domenica 15 aprile 2012

Commissione risorse: lo stato dell'arte sul teleriscaldamento. No a un mandato a "scatola chiusa".

Giovedì sera si è tenuta la seconda sessione della commissione Risorse del Comune, presieduta dal consigliere Moro, neo-capogruppo de "Rozzano per Tutti".
Argomento caldo la situazione sul teleriscaldamento, un progetto industriale con ricadute ambientali, di servizio e "occupazionali" nella città di Rozzano.
Per l'occasione ha preso parte alla discussione anche il Sindaco Massimo D'Avolio.
Dopo l'introduzione tecnico-economica dell'ingegner Ancora Vito, che ha ripercorso velocemente la storia dello sviluppo realizzato sin ora, sono state illustrate le nuove opportunità derivanti da un possibile accordo con Aler.
Questo sembrerebbe incardinarsi su una struttura contrattuale del tipo "a ritorno di investimento basato sull'efficienza", con un acronimo inglese, il servizio normalmente fornito dalle E.S.Co. Energy Services Companies. La possibilità di guadagno si realizza se si sarà stati capaci di risparmiare rispetto ad un canone concordato a priori per un certo numero di anni.
Aler propone al Comune di realizzare 11 milioni di euro di investimento in tre anni per rinnovare la sua rete del teleriscaldamento al servizio del quartiere, pagando un canone annuo di circa 6 milioni di euro. Per Aler, questo, potrebbe ottenere un risparmio di circa il 10%, che verrebbe trasferito ai cittadini. Il Comune, con AMA (o altra struttura di cui diremo oltre), potrà averne beneficiato se sarà stato capace di realizzare un risparmio tale da ripagare gli investimenti e gestire con efficienza la fornitura successivamente.

La scommessa è, per l'ennesima volta, molto ardita. Si dovrà, nell'ordine:
- trovare gli 11milioni di euro da investire in tre anni;
- realizzare un impianto capace di economizzare al punto tale da rendere l'investimento compatibile con un ritorno sostenibile finanziariamente (non più di 10 anni, visto che l'accordo con Aler potrebbe essere di 27 anni);
- avere alta capacità gestionale e risorse umane adeguate allo scopo, scevre da volontà di "familismo", campanilismo, procedure irrituali e comportamenti ad alto spessore etico-morale, e, sopratutto, con la politica fuori dalla porta.
La relazione dell'ing. Ancora alla commisisone
La proposta, che è formulata nella delibera di "dismissione" di API, è basata su un mandato al Sindaco ad esplorare diverse ipotesi di lavoro, tra le quali la costituzione di una nuova società (!!!!) a forte componente privata (dal 40 al 49% del capitale) a cui demandare la gestione - per Legge - mantenendo la "golden share", la capacità, cioè, di mantenere il sostanziale controllo della strategia.
La delibera deve essere, però, secondo me, cambiata, ed integrata per portare ad un ulteriore passaggio consiliare. Ad oggi, tutte le inefficienze ed i disastri gestionali generati dalla ridda di partecipate costituite e chiuse in questi anni, si sono realizzati a causa di scelte e decisioni prese all'oscuro degli uffici di viale Lombardia (sede Ama), di via Iotti (sede Rete) e di via Matteotti (sede Api) o delle sale Giunta, realizzate dopo che il Consiglio aveva dato "mandato" per la realizzazione di quelle iniziative con un semplice "indirizzo".
No, le decisioni e le scelte devono essere presentate al Consiglio (di cui il Sindaco è solo portavoce presso le Società), ratificate dallo stesso, e solo dopo, implementate.
In effetti, durante la commissione, il Sindaco ha dichiarato d'essere transeat, cioè, a termine, e di rappresentare il Consiglio: bene, raccogliamo certamente tale indicazione e la vorremmo integrata nella delibera di "mandato".
Nel frattempo, i problemi per la prosecuzione dei lavori e la possibilità di raccogliere le opportunità di Aler, giacciono nei conti correnti di API che mostrano un saldo negativo di oltre 4 milioni di euro (!!), e la ricerca di un socio privato capace di credibilità sufficiente presso le banche per una fidejussione da 11 milioni di euro: il Comune, Api, hanno già ipotecato molti immobili pubblici per il finanziamento iniziale che, ad oggi, ammonta a 40 milioni di euro, e che ha una prospettiva di pareggio certo ma a lunghissima scadenza.
Il piano industriale è "attraente", ma lo era anche quello iniziale....
Marco Masini

6 commenti:

  1. Propongo l'illustrissimo professor Sgambato a capo di questa nuova società, con uno stipendio adeguato al suo profilo intellettuale, alla sua indubbia capacità gestionale oltre che alla sua inappuntabile moralità.
    Potrebbe essere il Mario Monti di Rozzano!

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    1. Caro Lettore, riprendo il suo commento confermandoLe che quanto Lei precognizzo' il 16 aprile 2012 si è puntualmente realizzato con AMA Energia srl, amministratore unico Sgambato, noto imprenditore del settore, di larghe vedute e capacità tecniche

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    2. Ovviamente volevo essere ironico: mr. Sgambato amminsitratore unico di una qualunque società è uno schiaffo a tutti i cittadini rozzanesi! Attendiamo con ansia che pure sua figlia venga assunta in qualche azienda di famiglia (perchè tali si trattano) per arrivare all'apoteosi del malcostume!

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  2. il teleriscaldamento è una cosa molto utile ed intelligente ma a Rozzano è diventato telesurriscaldamento del quartiere Aler utile a mantenere A.D. di ama o api e a far lavorare amici degli amici incopetenti . Rete nel 2006 aveva la gallina dalle uova d'oro centrale più manutenzioni delle sotto centrali ed oggi ha perso tutto pure l'Aler . Vito Ancora può incantare solo il sindaco ma i cittadini di Rozzano non sono scemi , torni a fare l'ingegnere e risolva i problemi che ha creato lasciando stare i raccomandati e la politicà allora forse le sue previsioni saranno attendibili e realizzabili.

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  3. Un gruppo di intellettuali e manager capaci !!!! capeggiati da un maestro di educazione fisica e da alcuni finti ex comunisti, si riunisce in una cittadina della periferia milanese, per decidere come sbarcare il lunario e garantire alle proprie famiglie un futuro sereno. Prova e riprova, si convingono che non avere talento rispeto ai settori dell'economia che richiedono specifiche competenze (il maestro, per altro, si rivela una vera "schiappa" anche nel "masticare" l'italica lingua). Valutati i pro e i contro, decidono di metter mani nelle opportunità offerte dall'andamento del mercato cittadino: l'energia, l'editoria, la pubblicità, il commercio, IL SETTORE IMMOBILIARE !!!!!!! Nei vari rami inseriscono propri accoliti, scrupolosamente selezionati ed in possesso di curriculum dimostrativi dell'appartenenza all'organizzazione della Cruschetta: mai aver letto un libro, acquistare un quotidiano e mantenerlo scrupolosamente piegato, usare i verbi nel modo più scorretto possibile, mostrarsi ignoranti rispetto a qualsiasi argomento. Ma il gruppo dei finti e reali, attua una decisione strategica: fare l'occhiolino agli imprenditori che non si fidano del sistema creditizio, e che desiderano "lavare" i propri soldi guadagnati versando tanto sudore. La cittadina, finalmente, entra in una epopea di benessere, mai conosciuto al tempo del governo dei "defunti" veri comunisti. Le odiose aree a verde, vengono dimezzate grazie a magistrali provvedimenti amministrativi, fatti approvare in un consesso di asinelli. Una vera bacchetta magica dirige tutte le operazioni che consentono al gruppo di elevarsi economicamente. E' solo la prima parte del racconto..

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    1. Considerato il livello della trattazione, mi sono concesso qualche refuso....".si convingono che non aver talento", anziché:" si convincono di non aver talento".....

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