giovedì 11 maggio 2017

API: IN ATTESA DI SENTENZA....

Con l'assenza del Comune di Rozzano, si è tenuta oggi l'ultima udienza del Tribunale fallimentare per decidere delle sorti di API.
Ma l'esito appare scontato, attendiamo la sentenza.
Dopo una introduzione del giudice, il liquidatore e gli avvocati di API hanno fatto presente che c'era stato un timido tentativo del Comune di proporsi nel procedimento e che c'era forse una certa disponibilità delle banche per un'alternativa.
Ma, dopo poco, è apparso chiaro che erano due bufale.
La prima. Sebbene il Liquidatore abbia fatto il suo comunicando a riguardo di questa "timida disponibilità", dall'altra parte si è venuti a conoscenza che il Comune gli aveva mandato una PEC insultandolo per l'ennesima volta, dopo che il giudice aveva respinto la proposta dell'amministrazione di entrare nel procedimento per cercare di valutare una possibile iniezione di denaro ai fini della trattativa con gli ex dipendenti (salvo rinuncia al procedimento).  Insomma, lui, in modo assolutamente professionale ha fatto presente quanto occorso, per la quale cosa il legale aveva chiesto altri due tre mesi per attivare il percorso, dall'altra depositava una nota con allegata la PEC per ribattere alle contumelie.
Ma il giudice, scherzandoci sopra, indicava che forse, dati i tempi di questa amministrazione, ci sarebbe voluto un anno o più, e "la Legge  non lo consente!".
La seconda, sentenziata dall'avvocato di MPS, relativa al fatto che non risultava alcuna "apertura".
Dall'ultimo appuntamento all'udienza dei creditori non è sostanzialmente avvenuto nulla.
Date le due quisquilie suddette, il resto è colore.
API doveva presentare una memoria con i possibili ulteriori passi, ma nulla ha potuto scrivere.
Le banche si erano già espresse.
I lavoratori, per tramite dei legali, hanno ribadito la loro intenzione di procedere e hanno chiesto anche tutto ciò che gli spetta per l'inattività di due anni e per le ulteriori competenze maturate in termini di TFR.
La Procura della Repubblica, sebbene non presente, ha relazionato al giudice in precedenza e si era già espressa chiedendo il fallimento.
I commissari hanno depositato una ulteriore brevissima nota che sostanzialmente ribadisce che non è successo nulla dall'ultima udienza.
Noi ci siamo attardati a raccogliere le voci di corridoio, che hanno ribadito una apparente incapacità d'azione, una sostanziale e continua ingerenza nel procedimento, ed i tentativi di produrre un risultato concordatario al di fuori dei canali processuali.
Anche le parti in causa hanno fatto sapere che l'atteggiamento dell'amministrazione nei riguardi dei lavoratori, sin dall'inizio, non ha permesso un avvicinamento tra le parti. Essere sempre presi a pesci in faccia ti porta all'inevitabile chiusura.
Segnaliamo la presenza di un avvocato a supplenza dell'avvocato dell'ing. Vito Ancora in D'Avolio.....: l'avvocato Ditto (in Ippolito). I due di cui alla nostra storia (madre di molti dei disastri rozzanesi) che abbiamo raccontato proprio qualche giorno fa. Ed era lì perché l'ex direttore tecnico cerca di accaparrarsi quei milioni che, dall'altra parte, la Corte dei Conti ed il giudice del procedimento D'Avolio sospetta non siano per nulla dovuti
Si è sostanzialmente perso due anni di tempo, accumulando crediti in API (l'affitto della rete del teleriscaldamento e del gas) e debiti in AMA e nel perenne contenzioso GasPiù e 2I Rete Gas, senza risolvere alcunché.
Insomma, il fallimento è scritto. Attendiamo la sentenza che, per bocca del giudice da noi sollecitata, "sarà a brevissimo".
RF

1 commento:

  1. Considerando che molte attività commerciali sul territorio di Rozzano sono state aperte con soldi provenienti da attività illecite (tra l'altro il Comune è partecipe alle aperture e alle varie autorizzazioni) non stupisce che le partecipate sono in rosso e/o fallite. Stessa mentalità stesso obbiettivo. Si può definire ”assalto alla diligenza”. Cambierà nome, cambieranno i vertici ma il fine è lo stesso se non si interrompe il "Sistema Rozzano" come giustamente ha sottolineato la Consigliera Regionale Carcano durante una seduta.

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