martedì 11 aprile 2017

D'Avolio senza pudore: da scalda poltrona regionale a difensore dei lavoratori a Sesto

Il consigliere regionale ed ex sindaco di Rozzano Massimo D'Avolio, per noi il Decaduto, a processo per ricettazione, peculato e riciclaggio con la moglie e altre persone, attore principale delle molte questioni segnalate dalla Corte dei Conti alla Procura (che sta indagando sulle operazioni amministrative rozzanesi legate alle partecipate da lui avviate al disastro, a partire da Api), ha scelto per il rilancio politico la "sua" Sesto San Giovanni.
Oggi, infatti, in occasione dell'apertura ufficiale del primo circolo di Art. 1-Mdp si è presentato in bello spolvero a fianco del deputato e leader del movimento Roberto Speranza, ed alla senatrice Lorenza Ricchiuti. Non si tratta della prima volta in accoppiata. Il tentativo di accreditarsi ai vertici potrebbe preludere ad un posizionamento utile per le prossime politiche, dove, da parlamentare, sarebbe al riparo da ....qualsiasi ingerenza della magistratura. Chissà.
A detta di molti suoi (ex o quasi) compagni di partito (e per sua stessa ammissione in camera caritatis agli amici) in questi tre anni e mezzo alla regione si è limitato a scaldare la poltrona, incassando il ricco stipendio regionale (circa 10mila euro al mese) senza produrre alcunché di significativo o lasciare in alcun modo traccia nelle carte del consesso, se non come co-firmatario del lavoro di altri.
Probabilmente a disagio in assenza del "volante" e della "stanza dei bottoni" a cui era abituato sullo scranno di primo cittadino, che consentiva di governare le scelte territoriali, le forniture, le partecipate e le assunzioni, non ha saputo trovare - da oppositore, addirittura - nessun modo per occuparsi direttamente di questioni a lui care.
L'area della sinistra, sempre molto variegata, animata dalla presenza di SI Sinistra Italiana, Campo Progressista, Possibile, Art1-Mdp, e chissà che altro, non trova, in alcuni casi, modo di sganciarsi da certi personaggi e legare le loro vicende ad un rilancio realmente etico e di proposta sociale e culturale se non passando attraverso il tentativo di raccattare i "nomi buoni" legati ad un portato di voti storico di cui ritengono d'aver bisogno.
Interrogati alcuni esponenti di Sesto che oggi hanno partecipato all'apertura della sede, a cui è stato segnalato (se non ne fossero al corrente) il trascorso di D'Avolio, non han trovato di meglio che rispondere con una scrollata di spalle: "non è stato ancora condannato. E' poi molte volte la giustizia si è sbagliata!", prescindendo, come il più facinoroso "moderato-popolare", da alcuna considerazione di altra natura rispetto a quella penale, che ha sottratto, e continua a sottrarre partecipazione alla vita politica.
Ecco, queste son le ragioni per le quali l'area di cui sopra sembra ormai diventata marginale, relegata a percentuali al limite dello sbarramento, e in assenza di ricambio generazionale. Il voto dei ragazzi, va in ben altra direzione.
Il suddetto è un ricco e benestante signore (tutto fattosi a Rozzano con il solo mestiere di sindaco!), presente in Tribunale nella stessa aula dove, poche ore dopo si sarebbe celebrata un'altra udienza a carico di Berlusconi, che usa le stesse fiduciarie di Berlusconi per "nascondere" i suoi immobili e....chissà cos'altro ha in comune con Berlusconi (nipoti?), stride molto con chi, ingenuamente,  si ritrova a proclamare l'identità di questa nuova formazione, Art1-Mdp dicendo: "Ridiamo speranze ai più deboli e ai più martoriati. Che davanti ai cancelli delle fabbriche chiuse dai padroni tornino i parlamentari della sinistra come fece anche Berlinguer davanti alla FIAT è un fatto innovativo di ritorno al passato, di quando la politica si interessava dei problemi della gente e non era autoreferenziale".
Chissà chi si manifesterà a Rozzano in quella formazione a sostegno di cotanta autorevole rappresentanza. In attesa delle primarie Pd, che rappresenteranno uno spartiacque per il posizionamento politico di molti, si accettano scommesse...
Contenti loro.
RF

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