domenica 30 aprile 2017

A chi vanno i contributi per lo sport? Il Comune rinnova l'infrattamento con AMA

Nel luglio del 2016 è stata rinnovata la convenzione con AMA per la gestione degli impianti sportivi comunali, ed in questi giorni c'è stata un'altra importante dazione.
All'interno di questo accordo, hanno reiterato la decisione che AMA si faccia carico di gestire la cosiddetta "promozione e diffusione dello sport".
Si tratta di prebende date a Tizio e Caio (di cui non è dato conoscere i nomi) per scopi e obiettivi che sfuggono a chiunque. Non vorremmo mai che in quell'elenco trovassimo esattamente lue stesse Società e dirigenza che compaiono in questi giorni sul giornaletto propagandistico Tutto Rozzano e che facevano bella mostra di loro per la candidata sindaco delle ultime elezioni.
Nel passato, il Decaduto aveva usato quel trucco per farsi campagna elettorale. Abbiamo testimonianza di contributi dati ad associazioni sportive che poi gli son stati ritornati sotto forma di cene elettorali ed iniziative per la campagna anche delle ultime regionali del 2013.
AMA, ormai sembra acclarato anche dalle ipotesi della Procura nel processo contro D'Avolio, Tesse e compagnia bella, che venisse usata per trarne illeciti vantaggi alla chetichella.
In AMA, del resto, tutto scompare.
Il sito, nella sezione "trasparenza amministrativa" è omertoso all'ennesima potenza. Compaiono dati parziali e sempre vecchi.
Nel giorno delle primarie del partito di maggioranza relativa (alle ultime elezioni), che qualcuno dice che a Rozzano stia cambiando, non si muove un refolo nella direzione della trasparenza. I "giovani" son già vecchi, e non cercano nemmeno di immaginare una situazione migliore, anzi. Puntano il dito a chi mette in piazza le magagne: al solito, si guarda il dito che punta la luna, ma la luna la si nasconde....col giornaletto.
Il Comune delibera 190mila euro all'anno di azioni secretate, di cui non si conosce ne i percettori ne i motivi per cui questi vengono spesi, sempre e solo per decisione di una sola persona, ma "con procure".
La giunta "ravvisa la necessità", i dirigenti firmano la "regolarità tecnica e contabile" (su che basi?) ma nessuno si interroga se e come la spesa viene giustificata, e nessuno dei "giovani" consiglieri chiede nulla. Saranno ingenui o saranno coinvolti?
Insomma, il problema non è che vengano dati (anzi, sono benvenuti in molte occasioni) contributi allo sport ed alle associazioni sportive, ma che vi sia trasparenza nelle modalità di assegnazione e nei criteri.
Si vuole, e ci sta, anche per scelta "politica", valorizzare il Badminton? Lo si dichiara in Comune, la giunta o il consiglio ci mettono la faccia, si fa un concorso pubblico (magari evitando che vi sia solo un soggetto che se ne occupa) e si erogano i contributi. Così magari si verifica anche se quei denari vengono o meno usati per scopi pubblici o di pubblico interesse.
A Rozzano, invece, sembra che, probabilmente, solo le società e associazioni i cui dirigenti hanno appoggiato o son state vicine all'amministrazione alle elezioni  siano degni di contributi e vantaggi (palestre gratis o quasi) o, comunque, vengono promossi con i nostri soldi con la propaganda TR.... Sarebbe bello ricevere smentite.
Anzi, i dirigenti coinvolti possono scriverci, così che magari ricostruiamo dal basso i contributi che ricevono e le ragioni...
RF

P.S. Di seguito le foto tratte dal giornaletto TR con "tutto" lo sport di Rozzano....

giovedì 27 aprile 2017

Anche dal PD la sbertucciano. Rozzano fallisce e lei si fa i selfie!

Incredibile.
Un Comune in ginocchio. La (sua) gestione delle vicende API da piangere, quasi 100milioni di debiti, 90 milioni di garanzie sulle proprietà pubbliche in mano alle banche, etc etc etc .... e Lei va in giro a farsi i selfie con i candidati del suo congresso.
Ma non solo.
Si prende pure i "cazziatoni" dai suoi compagni di partito.
Pierfrancesco Majorino netto: ".....amici renziani. Se è da ieri sera che la fate circolare e vi si dice che sta foto, con la sua grafichetta, non corrisponde al vero. Perché a proposito di creature blu quello non sono io neorenziano protagonista di una mutazione tipo X-Men, ma sono io in un pezzo di corteo che era di tutto il PD e non di una parte. Ecco. Se vi dico tutto questo: la fate sparire? (Il 30 aprile potete fare come me e non serve essere iscritti: votare Orlando, non Renzi)."
Prevaricazioni tipiche da partito bulimico, dove Lei gioca la parte della arrembante matrona, che dopo aver devastato una città prepara la devastazione di qualche organo superiore?
Speriamo che ce la portino via velocemente...
RF

martedì 25 aprile 2017

La Procura si interessa ad API e chiede il fallimento. Nuovi fascicoli in Tribunale?

Dalle carte della mancata udienza dello scorso 20 aprile vengono alla luce nuove ed inquitanti notizie per gli amministratori.
Si son palesati in aula ben due Procuratori della Repubblica che, dopo aver accettato il rinvio dell'udienza per assenza del liquidatore di Api, all'estero, hanno chiesto di procedere con il fallimento.
La dott.sa Donata Costa e la dott.sa Caterina Greco "non si oppongono al rinvio esplicitando la propria volontà di richiedere il Fallimento", riporta il verbale di udienza.
Poche righe, e un bagno di cruda realtà, una realtà che si attendeva da tempo. Il probabile fascicolo che si andrà ad aprire per bancarotta documentale o fraudolenta. E non è poca cosa.
Da tempo, ormai, l'amministrazione e, principalmente il suo rappresentante legale, il sindaco, dopo aver incaricato i vari liquidatori, non ha fatto nulla per consegnare le carte richieste al Tribunale ed ai commissari incaricati, accampando ogni sorta di scusa.
"Persino nell'ultima delibera approvata da questa maggioranza, poi dissoltasi, si riporta una nota per un incolpevole liquidatore chiedendogli di completare l'acquisizione documentale" riporta Gianni Ferretti, capogruppo consiliare, "e nascondendo le loro colpe con la frase sibillina che 'in caso di perdurante inottemperanza procederemo coattivamente'....ma secondo voi, perché mai il liquidatore, sbeffeggiato e insultato dall'amministrazione, dovrebbe rifiutare a sua colpa di consegnare i documenti? È che non li vogliono consegnare!".
Ma ora è arrivata la Procura.
Dopo omissioni, perdite di tempo e il volta schiena delle banche la questione per il sindaco, i consiglieri e le amministrazioni delle partecipate presenti e passate le cose si complicano (ulteriormente).
L'obbligo di tenuta di libri e scritture contabili imposto dalla legge fallimentare mira ad assicurare, a garanzia dei creditori, il corretto svolgimento dell'attività commerciale e a precostituire la prova della situazione economica dell'impresa, per consentire agli organi dell'eventuale fallimento di acquisire attività e ricostruire il patrimonio dell'impresa. È dunque chiaro che, e dovrà essere ora verificato, se mancano i documenti qualche problemino di gestione, quanto meno azzardata e poco avveduta vi sia stata, perché magari pensavano di farla franca con il concordato farlocco.
Nel corso della valutazione documentale si fanno salve le altre pene accessorie di cui al capo III, titolo II, libro I del codice penale; l'eventuale condanna comporta l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a due anni.
L'importanza della regolare tenuta della contabilità è dimostrata dalla previsione legislativa di due norme penali come la bancarotta semplice e fraudolenta documentale, quest'ultima addirittura punita con le stesse pene previste per la bancarotta patrimoniale. Chi fa l'imprenditore conosce bene l'importanza delle scritture contabili, sa che da queste può trarre informazioni essenziali sull'andamento della sua azienda, sulla remunerazione del capitale investito, ma sa anche che queste informazioni nel momento in cui divengono comunicazioni sociali a terzi (es. con il deposito dei bilanci) sono una garanzia per se stesso e per il pubblico. 
Le pene possono arrivare a dieci anni di reclusione.
Il Procuratore Costa si è occupata di fallimenti e relative conseguenze anche nel recente passato (il caso del 2014 dell'ex assessore Ponzoni, condannato per vicende di bancarotta fraudolenta e molto altro a dieci anni), e se si è palesata con una richiesta specifica non è un caso.
Staremo a vedere, ma dormire sonni tranquilli continuando a reggere il sacco a questi signori è un atteggiamento che da parte dei consiglieri che votano tutto appare di difficile comprensione....
RF

lunedì 24 aprile 2017

Agogliati pubblicista coi soldi nostri. Vergogna

Leggendo la delibera di giunta di qualche giorno fa che disponeva la spesa di 600€ per pagare l'iscrizione del sindaco Agogliati all'elenco dei pubblicisti avevamo un doppio sentimento: la compassione e la rabbia.
La compassione per il personaggio. Una ricca ereditiera così povera (in spirito) da non tirar fuori di tasca propria nemmeno quei pochi soldi per pagarsi un'iscrizione a valore personale che invece carica sulle spalle della collettività. Poraccia!
La Rabbia per il fatto che non hanno alcun tipo di pudore nel sottrarre ignobilmente risorse alle casse pubbliche.
Trattandosi di una qualifica di carattere personale, che ha valore ben al di là del miserrimo bisogno per quel bidone di rivista che è Tutto Rozzano, non ha alcun senso d'essere, soldi sprecati, ancor di più pensando che, se l'intento fosse stato quello di "risparmiare" lo stipendio di un inutile direttore, la giunta già disponeva di un giornalista in casa: Stefano Apuzzo.
Ergo, si tratta solo di un chiaro tentativo da parte di una stanca e tirchia signora di fregiarsi d'un titoletto in più.
RF

Dopo API, AMA? Intanto prepara l'elenco dei legali

Come ormai è stato reso evidente dai numeri e dalle relazioni dei commissari del Tribunale Fallimentare, AMA è pesantemente coinvolta (come debitore) nelle vicende di API.
Lo è al punto tale che, secondo i consulenti, non disponendo della solidità finanziaria per intraprendere il "salvataggio" tramite una NewCo di scopo per il teleriscaldamento né per acquistare i beni pubblici in pancia ad API per i quali aveva manifestato interesse, rischia di saltare gambe all'aria subito dopo API.
"I conti correnti della società a fine anno mostravano una situazione estremamente affaticata, per usare un eufemismo" dice Gianni Ferretti, capogruppo consiliare.
Ma non solo. La mancanza di liquidità in cassa si era mostrata plasticamente nella vicenda dei ritardi nel pagamento degli stipendi dei lavoratori di Area Sud (dove la società denunciava il mancato pagamento delle fatture di AMA), e di alcuni lavoratori di AMA stessa, ma anche nell'assenza di alcun piano di rientro o di mancato rispetto di quelli predisposti per i debiti che ha contratto con Arco e MioGas. Quest'ultima ha addirittura messo in atto un ingiunzione del Tribunale per il pagamento di 6 milioni di euro.
Ma non è tutto. La partecipata sta anche scaricando sulle deboli spalle delle società controllate come Sfera milioni di euro di crediti che non  può pagare. In Sfera ce ne sono, per la precisione, oltre 1,5 milioni.
Certo, sta combattendo come un leone nei tribunali amministrativi contro Aler per riuscire ad incassare qualche milione di bollette grassate dai cittadini che vi abitano, ma si tratta di un pannicolo caldo. Nulla che cambi la situazione.
Intanto i sindacati si sono messi in moto.
Ed AMA, come dicono i saggi, "non sapendo né leggere né scrivere" (e non ci si discosta dal vero!), attiva una procedura per la formazione di un elenco di consulenti legali con il fine di "assistere e supportare la struttura organizzativa della Società " sui temi di "diritto amministrativo e tematiche societarie". Certo, le centinaia di migliaia di euro spesi sinora per redarre inutili piani industriali e pareri legali non hanno prodotto risultati e non hanno permesso la creazione di un elenco sufficientemente lungo.
Insomma, i segnali ed i rumori sinistri dello scricchiolio dell'ama-ta società ci son tutti.
RF

giovedì 20 aprile 2017

API: "udienza dichiarazione fallimento" a maggio

Per una classica problematica della gestione burocratica all'italiana, un ritardo nella notifica della data di udienza da parte della cancelleria del tribunale, che avrebbe dovuto tenersi stamattina, il Giudice  del Tribunale Fallimentare ha  rinviato a maggio quella che ella stessa ha definito nella convocazione la "udienza dichiarazione fallimento".
La convocazione per l'udienza di stamane era partita alle 23 di ieri!
Insomma, va bene esser attenti e lesti, ma, se un giudice comunica la data del 20 aprile il 12 aprile, ci si sarebbe aspettato che la cancelleria inviasse le convocazioni almeno due giorni prima del 20. Ma si sa, c'era di mezzo la Pasqua....
I commissari hanno infatti notificato alla Corte il 6 aprile che il 79,29% della platea creditizia ha espresso voto contrario  alla procedura concordataria.
Come anticipammo, le banche hanno detto picche.
Attendiamo le formalità, e chiediamo agli amministratori di ....preparare le valigie per liberare gli uffici!
RF


Rozzano: oltre 130mila euro anno di legali (e molto altro da fare)

Nell'ultimo consiglio comunale, il sindaco Agogliati si è difesa dall'attacco dei 5 stelle sostenendo che non hanno speso "milioni" in avvocati per difendere loro stessi dalle cause in corso.
Beh, a parte il fatto che era chiaro l'intento retorico della consigliera Patrizia Mura, la spesa è assolutamente elevata e fuori controllo.
Da quando è sindaco l'Agognati, il Comune ha speso oltre 130mila euro l'anno in avvocati, con una punta nel 2015 a 154mila euro, e, ci aspettiamo, che verrà superata nel 2017, l'anno del "botto".
Nelle prime quattro posizioni, per "motivi delle cause", ci sono chiare indicazioni della incapacità gestionale e strategica della giunta: GasPiù, Corte Dei Conti, API e ALER.
Per GasPiù, si è trattato di una vicenda che ....gli è scappata di mano. Quando si fanno bandi pubblici (perché obbligati) succede che qualcun altro si accorga delle gabelle che stai facendo pur di tenere tutto attaccato alla mammella, e non ci stia, impugnando i provvedimenti e vincendo. E' così che ora il servizio di distribuzione del gas a Rozzano è gestito da Enel Rete gas...
Le vicende recenti della Corte dei Conti, che ha denunciato alla Procura tutte le nefandezze di cui ci occupiamo da anni, hanno portato a un picco di spesa per il tentativo di giustificare le loro omissioni, che, come calcolato recentemente da RF, hanno portato ad una denuncia per 35 milioni di euro di possibile danno erariale che gli amministratori potrebbero dover rimborsare.
Per API c'è poco da dire. Una società al 100% del Comune in cui si è allegramente pasturato per il consenso locale e a cui è stato (per fortuna) tagliato il cordone ombelicale. Fallita perché il Comune ha smesso di passargli appalti (altro che crisi economica globale, come hanno osato scrivere in qualche documento) e contro cui i dipendenti si sono rivoltati. Ma si sa tutto, ed RF è sul pezzo.
ALER è la classica scelta "strategica" scellerata, dove l'accordo è stato costruito allo scopo di alimentare il sistema del trasferimento e drenaggio denari dalle banche e "alimentare" il sistema. Un imprenditore con i soldi propri, non avrebbe mai fatto un accordo con una società in perfide acque come Aler, a meno che non ci fosse sotto il trucco: le tariffe astronomiche del teleriscaldamento ribaltate sui cittadini e gli appalti gestiti "in house" per affidarli anche agli assessori.
Insomma, Rozzano è un regno del bengodi per gli avvocati. Ma non tutti, evidentemente.
Nella Top 5, che colleziona il 65% del totale erogato, compaiono nomi e cognomi noti, balzati anche agli onori delle cronache per le vicende delle spese folli nell'ambito delle denunce del fuoco nero per la gestione di Aler.
A Rozzano, infatti, troviamo in questi anni al primo posto lo studio Adavastro&Associati (117mila euro), seguito da Carlo Cerami (80mila euro), Zoppolato (65mila euro), Sarteschi (64mila euro) e Di Palma (45mila euro).
Alcuni li ritroviamo nelle cronache come attivi consulenti di Aler, e, con loro, era segnalata una recente new entry a Rozzano, Brambilla Pisoni.
Insomma, quello è il giro della politica "buona".
Non ci fa strano scoprire queste cose, perché - credo non solo noi - abbiamo capito che, nella migliore delle ipotesi a Rozzano si "puzzava come gli altri"...
Ma quante altre cose si potevano fare con quasi 600mila euro in questi anni?!?
RF


P.S. Segnaliamo che, nella precedente versione del post, era stata erroneamente accostata l’attività di assistenza legale svolta a favore del Comune di Rozzano dallo Studio legale Adavastro&Associati con quella relativa gli incarichi conferiti a Cosimo Adavastro,, che è ingegnere, e non avvocato, e svolge altra e distinta attività professionale.

domenica 16 aprile 2017

MAGIA: HAN FATTO SPARIRE UNA CASERMA DEI CARABINIERI!

La "FU" Caserma dei Carabinieri
Nel 2009, con tanto di fanfara, veniva approvato il Piano Integrato di Intervento del Parco (!?) delle Rogge, 63mila metri cubi e ridosso del Parco Sud a spregio della Legge Regionale 12/2005 perché, tra i grandi valori che la Giunta aveva proposto al Consiglio Comunale, vi era una Caserma dei Carabinieri, nuova di pacca, che entrava tra i doveri dei sottoscrittori della convenzione come onere.
“C’è l’accordo con il Ministero” andava dicendo il Decaduto, sindaco pro tempore di allora.
E dal 2010, nel cosiddetto Piano Programma delle Opere Pubbliche (OOPP) comparve la Caserma dei Carabinieri, ben 2 milioni di entrate che il Comune poteva vantare come risultato della “contrattazione”.
Beh, dopo 8 anni, con l’approvazione dell’ultimo Piano la caserma è scomparsa, volatilizzata, senza una scusa, ma con i metri cubi di cemento che, invece, stanno crescendo.
Le domande sono molte, ma, adiamo con ordine.
Il DUP di aprile 2016 (modificato a maggio)
Che si trattasse di una bufala ci venne il sospetto leggendo nel 2012 i documenti finali del PGT. A pagina 65 della relazione del Piano dei Servizi si parlava, per le aree di via Cooperazione,  di una “eventuale modifica della destinazione degli oneri della convenzione (PII) da Caserma dei Carabinieri a scuola materna, a fronte del mancato riscontro da parte del Ministero”.
Nonostante ciò, ancora il 12 agosto 2015, la Giunta approvava la variante al PII che, nelle planimetrie, mostrava la Caserma (Ambito E, Stazione Arma dei Carabinieri).
La Caserma dei Carabinieri è rimasta nel Piano Programma delle Opere Pubbliche (OOPP), approvato anno dopo anno dalla maggioranza di allora e quella di oggi, sino a un mese fa, quando, con l’approvazione del bilancio, nella delibera delle OOPP 2017-2019 del 22 marzo 2017 la Caserma era scomparsa!
Il Piano Programma Opere Pubbliche 2016-2018
Ancora presenti (ma spostati nel 2018) 3,3 milioni di oneri in opere, ma… erano 3,8 milioni. Sono spariti 500mila euro, e, siccome non ci crediamo che per la manutenzione dei campi di calcio – ambito Fbis - spenderanno 1,5 milioni (erano 700mila nel 2013), dove son finiti gli oneri che quelli del Parco in Cemento avrebbero dovuto versare?
Insomma, ormai la presa per i fondelli è stata rivelata, e si scoprono le forzature e le storture del sistema della gestione del territorio e della finanza pubblica.
Per far sì che la speculazione denominata “Parco delle Rogge” potesse avere luogo, senza che, nel 2009, ci fosse la disponibilità di un PGT, la Giunta utilizzò una deroga (art. 14 della L.R. 12/2005) che era possibile solo – tra le altre cose – in presenza di una struttura di pubblica utilità. Si inventarono (apprendiamo oggi) di sana pianta la disponibilità da parte di un Ministero alla ricollocazione o realizzazione di una nuova Caserma dei Carabinieri. Come stabilito dalla
Dalle Tavole della variante Mar-2015: 4480mq di Caserma
Convenzione, si sarebbe trattato di ben 4.480 metri quadrati in una zona a ridosso del futuro ingresso all’area verde di via della Cooperazione.
Fu così che, dal 2010, 2 milioni di (finte) entrate finirono nei bilanci del Comune in ognuno degli atti della finanza locale, anche nel DUP – Documento Unico di Programmazione dell’aprile 2016, nelle voci relative a “opere pubbliche e investimenti programmati” (pag 116). Guardando le cifre, si capisce che i 2 milioni della Caserma sarebbero stati finanziati con presunti 2 milioni di “avanzo di amministrazione”. Ma, solo pochi giorni dopo, a maggio, spariscono 1,6milioni  di “avanzo” e sparisce la Caserma!
Usata come toppa e come strumento di “finanza creativa”, non è mai stata al centro delle strategie di gestione dei servizi sul territorio. Per fortuna che l’Arma locale è all’altezza del compito, ma certamente non ha potuto ne dovuto fare affidamento sulle presunte pianificazioni delle amministrazioni di centro-sinistra-destra di Rozzano.
L'ultimo planivolumetrico del "Cemento nelle Rogge"
D’Avolio usò la Caserma per far partire il “cemento nelle Rogge”, e sia lui che l’Agogliati, per far quadrare i conti comunali: una sorta di assicurazione per tempi meno limpidi come gli attuali. E magari non solo. Come ci ricordano i documenti e le scoperte del Comitato Occhi Aperti, l’operazione “cemento nelle Rogge” ha portato al carrozziere speculatore locale (ai tempi Santa Rossana srl e Toscana 4 srl) 13 milioni di euro in un’ora che, certamente, supportato dall’amministrazione, non saranno rimasti tutti in tasca sua.
Ma sorge spontanea una questione: dove son finiti o finiranno i soldi, milioni, che CMB e compari avrebbero dovuto versare alla città di Rozzano, visto che non si è vista nemmeno la scuola materna di cui all'annuncio?
E i poracci che approvano 'set cose, hanno una minima idea di ciò che fanno e ne seguono l'evolvere?
Se queste son amministrazioni.... 
RF


giovedì 13 aprile 2017

È tornato il "puparo" e la maggioranza si squaglia

Questa sera in consiglio comunale si è manifestato il peggiore degli incubi del sindaco: l'essere sotto scacco del passato. Dopo averlo defenestrato per incompatibilità ambientale e per averle lasciato una situazione oggettivamente difficile di debiti e pregressi gestionali/impegni il Decaduto si manifesta in forma di micidiale ectoplasma in consiglio durante la sessione per il voto ad una ulteriore delega per trattare nel fallimento Api.
Cinque o sei consiglieri, nonostante la strenua difesa dello status quo da parte dell'"oppositore" De Vecchi per chissà quale motivo di stile, si sono dileguati facendo mancare la maggioranza necessaria per avere il mandato per un ulteriore (impossibile) dilazione dei termini del fallimento. Le voci più accreditate segnalano, appunto, "l'impegno per la città " dell'ex sindaco.
Come ci ha ricordato in un recente post sui social, si sarebbe attivato "presso il sindaco e con i consiglieri" per invitarlo a "riflettere" su alcune questioni cittadine.
In attesa del voto sul bilancio, che potrebbe decretarne la fine anche politica, Barbara Agogliati balbetta in consiglio alla ricerca di un consenso e giustificazioni per avere la fiducia per continuare la strenua difesa di un oggettivo disastro politico-gestionale sotto l'attacco, con pesanti e argomentate osservazioni, di Gianni Ferretti e di altri consiglieri, tra cui Patrizia Mura, sui derivati in pancia ad Api.
Divertente la scenetta del M5S che si è fatto approvare un emendamento per impegnare il sindaco a ricercare le responsabilità sulla gestione amministrativa denunciata dalla corte dei conti salvo poi votar contro la delibera nel suo complesso con il Pd basito a subire lo sberleffo.
La situazione di apparente sbando nella maggioranza l'ha prontamente denunciata Ferretti: "qui ci sono segnali che devono essere capiti. Cosa sta succedendo?", con il segretario Pd Macaluso basito di fronte alla situazione e incapace di proferir parola.
Dopo un'altra mezz'ora per un ulteriore appello senza successo, non han potuto far altro che...far gli auguri di Pasqua.
Le conclusioni che si possono trarre sono varie.
La prima, un rigurgito di salubrità mentale da parte dei consiglieri che, resisi finalmente (e ci voleva tanto) conto della situazione, han deciso che era l'ora di staccare la spina. Ma, in questo caso, non avrebbero votato nemmeno la delibera sulla corte dei conti (un'approvazione per continuare a spendere soldi pubblici per "capire" ciò che si sa e trovare documenti che mancano e che non trovano da anni).
La seconda è, quindi, quella di manovre "di palazzo" e della faida intestina della nascenda nuova formazione da Sesto (!), che potrebbe portare alla fine prematura della legislatura (solo auspicabile) o, purtroppo, ad una trattativa sottobanco e con chissà quali fini, per tener attaccata la maggioranza al respiratore artificiale.
In alternativa solo una soluzione di pesante discontinuità che prescinda dal Decaduto. C'è?
RF

martedì 11 aprile 2017

D'Avolio senza pudore: da scalda poltrona regionale a difensore dei lavoratori a Sesto

Il consigliere regionale ed ex sindaco di Rozzano Massimo D'Avolio, per noi il Decaduto, a processo per ricettazione, peculato e riciclaggio con la moglie e altre persone, attore principale delle molte questioni segnalate dalla Corte dei Conti alla Procura (che sta indagando sulle operazioni amministrative rozzanesi legate alle partecipate da lui avviate al disastro, a partire da Api), ha scelto per il rilancio politico la "sua" Sesto San Giovanni.
Oggi, infatti, in occasione dell'apertura ufficiale del primo circolo di Art. 1-Mdp si è presentato in bello spolvero a fianco del deputato e leader del movimento Roberto Speranza, ed alla senatrice Lorenza Ricchiuti. Non si tratta della prima volta in accoppiata. Il tentativo di accreditarsi ai vertici potrebbe preludere ad un posizionamento utile per le prossime politiche, dove, da parlamentare, sarebbe al riparo da ....qualsiasi ingerenza della magistratura. Chissà.
A detta di molti suoi (ex o quasi) compagni di partito (e per sua stessa ammissione in camera caritatis agli amici) in questi tre anni e mezzo alla regione si è limitato a scaldare la poltrona, incassando il ricco stipendio regionale (circa 10mila euro al mese) senza produrre alcunché di significativo o lasciare in alcun modo traccia nelle carte del consesso, se non come co-firmatario del lavoro di altri.
Probabilmente a disagio in assenza del "volante" e della "stanza dei bottoni" a cui era abituato sullo scranno di primo cittadino, che consentiva di governare le scelte territoriali, le forniture, le partecipate e le assunzioni, non ha saputo trovare - da oppositore, addirittura - nessun modo per occuparsi direttamente di questioni a lui care.
L'area della sinistra, sempre molto variegata, animata dalla presenza di SI Sinistra Italiana, Campo Progressista, Possibile, Art1-Mdp, e chissà che altro, non trova, in alcuni casi, modo di sganciarsi da certi personaggi e legare le loro vicende ad un rilancio realmente etico e di proposta sociale e culturale se non passando attraverso il tentativo di raccattare i "nomi buoni" legati ad un portato di voti storico di cui ritengono d'aver bisogno.
Interrogati alcuni esponenti di Sesto che oggi hanno partecipato all'apertura della sede, a cui è stato segnalato (se non ne fossero al corrente) il trascorso di D'Avolio, non han trovato di meglio che rispondere con una scrollata di spalle: "non è stato ancora condannato. E' poi molte volte la giustizia si è sbagliata!", prescindendo, come il più facinoroso "moderato-popolare", da alcuna considerazione di altra natura rispetto a quella penale, che ha sottratto, e continua a sottrarre partecipazione alla vita politica.
Ecco, queste son le ragioni per le quali l'area di cui sopra sembra ormai diventata marginale, relegata a percentuali al limite dello sbarramento, e in assenza di ricambio generazionale. Il voto dei ragazzi, va in ben altra direzione.
Il suddetto è un ricco e benestante signore (tutto fattosi a Rozzano con il solo mestiere di sindaco!), presente in Tribunale nella stessa aula dove, poche ore dopo si sarebbe celebrata un'altra udienza a carico di Berlusconi, che usa le stesse fiduciarie di Berlusconi per "nascondere" i suoi immobili e....chissà cos'altro ha in comune con Berlusconi (nipoti?), stride molto con chi, ingenuamente,  si ritrova a proclamare l'identità di questa nuova formazione, Art1-Mdp dicendo: "Ridiamo speranze ai più deboli e ai più martoriati. Che davanti ai cancelli delle fabbriche chiuse dai padroni tornino i parlamentari della sinistra come fece anche Berlinguer davanti alla FIAT è un fatto innovativo di ritorno al passato, di quando la politica si interessava dei problemi della gente e non era autoreferenziale".
Chissà chi si manifesterà a Rozzano in quella formazione a sostegno di cotanta autorevole rappresentanza. In attesa delle primarie Pd, che rappresenteranno uno spartiacque per il posizionamento politico di molti, si accettano scommesse...
Contenti loro.
RF

lunedì 10 aprile 2017

...ecco cosa mancava in via Manzoni: un Burger King!

Son rimasti invenduti sino a quando qualcuno (la cosiddetta "fatina bianca", al secolo Facchetti Bianca Maria) non ha trovato un possibile interessato, i 3000mq nei pressi di Quattroruote, a ridosso del lavauto e  distributore.
L'interesse per un ulteriore costruzione a produrre traffico ed ingorghi nella zona più congestionata di Rozzano è di Burger King, la multinazionale dell'hamburger rappresentata in Italia da Autogrill.
Da come si sta sviluppando il cantiere, sembra che la DIA (dichiarazione di inizio attività presentata a novembre dello scorso anno) preveda l'accesso proprio sulla rotonda all'incrocio tra via Grandi e viale Romagna/via Manzoni, sopra una roggia tombinata che una volta anche uno degli zelanti assessori della giunta odierna biasimava.
Si tratterebbe del secondo punto vendita dell'omonima catena di fast food a Rozzano, dopo quello dell'area del Fiordaliso.
La "fatina bianca" è un'imprenditrice immobiliare moglie del carrozziere Bertacchini, grandi speculatori del sud Milano, che operano tra Rozzano (il Comitato Occhi Aperti ha un'enciclopedia di documentazione al proposito, anche per operazioni al limite o oltre il lecito), Basiglio (tra le ultime Cascina Vione) e Pieve Emanuele, sempre disponibili con ogni amministrazione.
Normalmente gli speculatori non si muovono in autonomia. Non "sviluppano" mai senza che vi sia la zeppa ed il supporto di un'amministrazione, la quale media i contatti e sceglie le zone in virtù della necessità di cassa.
Con le tragiche situazioni di Api e Ama, il Comune è, per l'amministrazione, l'ultimo baluardo che consente di mantenere, nel loro stile, il consenso con le opportune dazioni. Il territorio è usato come cassaforte, per un costante sacco del verde e del buonsenso urbanistico, e viene dimostrato ancora una volta in questo caso.
Nei website di offerta di lavoro Burgher King già ne parla. Dopo la descrizione del tipo di lavoro, si specifica che: "Le risorse che risulteranno idonee verranno inserite nell'organico del locale di prossima apertura a Rozzano."
Lavoro senza orario, nessuna esperienza, diploma di scuola media superiore e residenza a Rozzano i requisiti. Sempre più in basso.
Alla faccia di una qualsiasi pianificazione della circolazione e del traffico e dell'interesse nel qualificare dal punto di vista occupazionale il territorio....
RF

sabato 8 aprile 2017

"Con grande sorpresa dell'amministrazione..." le banche dicono "ciccia". È fallimento

Oltre due anni di pratiche, milioni di spese, decine di milioni di debiti, lavoratori vessati, città in ginocchio, ingiunzioni dei creditori, alla sbarra ad ogni tipo di Tribunale, ma riescono ancora a sorprendersi se qualcuno (che dovrebbe usare soldi propri, e non quelli pubblici!) non accetta di fare affari sbilenchi con loro.
Il Monte dei Paschi ha detto picche al piano concordatario di Api, e, essendo il creditore più importante, la strada è segnata: fallimento.
E non mancano le chicche.
Nel giro di questi due anni, il quarto liquidatore si dimette, spiegando, nero su bianco che non ha potuto svolgere il suo mandato per "assidue ingerenze nell'attività gestoria" e "ingiustificate quanto irragionevoli critiche" da parte del Comune-Socio Unico, che, visti i risultati, denuncia in modo chiaro l'arroganza, oltre al l'evidente incapacità.
E nonostante tutto, si presentano ancora in Consiglio Comunale a chiedere mandato per il sindaco per attivarsi con gli enti e le società coinvolte!
Ma fino ad oggi cosa ha fatto?
L'unica delibera che avrebbe potuto aver senso era, prendendo atto della situazione, togliersi di torno, con dimissioni in blocco.
Ieri, c'è stata l'assemblea dei soci Api, dove, con liquidatore dimissionario, si saranno messi ad istruire le pratiche per un nuovo "gioppino" da manipolare al fine di ....cosa?!
La perseveranza e la cocciutaggine di questi signori è paradossale.
Hanno affondato una città nei debiti, depauperandola anche di importanti risorse immobiliari pubbliche (tutti i beni pubblici di Api che andranno all'asta), l'hanno vessata e martellata di tasse e tributi sempre più alti e vogliono (gliela daranno?) ancora la fiducia per lo meno degli stupidì e conniventi consiglieri di maggioranza che, servi del sistema - molti dipendenti della partecipata e collegate e molti con parenti al seguito - non sono in grado autonomamente di staccare la spina.
Ma tra poco, dopo il fallimento di Api tocchera' ad Ama: i sindacati si stanno già attivando.
Il Comune, che dicono "florido", ha giusto i soldi per non sforare il patto di stabilità, Ama è alla canna del (Mio)gas, e, quando verranno a bussare per chiedergli i soldi del fallimento....bum!
Fanno esercizi di democrazia nei loro circoli, parlando delle mozioni Pd nazionali, chiamano ignari (?) consiglieri regionali a parlarne, ma tengono la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, per le questioni locali.
Complimenti e ...buon proseguimento!
RF

giovedì 6 aprile 2017

I record di Rozzano: le TASSE!

Come riportato qualche giorno fa da Il Giorno (LINK), oltre che per l'ammontare dei debiti, Rozzano può vantare un altro importante record: quello delle tasse locali!
Insieme ad altri comuni come Sesto San Giovanni, Paullo e Bollate, dal 2011 la pressione fiscale  dovuta alle tasse per uffici e capannoni tra cui Imu, Tari, Tasi, addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione, è aumentata di anno in anno dal 2011, e in cinque anni le imprese hanno visto aumentare del 9% il salatissimo importo.
Riporta Il Giorno che i risultati arrivano dal quinto rapporto sulla fiscalità locale di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, che ha preso in esame la pressione fiscale di Imu, Tari, Tasi, addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione in 250 Comuni delle province ambrosiana, brianzola e di Lodi.
I parametri presi in considerazione per stilare la classifica sono quelli di un capannone di cinquemila metri quadri e di un ufficio di 500 metri quadri.
Imu, Tasi e oneri di urbanizzazione non si muovono. Per le prime è decisivo il blocco al rialzo determinato dalla legge di stabilità del 2016, anche se, evidenziano da Assolombarda, «nessuna Amministrazione è intervenuta per rivedere le imposte al ribasso». Anzi, dal 2012 al 2016 gli importi legati a queste due imposte sono cresciuti complessivamente dell’11,3% per gli uffici e del 22,1% per i capannoni.
Ringraziamo gli amministratori che ci consentono di mantenere un piedino sempre sul podio delle classifiche più eccellenti...
RF




mercoledì 5 aprile 2017

Ricettazione e riciclaggio, i capi di imputazione per D'Avolio. Inizia il processo

Oggi , presso la quarta sezione penale del tribunale di Milano è iniziato il processo per ricettazione e riciclaggio, a carico di Massimo D'Avolio, consigliere regionale Pd ed ex sindaco di Rozzano, e della moglie, Laura Tesse. 
Imputati nel medesimo procedimento anche i professionisti Vito Ancora, Rocco Tallarita e Luigi Ajello, tutti fornitori di Ama più o meno direttamente.
Assenti D'Avolio e consorte e l'ingegner Ancora, rappresentati dai loro legali. Erano invece in aula Tallarita e Ajello. Assente per ignoti motivi, invece, l'avvocato di parte civile del Comune, sostituito per delega a voce (accettata dal giudice) da una legale che ha poi presentato istanza di partecipazione civile anche per Ama. Insomma, ente e partecipata a caccia di denaro.
Il legale, a seguito della comunicazione alla Corte, presieduta dalla presidente Giulia Turri, delle serrate trattative in corso tra le parti civili e gli imputati, chiede il rinvio di qualche mese per consentire alla burocrazia amministrative dell'ente di promuovere tutti gli atti necessari per definire il "quid" che sarà versato nelle casse dell'ente e della partecipata.
Senza troppo nasconderlo, lascia intendere, anche nel successivo capannello che si è sviluppato fuori dall'aula alla fine del procedimento, che vi è ampio consenso (disponibilità) a chiudere senza troppe diatribe tra le parti la questione pecuniaria civile. Ma un eventuale accordo su questo fronte (al ribasso?) non interromperà il procedimento penale.
La procura è arrivata a contestare gli articoli 648 e 648bis del codice penale in virtù delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza che proverebbero il passaggio di denaro di provenienza illecita nelle casse della Antaros, la società della moglie del consigliere Pd. La provenienza, in realtà, appare purtroppo chiara. Si tratterebbe di denaro pagato per consulenze fittizie da Ama che, con un giro di fatturazioni tramite alcuni professionisti amici, terminava con l'emissione di fatture e relativi pagamenti alla Antaros, la società di proprietà della Tesse.
I reati contestati, "di una certa serietà" ebbe a dire Barbara Agogliati, prevedono la detenzione sino a otto anni per la ricettazione e sino a dodici anni per il riciclaggio.
Insomma, Ama, di cui era rappresentante legale del socio l'ex sindaco di Rozzano Massimo D'Avolio, avrebbe pagato finte consulenze che, alla fine, sarebbero finite in tasca alla moglie.
Si tratta di un processo che porta alla luce alcune delle pratiche che, si diceva, fossero usuali (e lo sono tutt'ora, come leggiamo quotidianamente sui giornali) ai tempi del decennio del Decaduto, e che ora, al di là di come finirà il processo, troverebbero conferma lanciando - per gli ignavi cittadini locali - una nuova luce e, finalmente, certezze su puffolandia, dove pochi gestivano tutto e alimentavano il sistema.
Api è al fallimento, ed Ama seguirà , portando al collasso il comune di Rozzano, ma viene ora scoperchiato il verminaio che denunciammo anche nell'ultimo momento di confronto pubblico, le amministrative, che hanno ri-consegnato Rozzano a soggetti auto dichiaratisi "in continuità " con la precedente amministrazione.
Se tanto ci da tanto, c'è poco da stupirsi di come sta affondando la città!
A luglio la prossima udienza, per dar tempo a Comune, Ama ed imputati di trovare la "quadra" sui soldi da restituire alla collettività. Sarà una richiesta equa? 
RF