a 9.600 euro!
Cioè, per un incarico di pochi giorni, a patto che non facciano domande, si porteranno a casa un bel gruzzoletto. Bastano per il prezzo della responsabilità civile e penale che ne consegue?
Nel giro di pochi giorni dovranno:
- verificare i CV e nominare i due componenti (questo è facile, l'avranno già individuati: potrebbero anche dircelo, tanto non ci scandalizziamo più, purtroppo);
- convocare l'assemblea per la nomina;
- convocare il Cda
- redarre il progetto di bilancio e la relazione sulla gestione con trasmissione del progetto di bilancio e della Relazione sulla gestione all’organo di controllo;
- depositare il bilancio presso la sede sociale per la presa visione da parte dei soci;
- deposito del bilancio presso il Registro delle Imprese entro 30 giorni dall'approvazione.
Il termine per l'approvazione del bilancio è già scaduto. Avrebbero dovuto approvarlo entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (dovendo realizzare un bilancio consolidato). Eccezioni sono previste solo in caso presenza di particolari esigenze connesse con la struttura e l’oggetto della società....(!?)
Già a gennaio rimise il mandato l'ex presidente-insegnante Carmelo Balisteri.
Ci sono anche molti elementi di sospetto dovuti al fatto che solo due giorni dopo, il 12 luglio, è stato convocato un consiglio comunale, a più di due mesi dal precedente, dove le opposizioni presenteranno un ordine del giorno per riportare la partecipata sotto il controllo democratico, con un Cda formato anche da un membro di controllo.
La richiesta, vista la qualità dei precedenti Cda a guida Pd, è "possedere qualificata e comprovata competenza professionale", senza alcun titolo o specificità, tanto che, questo criterio, aveva portato al vertice della partecipata nani e ballerine.
Ucci ucci sentiam odore di tarallucci!
RF

mercoledì 21 giugno 2017

Delibera ad personam per il consigliere Cuvello. La giunta si prostra e concede ulteriore proroga

"Comme dicette 'a capa 'e muort': «Signo', peggio no!»"
Siamo un Comune decotto. 
La giunta comunale, pur di non avere problemi con uno dei principali "portatori di interessi" (conflitti, prevalentemente), si prostra al suo volere, e - in spregio a chiunque altro in città, dopo l'approvazione del nuovo regolamento del commercio su aree pubbliche, che ne avrebbe chiuso l'attività - reitera per la seconda volta una autorizzazione di sei mesi, in attesa della gara.
Si tratta del consigliere di maggioranza e gran patron delle "fiere" cittadine (o meglio, mercati alternativi a quelli comunali, organizzati da Amar) Franco Cuvello, che, in occasione di quel consiglio comunale ebbe a sbottare ferocemente contro l'ex assessore La Guardia, reo di non averne tutelato gli interessi.
Già, la maggioranza politica di Rozzano vive di interessi particolari, ben chiari e definiti. Ognuno con nome e cognome.
Questo fa dell'amministrazione rozzanese una "macchina da guerra", dove tutti si coprono le spalle e fottono i cittadini normali.
Se il sig. Tizio manifestasse una qualche esigenza per una autorizzazione o per un contributo, anche se si trattasse di un diritto, non avendo un santo in amministrazione mai gli verrebbe fatta una "delibera ad personam".
Al consigliere Cuvello si, un caso non proprio isolato, ma ben identificato ("via Pavese 93 - Rozzano vecchio"): quando tieni per le cosiddette una sindaco puoi avere questi piccoli vantaggi di posizione.
D'altronde "l'utenza si è dogliata" del fatto che forse il Cuvello avrebbe dovuto chiudere il baracco, e allora, ecco qua che la sindaco, a tutela dell'interesse cittadino, fa - su indicazione del La Guardia - una delibera di scopo.
Il povero funzionario, per giustificare l'autorizzazione, si adopera in sforzi letterari notevoli. Intanto fa finta che il baracco era stato chiuso ("....la summenzionata postazione ERA usata dall'operatore..."), quando in realtà non si è mai fermato. Poi, richiama il valore di quell'esercizio per Rozzano ("...garanzia di un servizio di vicinato alla cittadinanza..."). A quel punto, date le premesse, accerta le lamentele del mondo ("....accertato che da gennaio 2017, l'entrata in vigore del regolamento, da doglianze dell'utenza (????) è emersa la carenza di tale servizio in prossimità..."), confondendo la supposta utenza con il nome e cognome del mandante delle doglianze: Franco Cuvello. 
Ma, non contenti del servizio, han fatto scrivere al funzionario che "...è opportuno e necessario  (pena la maggioranza consiliare) ripristinare la suddetta area..." e "...garantire ulteriori sei mesi di servizio..." fino a quando non faranno il bando che, vogliamo scommettere?, vedrà il consigliere vincitore a prescindere. Dopo cotanto endorsement ci mancherebbe pure che ne fosse estromesso. D'altronde una concessione è per sempre!
E, attenzione, cara Polizia Municipale, Ama ed Area Sud, non permettetevi di dare sanzioni o non ritirare la spazzatura, Lei vi guarda (e vi ha avvertito con delibera di G.C, n. 143 del 9 giugno 2017)...
Cuvello è dato molto vicino ad Art.1-Mdp, dove tramesta il Decaduto. Insieme ad altri quattro consiglieri stanno probabilmente cercando di capire come preparare la "nuova politica del lavoro territoriale"...
Un vero e proprio mercimonio per la sopravvivenza politica.
Nei comuni italiani succede proprio di tutto, ma a Rozzano anche di più!
RF

A Rozzano, il 5% del reddito cittadino nelle mani di 135 persone.

611 milioni di euro il reddito dei cittadini rozzanesi, e, come in molte situazioni italiane e sempre più diffuse nel mondo occidentale, pochi detengono buona parte della ricchezza prodotta (non parliamo in quest'occasione di patrimoni).
La distribuzione reddituale è tale per cui il 97% di quell'ammontare è prodotto da persone con un introito inferiore a 34mila euro all'anno, ma queste detengono solo l'85% della ricchezza prodotta.
Al contrario, 135 persone - con un reddito medio di 226mila euro - sono i detentori del 5% della ricchezza prodotta.
In un periodo di dichiarazioni dei redditi, ormai prossime, un amministratore dovrebbe, in questo senso, farsi delle domande.
Ad esempio: ben 10mila e 700 persone sopravvivono con un reddito di poco più di 10mila euro, ben il 38% della popolazione, e la "pancia" delle dichiarazioni (circa il 60%) è tra i 10mila e i 34 mila euro annui.
Poco meno di 1000 persone hanno redditi medi da 66 mila euro in su.
La concentrazione dei redditi bassi, sarà sicuramente, per i criteri delle assegnazioni, nelle case Aler, dove, tra teleriscaldamento e rifiuti, AMA e l'amministrazione traggono il massimo vantaggio per le proprie attività tutt'altro che civiche.
L'Irpef, invece, ripartita in modo lineare, ricade su tutti, ma, essendo solo lo 0,8% (raddoppiata nel 2011), alla fine non bilancia il prelievo complessivo, tutto sulle spalle dei meno abbienti.
Il resto delle entrate, che rendono il Comune poco ospitale (insieme a molte altre cose) è ad onere delle aziende, che, a Rozzano, trovano IMU, TARI e TASI ai vertici della categoria in Lombardia (lo ricordammo poco tempo fa).
Nonostante ciò, ....su con la vita: il consiglio comunale, per agevolare i poveri, ha messo a punto il "baratto amministrativo", che permette ai morosi di saldare i propri debiti nei confronti dell’amministrazione locale attraverso servizi di pubblica utilità. Prima di tartassano, poi ti chiedono servizi indietro!
Scelte completamente diverse di pianificazione territoriale e finanziaria porterebbero a ben altro tipo di città.
RF

martedì 20 giugno 2017

I cittadini di Rozzano sono limoni da spremere. La tangente di AMA sul ruffo vale 135 euro all'anno per famiglia!

Dai dati della Ragioneria generale dello Stato, ricaviamo che il Comune di Rozzano, sul tema caldo di questi giorni (i rifiuti), in virtù del fatto che paga AMA, che non svolge il servizio e che rifiuta di valutarlo per quel che è ad Area Sud, si è messa le fette di salame sugli occhi.
Alla domanda: come faccio a dare sempre più soldi ad AMA? Risponde con puntuale perizia, approfittando di tutte i possibili artefatti contabili per non cedere e recedere di un millimetro a vantaggio dei cittadini.
Nel 2016 la TARI di Rozzano ha portato nelle casse di AMA 7,9 milioni di euro, ben 650mila euro in più rispetto al 2015. Ma, nelle casse del Comune, son finiti solo 6,3 milioni nel 2016 contro i circa 7,1 nel 2015 (meno 800mila euro).
E già qui ci sarebbe da questionare: perché mai il Comune paga ad AMA più di quanto incassa dal servizio tributi?
In secondo luogo, vi è l'annoso problema di un subappalto illegale.
Se AMA ha una società di scopo (Area Sud) che svolge proprio quel servizio, e lo fa per molti comuni direttamente senza alcuna "AMA" di mezzo, perché a Rozzano noi mettiamo AMA tra Comune e Area Sud?
La differenza (la "tangente") assolutamente impropria, è quel che AMA aggiunge non certo a vantaggio dei cittadini.
Si tratta - e qui ci riferiamo ai dati 2015 - di 4,7 milioni che Area Sud fattura ad AMA e che AMA ricarica per portare il suo fatturato a 7 milioni ai cittadini di Rozzano!
Proprio del 2016 è la notizia che Area Sud serve, dal luglio, il comune di Sesto San Giovanni (82 mila abitanti) ad un canone di circa 7 milioni anno, lo stesso che la truffaldina AMA pratica a Rozzano, 42mila abitanti.....
A Rozzano ci sono 16mila 921 famiglie, che, con il prezzo del servizio di Area Sud pagherebbero "solo" 277 euro (a Sesto pagano 256 euro a famiglia). Invece, la tangente AMA, costa alle famiglie 135 euro in più all'anno!!!
Ma non solo. A Sesto, Area Sud ha messo in servizio delle nuove spazzatrici – che noi chiediamo da anni – dotate di lancia per la pulizia ad acqua delle strade che consentono, come a Milano, di limitare il divieto di sosta delle auto.
Nonostante questo, per ciò che concerne il nostro "erogatore di servizi", i debiti di AMA verso Area Sud son cresciuti, tra il 2014 ed il 2015, di 500mila euro, salendo a 2,8 milioni. Quindi, tanti incassi e pochi pagamenti.
Area Sud gestisce l'incasso della TARI per Cesano Boscone e Pieve Emanuele, e lo fa negli oneri di servizio. AMA chiede, per questa stupidità, 1,3 milione di euro....
La Corte dei Conti ci ha guardato dentro e, come denunciamo da anni, ha riconosciuto l'incongruità. Magari farà pure pagare agli amministratori questi scandalosi costi, ma il fatto che il sindaco e i consiglieri reggano il sacco a questo "sacco cittadino" è scandaloso!
Ulteriori e continue prove che al sindaco Agogliati non interessa nulla degli interessi dei cittadini: sono solo limoni da spremere.
RF


domenica 18 giugno 2017

Area Sud vuole più soldi, ma AMA non cede. Lotta amministrativa al TAR (che non decide)

Il Tar della Lombardia (con la sentenza del 7 giugno scorso) ha deciso di non decidere in merito al ricorso di Area Sud contro AMA ed il Comune di Rozzano che mirava ad un adeguamento della tariffa in ragione dell'aumentato numero di cittadini dall'inizio della convenzione (2002).
Il contratto (oggi inammissibile, come sentenziato dal Consiglio di Stato) tra le parti prevede un adeguamento superata la soglia del 5% di variazione della popolazione. Nel 2002 si riportava una popolazione residente contrattuale di 37mila abitanti, invece, oggi, sono 42.498. Per questo motivo, Area Sud chiede mezzo 498mila euro in più.
Nella convenzione, infatti, si recita “...sarà riconosciuto l’adeguamento di aumento/diminuzione del prezzo del canone qualora ricorra una delle seguenti condizioni: - aumento o diminuzione di oltre il 5% degli abitanti residenti rispetto a quello della data di consegna del servizio (37.000)...”.
AMA ha obiettato, come sempre, non nel merito, ma adducendo la non competenza del giudice e affermando che "la clausola di cui si tratta non costituirebbe un’ipotesi di revisione prezzi, ma riguarderebbe le variazioni quantitative dell’appalto, così risolvendosi in un prospettato inadempimento contrattuale, e che la clausola non opererebbe automaticamente, ma solo oltre il limite del 5% e dietro comprovata richiesta".
Cioè: sono aumentati i cittadini? Cavoli tuoi, chiedi una revisione del contratto e poi si vedrà, eventualmente cambiando i criteri di fornitura del servizio.
Siccome ci attendiamo che Area Sud procederà in tal senso - direttamente o con un giudice - ci attende una riduzione della "qualità" del servizio stesso. Non solo topi, dunque, ma anche ruffo nelle strade?
Nel ricorso, infatti, Area Sud specifica che «…la convenzione (avente durata di anni 25) inerente il servizio di igiene urbana, era stipulata nel 2002 con una popolazione di Rozzano pari a 37.000 abitanti; all’attualità (al 30.6.2016, data del calcolo di adeguamento in parola), la popolazione è di 42.498, con un aumento del 14,589% rispetto all’avvio del servizio, con connesso aumento – evidentemente - dei costi di gestione a carico della ricorrente società, essendo inevitabile l’aggravio delle prestazioni scaturenti da un maggiore quantitativo di rifiuti prodotti dalla maggiore popolazione…».
AMA è proprietaria del 41% delle quote di Area Sud, e la controlla con la maggioranza del pacchetto azionario. Esprime anche un consigliere di un certo prestigio, il caudillo Caraccini il postino, ma, invece di comportarsi da azionista (quindi responsabile del risultato della sua collegata), come nel caso del sindaco nei riguardi dei suoi cittadini, si occupa solo dei suoi conti diretti, e non del pacchetto di controllo delle sue quote che, se fosse avveduta, dovrebbero portargli acqua al mulino del risultato economico. Invece ne abusa ogni volta che ne ha bisogno.
Siccome si tratta di un rapporto tra società di diritto privato, il giudice amministrativo si chiama fuori, e rimanda la decisione al giudice civile al quale Area Sud dovrà rivolgersi per vedere soddisfatta la sua richiesta.
Siamo al parossismo: queste vicende danno il senso dell'assurdo, un teatro dell'assurdo, dove, a causa di una completa incapacità gestionale e organizzativa di un moloch - la holding AMA Rozzano con tutti i suoi problemi e clientele - si sta mandando in malora un sistema civico intero.
RF

sabato 17 giugno 2017

AMA: aumenta la sottrazione di risorse dal Comune per ...i loro comodi

Con una variazione a capocchia delle condizioni preventivate al Comune di Rozzano per la TARI 2017, AMA si accaparra 300mila euro in più, di cui ben 200mila per un maggior costo del personale in una delle aree di "business" della partecipata che più rovina i cittadini: la monnezza!
Oltre al fulgido esempio dei prezzi del teleriscaldamento, con i quali AMA tartassa i cittadini dell'Alea a prezzi pari al doppio del mercato, essa sta perpetrando un furto nei confronti di tutta la città facendo sì che un servizio che costa 4,7 milioni di euro (fatturati da Area Sud ad AMA) venga rifatturato senza alcun valore aggiunto alla città ad 7 milioni....!!!
Area Sud, ad esempio nella vicina Pieve Emanuele, fattura direttamente al Comune, senza la tangente della partecipata rozzanese (da cui il rieletto sindaco Paolo Festa si è completamente staccato con la vendita anticipata delle quote in Arco).
Non solo. A Corsico il comune, impugnando l'assegnazione in esclusiva alla stessa Area Sud dell'appalto, riuscì ad espungere tariffe addirittura migliori semplicemente mettendo a gara (di Legge) il servizio. ....quando si fanno gli interessi dei cittadini...
Sono molte le strade da perseguire per ridurre i costi per il ruffo, ma a Rozzano il sindaco Agogliati fa di tutto pur di mantenere "gli equilibri economico finanziari" di AMA, alla facciaccia dei cittadini del "suo" Comune!
Ormai alla frutta, AMA cerca in ogni modo di ritirare dal "bancomat" del Comune soldi per pagare i numerosi (ed inutili) stipendi di molti dei dipendenti, ma, quando ci prova, lo fa sempre in un modo rozzo e incredibilmente sfacciato. Area Sud offre ai comuni il servizio di tariffazione ai cittadini dei comuni serviti gratuitamente (come molte altre aziende), invece, in AMA, per far quel che costa ZERO, vogliono trecentomila euro...
E, nonostante i millantati sforzi dell'amministrazione ed i supposti risultati nel riciclaggio, in tasca ai cittadini "virtuosi" non torna assolutamente nulla, quando invece, nel bilancio di Area Sud, per la sola Rozzano, risultano circa 600mila euro...
Ma si, tanto paga Pantalone per tutti.
RF  


giovedì 15 giugno 2017

In appello contro Cabassi

L'amministrazione rozzanese non ci sta a perdere i milioni di euro previsti in entrata dal "vecchio" Pgt che sarebbero dovuti arrivare dalle tasche dei Cabassi.
E' per questo che, con una delibera di giunta ad hoc, n.137 del 5 giugno, su parere del sempreverde avvocato  Carlo Cerami che ritiene "opportuno procedere in appello" e con la condivisione dell'ufficio tecnico comunale procedono  per opporsi a tale determina del TAR.
Curioso è che sia l'uno, Cerami, sia l'altro, l'ufficio comunale, sono gli istruttori e i verificatori del Pgt che è stato bocciato dal Tar, quindi era ovvio che ritenessero "opportuno" (per salvaguardare la propria credibilità) ricorrere in appello: tanto non son soldi loro!
Avrebbe avuto più senso chiedere un parere terzo, magari di qualcuno fuori dal "solito giro", così, tanto per capire....
Vabbè, staremo a vedere. Nel frattempo INFRAFIN si è già mossa per la messa in opera del suo progetto a costi decisamente più contenuti.
RF

mercoledì 14 giugno 2017

Deleghe La Guardia riassegnate. Ercoli, commercio, Moro, coesione e promozione sociale

La dipartita dell'ex assessore Dario La guardia, dimessosi per non meglio specificate ragioni, e tornato nell'accogliente ventre di Ama, è lì a dimostrare, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il permanente conflitto di interesse che è in capo all'amministrazione, che porta il sindaco ad occuparsi più degli interessi della partecipata e dei suoi dipendenti (a cui vuole a tutti i costi garantire lo stipendio) che di quelli dei cittadini.
Un becero sistema clientelare di potere che non vediamo l'ora che finisca.
Il sindaco ha dunque riassegnato le deleghe fiduciarie del fu-La Guardia.
Tra le più comiche, vi sono quelle al Commercio e alla Coesione e promozione sociale nei quartieri...
Alla prima è stato indicato Marco Ercoli, noto amministratore di condominio di Quinto. In quest'ottica, forte del la conoscenza del disastro perpetrato dalla grande distribuzione al piccolo commercio nella frazione dove opera, ritiene (e ritiene il sindaco) di possedere tutte le carte in regola per dare un forte impulso in questa direzione dall'alto delle sue specifiche competenze e del suo curriculum.  Vedremo.
Comunque da fustigatore delle presunte (allora) nefandezze di API, si accomodò in giunta, e ora prende la delega che è sempre stata rivolta a gestire il rapporto col Fiordaliso, che a Quinto avrebbe anche dovuto realizzare la ristrutturazione capolavoro di piazza Fontana che è sotto gli occhi di tutti (!)...chissà se interviene anche in questa direzione.
La Coesione e promozione sociale, invece, andava certamente affidata a una persona particolarmente qualificata e da sempre attenta a questi aspetti. Quindi, il sindaco, ha pensato bene all'assessore Pietro Moro. Un altro quintino - che è stato ripescato in giunta non avendo raggiunto i voti per entrare come consigliere per la strenua difesa della precedente amministrazione con il compare Caraccini - di cui ricordiamo i lavori per le sottostazioni del Q.re Aler che, evidentemente, costituiscono elemento di coesione e promozione sociale, mettendo in comunicazione i cittadini tra loro con l'acqua calda del teleriscaldamento....
I lavori non li ha presi dal Comune, che diamine, ma da azienda selezionata da AMA. Ecco perché, ritrovando coesione e networking nel suo incedere da consigliere comunale, si è ritenuto d'affidargli dette deleghe.
Insomma, stante l'inutile delega data alla s.ra Imprenti (Legalità - ??? - e trasparenza - ???) - attendiamo ancora la prima convocazione dei "guardoni" della legalità...), e quelle ai giovani (da mungere) con il ricco tavolo del Terzo settore alla s.ra Busnari, chiave della gestione del potere locale che passa anche da AMA, ma che non potrà che esser controllata dal sindaco direttamente, le due indicazioni di cui sopra sono, decisamente, le più gustose.
A bocca asciutta Stefano Apuzzo
 RF


P.S. Per informazione di carattere giurisprudenziale:

L’epiteto "Becero" utilizzato per contestare un sistema di potere, ha senza nessun dubbio valenza offensiva che, però, afferma la Cassazione (sentenza 45014/12) va contestualizzato, e ricondotto a una legittima critica, seppur discutibile a livello di stile. Situazioni e contesti in cui spesso ad ispirare pensieri ed azioni è non tanto la «cura dell’interesse generale» quanto piuttosto il «perseguimento di interessi particolari, di natura clientelare e di scarsa trasparenza, se non proprio di patente illegittimità». Quadro assolutamente poco edificante, è lapalissiano, e in cui, proprio per questo, la critica, pure esasperata ed espressa con parole dal cristallino «contenuto offensivo», è da ritenere legittima.


sabato 10 giugno 2017

Si torna al CoReCom: l'Agogliati ci ricasca!

Non soddisfatta della sanzione del CoReCom dello scorso novembre,  il sindaco ci riprova in occasione della festa del 2 giugno.
Usando sfacciatamente i soldi della collettività (Det. 1459 del 18/05/17), si accaparra i denari pubblici per i manifesti della festa della Repubblica per stampare e farci apprezzare il suo faccione dalle "fioriere" comunali.
Ma siamo già in campagna elettorale?
Informiamo il sindaco che le elezioni, domani, si tengono a Pieve Emanuele, non ancora (ahimè!) a Rozzano.
I comuni d'Italia, nella rappresentazione e chiamata alla partecipazione per la Festa della Repubblica, usano, ovunque e chiunque, immagini evocative quali le frecce tricolori, o il mausoleo al milite ignoto, o gli alpini o (e sarebbe il caso) il presidente della Repubblica... Lei no: indossa la fascia tricolore e umilia il senso della festa pensando di rappresentare, Ella stessa, la Repubblica.
Non ci siamo. Nemmeno rispetto istituzionale scorre nel suo tessuto ematico.
La denuncia è partita. vediamo come finirà.
RF

P.S. Nel frattempo gli abbiamo preparato la grafica per la festa dell'Assunzione (15 agosto).... (pepé..pepepepe...pepeè...pepepe....)



800mila euro di multe, solo 900 euro per l'educazione stradale. Vergogna!

A seguito dell'accertamento effettuato dalla giunta il 29 maggio scorso sull'andamento delle sanzioni per infrazioni al codice della strada, il Comune si porta a casa quasi 800mila euro.
La Legge impone che un quarto delle entrate siano vincolate a scopi legati alla sicurezza stradale e all'educazione, ma lascia i comuni liberi di gestirle.....
Bene: a Rozzano si è deciso che lo 0,0011% di quegli introiti debba essere dedicato all'educazione civica, a quelle attività di educazione stradale da fare nelle scuole e alla cittadinanza.
Caspita!
E nessuno in giunta, come sempre, obietta alcunché: tutti belli compatti. Anche i potenziali Art. 1-Mdp....
Nei comuni più attenti, la Polizia Municipale tiene corsi regolari nelle scuole di primo e secondo grado, supportata da attrezzature, materiale didattico, etc. Non è difficile, bisogna volerlo.
Solo pochi giorni fa un ragazzo in moto, per colpa di un avventato sorpasso dove era vietato e ad alta velocità, si è di fatto "suicidato" a Ponte Sesto, ed ora in molti piangono.
Crediamo sia importante investire veramente, non 900 euro!!!
RF

AMA: un ufficio balzelli che costa come l'oro e non porta nulla al Comune

Siccome il lavoro è evidentemente enorme (!), la vigilanza urbana inadempiente (!) e le pratiche da svolgere (male) determinano un volume di lavoro significativamente maggiore di qualunque Comune in Italia, il Comune di Rozzano ritiene di dover spendere 282mila euro con AMA per accertare, riscuotere e gestire (!!!) la pubblicità sul territorio.
Ma quanto incassa il Comune per quel servizio?
I conti non tornano.
Infatti, riferendoci ai dati della Ragioneria generale dello Stato (gli unici affidabili, perché vengono direttamente dagli accertamenti e classificazioni della ragioneria), le uniche voci di entrata per quel tipo di servizio sono state, nel 2016, le entrate i "Canoni per concessioni spazi e aree pubbliche" pari a € 373.078,70 (nel 2015 € 332.745,29), e "Diritti sulle pubbliche affissioni" € 28.115,19 (nel 2015 € 14.250,96).
Cioè circa 400mila euro, contro un accertato (nel bilancio comunale del 2012) di 747mila euro.
Dove son finiti gli altri incassi?
Nel pancione accogliente di AMA, che diamine!
Invece di ritornare il tributo al Comune, sembra chiaramente che se lo tenga in pancia per sanare gli appetiti dei "figli di".
Dunque, problema n. 1:  il Comune ha deciso di rinunciare alle entrate dalla Pubblicità (e proprio di un paio di mesi fa l'autorizzazione ad installare un elevato numero di nuovi cartelloni pubblicitari che concede AMA a terzi senza oneri, ma solo per gentile concessione dell'amministrazione). Di questo si deve chiedere conto.
Problema n. 2, di carattere gestionale, porta a una serie di domande:
- Ma quante persone serviranno mai per fare quel servizio? Chi ci lavora e con quali (inutili) competenze?
- Ed inoltre, il prezzo è equo?
- Quando non c'era AMA - si, anni fa non c'era, e si faceva lo stesso il servizio - quante persone ci lavoravano?
- Questo servizio può farlo solo AMA o, come più corretto, andrebbe messo a gara? "La seconda che hai detto..." (Cit.) ....E in questo caso, quanto costerebbe?
Tutte domande alle quali l'amministrazione si guarda bene dal porsi e rispondersi, perché sarebbe deprimente come in ogni altra occasione di distrazione di risorse pubbliche dalle casse cittadine.
Ormai il tema è legato a come fare a buttare sempre più soldi nel focolare AMA, per tenere in piedi un baraccone fuori luogo e fuori tempo.
E i rozzanesi (tutti) pagano.
Una analisi di massima, consente di fare alcune considerazioni. Si tratta di un "business" per il Comune che vale oggi circa 1 milione di euro, tra pubblicità e Cosap.
Il valore aggiunto del gestore è NULLO. Deve solo prendere atto delle auto-dichiarazioni, mandare i bollettini e incassare. Il controllo, da regolamento, e i relativi accertamenti devono essere fatti dalla Polizia Municipale.
Ergo, se nel 1994 ci volevano due persone, è ipotizzabile che bastino ancora, anche perché in questi anni AMA non ha fatto nulla per sviluppare (in qualunque possibile direzione) questa attività, che, magari, per molti aspetti poteva vedere una migliore estetica, gestione degli spazi e standardizzazione. No. L'ha fatto il Comune, ma al Comune non torna nulla.
Diremmo che ce n'è per farli smettere.... Ah no, ci dicono dalla Regia che ce ne sono altre di perle da comunicare!
Torneremo a breve.
RF


lunedì 5 giugno 2017

Agogliati spernacchia i cittadini e la Regione!

Non presentandosi all'incontro organizzato dalla Regione Lombardia con Aler e le Autogestioni (tanto decantate sul falso-come-Giuda Tutto Rozzano) convocato sul problema del prezzo del riscaldamento, il sindaco Agogliati - per conto del Comune, e AMA - ha rivolto una grossa pernacchia ai cittadini e alle autogestioni stesse.
Ma, oltre alla pernacchia ai cittadini rozzanesi (ormai abituati ma mai sazi) , hanno perpetrato anche un bello sgarbo istituzionale alla Regione Lombardia ed all'Aler, e questo non potrà che rivoltarglisi contro.
La scusa, rabberciata su una carta da formaggio la sera prima e riportata alla riunione dai funzionari regionali, è una supposta situazione di "mancata tutela" dei loro interessi...!!!!
Ma quali sarebbero i loro interessi? Gli unici noti sono continuare a grassare i cittadini meno abbienti di Rozzano per tramite di Aler per mantenere in essere il loro poterucchio e le loro meschine clientele.
Una pernacchia dopo il dito medio di gennaio, recapitato tramite il commissario del fallimento API.
La sindaca Agogliati, come già riportammo in altra occasione, non vuole mollare sulla convenzione truffaldina sottoscritta da Gianfranco Sgambato, che prevede ad oggi, dopo una progressione del prezzo al metro quadrato partita nel 2013, ben 22 euro/mq, assolutamente fuor d'ogni logica.
La ragione è quella suddetta, e l'hanno anche lasciato intendere nella comunicazione riportata: "non possiamo scendere di prezzo pena il default di AMA".
Quel prezzo - ancorché non dovuto, perché la rete era da ristrutturare ma con oneri a carico del proprietario, Aler - fu concordato tra Comune di Rozzano (D'Avolio)/AMA (Sgambato/Carrara) e Aler (Ippolito) a fronte di un supposto investimento mai avvenuto di 11,4 milioni di euro nella ristrutturazione della rete. Solo 2,4 milioni son stati spesi. Ma nel frattempo, i soldi del mutuo son spariti in API e in AMA. API è fallita (e tutti i lavoratori buoni alla loro causa spostati in AMA o Area Sud), e AMA sta proprio male....
Quindi, cari cittadini, come abbiamo riportato in un post su FB "dal sindaco e da AMA...."o possiamo fottervi o non ci interessate".
Siamo alle comiche.
E poi, a favore di alcuni consiglieri Pd che non riescono ad arrendersi al servilismo nemmeno di fronte ai fatti, è stato ribadito che il debito complessivo di Aler verso AMA è di soli 4 milioni di euro (uno appena pagato). Dal canto suo Aler è creditore di 820mila euro da parte del Comune di Rozzano, che dovrà poi girare ad AMA (riducendo il residuo a poco più di tre milioni) ed entro la fine dell'anno sarà azzerato. Il famoso trenino!
Un sindaco che tutela i suoi interessi tramite la ruberia sul territorio da parte dell'azienda da cui dovrebbe invece fruire di servizi a favore della cittadinanza. E se ne guarda bene dal dirlo, ma lo fa.
Adesso anche le autogestioni che hanno voluto farsi ritrarre nella foto sul giornaletto di propaganda, magari, avranno capito con che tipi hanno a che fare.
Non ci attendiamo gran che.
La conclusione, chiara ed evidente, è che son disposti a tutto per non togliersi di torno, anche farsi beffe della Regione e dell'Aler....
Ma, a parte tutte le clientele (già note, ma sulle quali non si dirà mai abbastanza)....cos'altro avranno da nascondere???
RF

domenica 4 giugno 2017

Derivati API. Altri soldi dal Comune per "nuove problematiche"

Intanto, prendiamo atto che esiste un Ufficio Società Partecipate del Comune di Rozzano, indicato come il latore della richiesta di ulteriori fondi per spese legali, ma di cui si ignorano i compiti precisi.
La città, che sinora ha proceduto a vista affidandosi completamente alla "capace" dirigenza incaricata ad hoc delle partecipate, avrebbe avuto probabilmente piacere di conoscere con quale missione e quali persone lavorano in questa nuova struttura.
Ma, detto questo, si scopre che quell'Ufficio ha "capacità di impulso": siccome la loro descrizione dell'incarico ai legali per il tentativo di rendere nulli i contratti per i derivati in pancia ad API non ha sortito effetto, ricorrono ora alla richiesta di altri 13mila euro per un "aggiornamento dell'incarico per le analisi e gli approfondimenti necessari relativamente alla nullità del contratto di mutuo e suoi derivati, per problematiche emerse successivamente all'affidamento originario".
Con la determina 1554 del 25 maggio, il dirigente approva lo stanziamento.
Certo, in mezzo c'è stato il fallimento di API, ma anche ai tempi dell'incarico, poco più di due mesi fa, le cose erano abbastanza chiare.
La cosa che fa più specie, è che lo studio legale già incaricato, Adavastro e Associati, chiede più denari perché gli serve una "collaborazione tecnica specifica relativamente alle nuove problematiche emerse".
Curioso.
O gli "uffici" non sono in grado di descrivere correttamente gli incarichi, o li si assegnano a capocchia o, ancora, chi si propone non ha le competenze.
Il Comune di Rozzano, con API, ha fatto parte e ha dato spazio all'abbuffata da 88 miliardi di euro in Lombardia del 2007 da parte delle banche, che, solo per quell'anno, valse 908 miliardi in Italia. Il re incontrastato delle sottoscrizioni è stato il mitico Chiamparino, che, per il solo Piemonte, è riuscito a farsi fregare per 322 miliardi nel 2012 (fonte Banca d'Italia).
Ma se qualcuno è riuscita a spuntarla con le banche d'affari, non l'ha fatto certo con i legali: i consulenti di supporto, in questi casi, son sempre stati esperti di calcolo probabilistico. Lo Swap, il tipo di contratto firmato dal Comune, si basa sul calcolo delle probabilità, come alla roulette. La scommessa deve essere equa e conosciuta da entrambi, altrimenti la disparità non comunicata agli ignari sottoscrittori, può essere impugnata.
Nella determina dirigenziale di integrazione della parcella non si capisce proprio a fronte di cosa l'U.S.P. chiede altri soldi per Adavastro. Speriamo si tratti di un qualche matematico capace, e non del solito amico....fiscalista!
Il “calcolo delle probabilità” è l'arma delle officine finanziarie delle banche. Ad ogni "scommessa" si attribuisce un probabilità e un prezzo. Ciò che serve è calcolare quel prezzo e valutarne l'equità.
Inoltre, dove questo tipo di "contrattazione" ad annullare i contratti ha avuto successo, si era messa alla base una serie di risultanze da indagini penali nei confronti delle banche che qui non hanno ancora trovato spazio.
Nel frattempo, tre giorni fa si son chiuse le indagini sul Monte Paschi, e si attendono i rinvii a giudizio.
Ma alla fine, a Rozzano, si integrano sempre le parcelle, e gli unici a fregarsi sempre le mani sono gli avvocati...
RF

N.B. Il derivato è uno strumento finanziario il cui prezzo è basato sui valori di mercato di una o più attività sottostanti, come indici azionari, azioni, obbligazioni, materie prime, tassi d'interesse, etc. Il prezzo di un derivato dipende dunque dal valore di una certa attività che non si possiede, in modo da negoziarne il rischio senza acquistarla direttamente sul mercato. 
La negoziazione di derivati non può essere considerata una normale attività di investimento: questo strumento in API è stato utilizzato a copertura di un rischiofinanziario (hedging).
Le tipologie più note e diffuse dei prodotti finanziari derivati sono: Futures; Opzioni; Swap; Forward rate agreement
API ha sottoscritto gli Swap, contratti con i quali i contraenti si impegnano a scambiarsi flussi monetari futuri. I due tipi principali sono gli interest rate swap e i currency swap. API si è obbligata a pagare per un dato tempo interessi calcolati su un capitale ad un tasso fisso mentre l'altra parte (MPS) si è obbligata a pagare interessi calcolati su un tasso variabile.

Il contenzioso aperto punterebbe ad annullare il contratto sottoscritto, ma le....probabilità sono basse!

sabato 3 giugno 2017

+10% dopo il comunicato sulla D3: inizia la speculazione

Dopo aver incassato la vittoria al TAR lo scorso 26 aprile, ed aver azzerato il Pgt rozzanese eliminando tutti gli oneri collegati, il 30 maggio Bastogi (all'80% dei Cabassi), la società che tramite il Gruppo Brioschi e Infrafin opera nello sviluppo immobiliare, ha comunicato che la controllata Infrafin ha richiesto al Comune di Rozzano di avviare l’iter istruttorio di uno specifico piano attuativo, conforme agli strumenti urbanistici vigenti (cioè quelli modificati a suo favore), avente ad oggetto lo sviluppo delle potenzialità edificatorie riconosciute dal locale PGT all’area di sua proprietà denominata “AT1 Città Nuova”.
Il progetto di sviluppo urbanistico si estende per oltre 1.100.000 metri quadrati nel Comune di Rozzano. A seguito di quel comunicato, il 31 maggio scorso le azioni Bastogi e Brioschi Immobilare sono cresciute del 10%.
Le azioni Bastogi, dall'inizio del 2017, sono in costante descrescita. Dopo la sentenza del TAR, la D3 rappresenta effettivamente una sana boccata d'aria.
Dalla relazione di bilancio di Brioschi Immobiliare 2016, riportiamo i passaggi principali:
"Frutto di un processo di dialogo operativo fra diversi interlocutori (Comune, urbanisti, ambientalisti, realtà attive sul territorio quali la Società Agricola Triulza e Comunità Nuova) e con il contributo dell’antropologo Marc Augé, il progetto di sviluppo dell’area prevede un mix funzionale in grado di conciliare la vocazione abitativa e insieme agricola del territorio, nell’ambito di un disegno complessivo di salvaguardia della fauna locale e di riqualificazione e valorizzazione ambientale, come l’avvio di coltivazioni tipicamente locali gestite con metodi naturali da inserire in filiere dirette di produzione."

Milanofiori Sud
Proprietà: Infrafin
Superficie area: 1.100.000 mq 

Potenzialità edificatoria: 310.000 mq 

Dal 1999, il milione e centomila metri quadri di terreno sono al centro dell'attività della Società Agricola Sant'Alberto riconducibile ai Cabassi). Sul sito della Società si legge "La cascina Sant’Alberto si estende a Rozzano su un’area complessiva di circa 1.100.000 mq in parte compresa all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Circa 1.000.000 mq sono coltivati a cereali alternati a prati stabili che consentono una rotazione agraria ottimale per la fertilità dei suoli."
Non si capisce, quindi, come faranno a valorizzare un progetto di così importante portata che utilizza completamente il terreno in un modo già perfettamente compatibile e ad alto valore aggiunto.
"L’azienda agricola utilizza la rotazione delle colture, coltivando circa 100 ettari a cereali su una superficie di 150 ettari, lasciando gli altri 50 ettari a prato, a mais o a riposo, in modo da salvaguardare la fertilità del terreno".
Ma non solo.
"A partire dal 2003, la Società Agricola Sant’Alberto ha destinato alla riforestazione parte dei terreni della Cascina Sant’Alberto di Rozzano. L’impianto forestale è stato progettato anche in funzione del miglioramento dell’ecosistema attraverso la creazione di un reticolo di corridoi biotici favorevoli alla riproduzione della fauna. Negli anni, su un’estensione di circa 22 ettari sono stati messi a dimora 12.500 alberi, tra alti fusti e arbusti.
Nel 2016 sono stati piantati ulteriori 800 m lineari di siepe composta da biancospino, rosa canina, viburno e prugnolo.
Il dipartimento faunistico dell'Università di Pavia, che ha monitorato l’area per tre anni, nel 20138 ha indicato nei terreni intorno alla Cascina Sant’Alberto l’oasi di ripopolamento faunistico con il più alto incremento riproduttivo di fagiani e lepri della Provincia di Milano, grazie all’elevata qualità ambientale degli spazi lasciati a verde." 
Incredibile: così non piace. Occorre un po' di sano parco di cemento modello delle rogge.... Si fa fatica a pensare che un territorio possa rimanere naturale. 
Gli immobiliaristi ritengono sempre che costruire su 350mila mq dei 1100mila sia "valorizzare" ambientalmente ciò che lo sarebbe....
Si tratta di un progetto che ora dovrebbe essere rimesso al centro di un progetto cittadino, che va necessariamente, riscritto. Magari con la città...
RF