sabato 7 aprile 2012

Addio alla Fondazione Rudh: nominato il liquidatore.

Si chiude un capitolo, segnato da un'era di sogni e speranze: quelli relativi ad una Rozzano città della Cultura con respiro sovracomunale, con la capacità di prospettare ampie vedute, anche internazionali.
Un importante obiettivo per quella che era un'anonima città dormitorio della cintura milanese, caratterizzata da immigrazione e criminalità.
La nomina del liquidatore della Fondazione Rudh (Decreto Sindacale n. 11 del 29/03/2012), il dott. Tomei Francesco, di Milano, decreta la fine di un'epopea caratterizzata da luci ed ombre.
Ricordiamone alcune.
La Fondazione Rudh nacque nel 2005, con:
"[...] un impegno, consapevole e razionale, verso il nostro territorio e la sua gente [...] innanzitutto sul fronte culturale seminare cultura [...] in stretta collaborazione con quella rete di istituzioni, imprese, associazioni, che nel Sud Milano in generale e nel Rozzanese in particolare, è realtà solida e attiva".
La presidenza del Cda ("Nel suo consiglio di amministrazione fanno parte rappresentanti dell’ente pubblico e della società civile") fu subito affidata all'ex Sindaco Maria Rosa Malinverno, a soddisfazione della necessità di fornire una poltrona di transizione ad un amministratore della città che aveva appena terminato il suo secondo mandato, passando la mano all'attuale Sindaco Massimo D'Avolio.
Appena trombata alle elezioni per il Parlamento, la Malinverno cominciò ad operare per realizzare un programma culturale di spessore, trasferendo dal Comune alcune risorse fidate che le avrebbero consentito la nascita di un Ente che non fosse una scatola vuota.
Alla Fondazione furono via via trasferiti gli immobili necessari al suo funzionamento: il cinema Fellini e la Cascina Grande. Anche l'istituzione Scuola Civica di Musica entrò nel pacchetto culturale.
A dispetto di parte del pensiero politico vigente all'epoca (una maggioranza a forte componente "rossa")  il settore cultura era stato trasferito alla Fondazione. In particolare Rifondazione Comunista ebbe non pochi mal di pancia: la cultura si stava privatizzando!
A garanzia di una attitudine che volevano mantenere pubblica e "cattolica" - nel senso ateo del termine, cioè "universale" - gli fu affidato un ruolo con una presenza di spessore nel Cda (poi mantenuto dall'ex assessore Oscar Bersi nel Cda successivo).
Molte le iniziative, ed il tentativo di avviare una compensazione degli oneri con la realizzazione di alcuni servizi collaterali come il Bar, per il quale la presidente si avvalse della collaborazione dell'attuale consigliere (a Lei subentrato) Mastropaolo.
Ricordiamo tra molte, le iniziative sul "turismo culturale e del gusto" (2007), che, insieme a "un viaggio un assaggio", ed il Giovedì Jazz, hanno caratterizzato una fase ancora promettente della cultura locale.
Le polemiche sulla gestione della Fondazione e della Cascina Grande affidata alla Fondazione durante le ultime elezioni amministrative si sono sprecate. Praticamente gran parte dei dipendenti e dei collaboratori della Fondazione si schierarono con la candidato Sindaco Malinverno, ed iniziò una campagna molto ostica contro l'ex pupillo D'Avolio.
Dopo le elezioni, vinte da Massimo D'Avolio e dalla sua coalizione, stante la situazione incandescente che si era creata per le polemiche sviluppatisi durante la campagna elettorale, si è sviluppata un'operazione da classico spoil system con la nomina di un Cda e di un Presidente vicini alla nuova Amministrazione. Nasce così, nel settembre 2009, il nuovo Cda della Fondazione.
Presidente: Domenico Ioppolo 
Altri componenti: Emilio Locatelli (ex assessore socialista), Oscar Bersi (ex assessore PRC), Sergio Gessi (esponente PD), Giorgio Galmozzi
Ma l'oste non aveva fatto i conti con la cassa....
Dopo le roboanti (e convincenti, devo dir la verità) dichiarazioni della partenza (“L’obiettivo che ci siamo dati in questo quinquennio – dichiara il presidente Domenico Ioppolo – è di realizzare proposte culturali di alto livello. Solo così riusciremo a gestire al meglio la cultura e la partecipazione popolare unitamente ai servizi quali la scuola di musica e molti altri. Realizzare eventi o iniziative di alto profilo consentirà di dare un’immagine diversa della nostra città anche a livello nazionale”), stando nella "stanza dei bottoni", si scoprirono la gestione allegra del bilancio della Fondazione, che, alla data dell'esposizione della situazione in Consiglio Comunale, mostrava una sofferenza a bilancio di almeno 600mila euro.
E' vero che nello Statuto e per definizione la Fondazione con aveva scopo di lucro e non avrebbe dovuto distribuire utili, ma almeno non costituire un "buco nero" per le casse comunali!
Il tentativo di Ioppolo, piuttosto contenuto, invero, di riportare la Fondazione ad un livello di galleggiamento economico (ruolo poi interpretato nella quotidianità da un altro consigliere, Gessi) si è infranto nel vuoto...
Nessuno sponsor significativo, o comunque in grado di realmente sostenere un rilancio, fu trovato, e nel frattempo la situazione economica no migliorava.
Dal consiglio comunale del 6 dicembre 2011 si è passati alla fase liquidatoria, con l'intenzione manifesta di cambiare gestione e, con il Comune a controllare direttamente la programmazione culturale, facendola realizzare da AMA con l'ausilio dei lavoratori della Rudh lì trasferiti (per il momento a tempo determinato).
Per ciò che concerne questa drammatica vicenda, mi sento di riproporre una critica che in più occasioni ho manifestato, e cioè che la "fondazione" non possedeva nessun patrimonio culturale di riferimento, ergo non era una fondazione.
Durante la travagliata storia della cultura territoriale, per realizzare una Fondazione (con la "F" maiuscola) si poteva cercare di trattenere la Fondazione Pomodoro, emigrata a Milano per la disattenzione della politica, ma non lo si è fatto. Nel 1996, la Fondazione Pomodoro veniva inaugurata a Rozzano, nei capannoni di via Volturno, e si pensò pure a conferirgli la cittadinanza onoraria (sich!!)...
Abbiamo affossato un tentativo di rilancio culturale in grande stile di Rozzano...
Se si cerca con Google "fondazione rudh", si hanno solo poco più di 4000 link, mentre inserendo la chiave di ricerca "Rozzano Fondazione Pomodoro" si ricavano oltre 82.000 links!!!
Quella era un'occasione ed una vera Fondazione.
La cultura costa: o la si sostiene (anche con fondi provenienti da parsimonia gestionale complessiva) o muore.
Ancora presente nel sito del Comune di Rozzano (link) e nel web con il suo sito www.fondazionerudh.it.
Speriamo ora che l'assessore Agogliati riesca a proporre al Consiglio Comunale un programma di iniziative di spessore che, grazie alle importanti economie possibili nelle Aziende di cui possiede, altresì, la delega, possano trovare agio per un rilancio del territorio da questo punto di vista, per non perdere quel poco di abbrivio che si era riusciti a trovare nei 6 anni passati...
MM

2 commenti:

  1. Mi scusi Masini, ma non le sembra che fra Fondazione Rudh, Ama, Api, Arco e via clientelando, questa amministrazione non ne abbia azzeccata una ?

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  2. A volte il silenzio è molto più eloquente di tanti bei discorsi.

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