venerdì 31 marzo 2017

Opposizione inutile: il pannicello caldo dell'approvazione senza risultati. E la maggioranza gongola

Con il voto unanime della mozione di Sel/6Rozzano (presentata all'ultimo consiglio comunale dell'8 marzo) proposta a firma del consigliere De Vecchi, dal pomposo titolo "mozione in merito alle azioni riguardanti l'applicazione dei principi costituzionali di partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni", il PD porta a casa un risultato con cui sciacquarsi la bocca ("visto? Siamo democratici, votiamo e approviamo le mozioni dell'opposizione!") e le "opposizioni" che hanno votato con il PD hanno perso l'unico risultato che la mozione si proponeva: avere qualche pagina del Tutto Rozzano a disposizione per la comunicazione sul territorio!
Abilmente stralciata la parte finale (la cosiddetta disposizione, che recitava "il consiglio comunale delibera di concedere 4 facciate nel periodico cittadino Tutto Rozzano alla minoranza"), che lo prevedeva, Guido De Vecchi (proponente), Cristina Perazzolo (Lega Nord?????) e l'indipendente Niccolò Ferretti, hanno votato compatti con il PD, offrendo a Macaluso e co. la possibilità di continuare nel mancato esercizio della democrazia fattuale con la benedizione dei tre moschettieri.
L'avvicinarsi della scadenza elettorale sta proponendo inedite vicinanze?
Se così fosse siamo in un cul de sac, dal punto di vista del Palazzo, per lo meno con meno opposizioni opponenti (come è già stato evidente in qualche caso). Ovvero il buon senso politico si è smarrito.
Mah, restiamo sempre basiti per la generiche affermazioni di "stile" fini a se stesse.
RF

Ancora Oliva per far sparire il Fellini...

Dopo le decine di migliaia di euro spesi dall'amministrazione per il "progetto centro" - Valutazione urbanistica del Piano Particolareggiato Esecutivo (PPE) del Centro Cittadino (servito quota parte come antipasto alle "vecchie" - ma mai cambiate - politiche urbanistiche del PGT), quello che prevedeva di includere nella ri-progettazione anche il supermercato e la fatiscente struttura commerciale (2005-2007) - e dopo l'incarico da 100mila euro per il PGT (2010-2011) - si torna ad incaricare lo studio dell'arch. Oliva per altri 13 mila euro per rifare il progetto centro, ma più piccolo!
L'incarico affidato dal Comune con una gara ....ad un solo partecipante (!), prevede la riqualificazione della piazza, la costruzione di un "nuovo Fellini" e l'abbattimento con riqualificazione (con cessione dei diritti volumetrici di AMA) del "vecchio Fellini".
Si tratta di un progettino, rispetto all'intento originale, che prevedeva una piazza con giardino d'inverno, nuovi spazi per gli esercizi commerciali e un ampia riprogettazione, anche viabilistica, della zona.
Se tutto andrà in porto, ci sarà un nuovo cine-teatro con piazza antistante al Comune rinnovata e il sukh Aler sempre ben in arnese per mantener vivo il ricordo del "chi eravamo"...
Il bando a cui il Comune ha partecipato, come sospettavamo da tempo, mette in opera un "falso d'autore": prende l'ambizioso (e, quello sì, originale) progetto iniziale, e lo ripropone in forma ridotta e raffazzonata rispetto all'intento urbanistico iniziale. Quattro milioni e mezzo non sono molti denari, e, siccome una parte ce li deve mettere un Comune che naviga in pessime acque, con una spada di
Damocle legata al fallimento di API e al collasso di AMA, siamo sicuri che, almeno Oliva, incasserà i soldi, ma la città potrebbe veder aperto un cantiere di cui si fatica a vedere già oggi una fine in tempi certi....
Ciò che colpisce è la mancanza di visione e di unitarietà negli interventi urbanistici ed infrastrutturali. Si colgono le occasioni di "business" ma non si persegue altro scopo se non portare a casa soldi. Il territorio viene governato come un porcellino salvadanaio. Come ci è stato riportato, il problema è culturale: se anche un giovane sedicente "futuro statista" che ambisce a governare esso stesso la città, ritiene che i Comuni non abbiano altra strada per rimpinguare le casse che la speculazione edilizia (pomposamente chiamata "governo del territorio"), se tutto va bene siamo rovinati.
Ecco che un Oliva nell'aperitivo è sempre opportuna!
RF

domenica 26 marzo 2017

26mila euro per difendersi: soldi pubblici per difendersi da accuse private

Altri 26mila euro di soldi pubblici per difendere se stessi dalle accuse della Corte dei Conti.
Invece di attingere ai denari personali per tentare di far fronte alle accuse per i danni causati a Rozzano, l'amministrazione continua a prelevare dalle casse dei cittadini incaricando un legale (l'ennesimo) per la causa (precontenzioso) che sta per essere intentata dalla Procura della Corte dei Conti per la quantità di distrazioni e opere di malagestione che negli anni la precedente amministrazione e questa (in sedicente continuità) hanno perpetrato, sempre puntualmente denunciati.
La sentenza 223/2016 dello scorso agosto (che sembrava "copiata" da RF!) ha messo al muro la gestione del Comune e delle Partecipate degli ultimi dieci e più anni (nelle quali la famiglia Agognati/Pinardi e il decaduto hanno avuto più di un interesse e coinvolgimento diretto). E ora, senza uno straccio di riferimento giuridico per togliere dalle tasche della città questi soldi, la Giunta (pusillanime, che fa procedere il segretario comunale all'incarico con la determina 931 del 21/03/2017) impegna 26mila euro per "riscontrare, controdedurre ed ottemperare agli inviti/osservazioni formulate dalla Corte".....
La richiesta si dice pervenire dall'ufficio "Società partecipate", "al fine di garantire assistenza professionale specifica": certo, dopo la gran figura di palta degli incaricati al Tribunale Fallimentare di API, il Comune pensa di far meglio.
 In più passaggi la Corte ha fatto nomi e cognomi dei malversatori (l'amico del Decaduto magut Gianotti e famiglia, Vito Ancora, Lentati,  e altri), e ha indicato con dovizia di particolari le malefatte (tra le altre la "tangente" AMA sulla spazzatura, l'acquisto delle quote di Miogas etc etc), tutte azioni che hanno un preciso riferimento. Ed ora, l'amministrazione pretende di difendersi con i nostri soldi!
Complimenti.
Fossero stati "vergini" (vale a dire senza legami con l'amministrazione precedente) ci starebbe, ma in questo caso sa di farsa.
La difesa del Comune e delle partecipate da quel Gruppetto di Persone sta costando ai cittadini di Rozzano centinaia di migliaia di euro, senza contare la vessazione dovuta al teleriscaldamento, quella dovuta alle tasse e tributi più alti d'Italia, i milioni dati ad API che mai rivedremo, etc.
I beneficiari dei lavori (e dei lavoratori poi fregati) di API/AMA e clientele varie sono pronti a tornare nell'arena cittadina. Dopo essersi fatti ristrutturare a spese nostre le case e gli edifici di proprietà e cercare di farla franca coi nostri denari, provano a rialzare la testa.
Ma quand'è che se ne vanno?
RF

venerdì 24 marzo 2017

Ecco I Guardoni della legalità (ma qualcuno è già distratto…)

Il sindaco ha nominato i componenti dell’Osservatorio Comunale in materia di Legalità, istituito dal Consiglio Comunale nell’aprile 2016. Con una raffica di decreti sindacali, lo scorso 14 marzo s’è dotata di pennino e ha firmato le carte.
Tanto era l’interesse della maggioranza che, pur nell’inettidutine disciplinare dello strumento (caso unico in Italia di contraltare alla Commissione Antimafia regolarmente presente in moltissimi comuni italiani), hanno impiegato un anno intero a nominarne i componenti.
Alcuni di loro, da sempre a Rozzano, sono probabilmente stati nominati perché capaci di dare un contributo di (non)conoscenza del fenomeno che mai hanno denunciato (l’illegalità, praticamente assente nella capitale dei Puffi!). 
La legalità è stata calpestata dall’amministrazione in tanti e tali atti che la Corte dei Conti ha dovuto insistere nell’avvertirli per ben sei anni (dal 2012) che stavano procedendo anche illegalmente e, alla fine, li ha dovuti pure denunciare alla Procura!
Pensate un po’ da che pulpito…
Tanta è la voglia di confronto e di “mettersi in discussione” che, siamo sicuri, il Pd rozzanese non vede l’ora di portare all’attenzione dell’osservatorio i temi che non vede nell’incedere quotidiano in assenza totale di trasparenza e confronto.
Tra i partecipanti della società civile, ritroviamo anche vicinori dell’amministrazione stessa, capaci di ogni menzogna pur di mantenerne la prossimità, anche a discapito di chi rappresentano.
Legalità osservata, senza recitare e pronunciare quella parola, MAFIA, che a Rozzano è da sempre di casa, ma che non la si vuole vedere.
Come non si vuole vedere la crescita del fenomeno dello spaccio di droga, della reiterazione di consunte pratiche clientelari e della proliferazione del gioco d’azzardo che sta rovinando le persone più fragili. Per non parlare dei mercati e delle “fiere”, da sempre oggetto di segnalazione da parte degli investigatori.
Insomma, i Guardoni della Legalità ne avrebbero da fare se solo ci facessero davvero!
Ecco i componenti.
Consiglieri comunali: Marco Macaluso, Licia Moroni, Marco Valenti, Cristina Perazzolo, Guido De Vecchi
Patrizia Bergami (comune)
Giovanni Nardi (polizia locale)
Matteo Manzetti (assolombarda)
Luigi Romanelli (acli)
Virginia Danese (cav)
Anna Rita Manca (autogestioni)
Vincenzo Pinto (Cgil)
Elena Foresti (parrocchie)
Fabio Frontino (parrocchie)
De Felice Antonia (scuola via orchidee)
Durante Massimiliano (confcommercio)


RF 

lunedì 20 marzo 2017

Fuorilegge: AMA non può incassare i tributi locali!

Una ciliegia tira l'altra, diceva l'adagio popolare.
AMA Rozzano non è legittimata alla riscossione dei tributi locali dal 2008!
Nel mezzo del procedimento per il tentativo di concordato di API, che sta ormai velocemente procedendo verso altre soluzioni più consone (fallimento) in virtù dell'insipienza dei progetti presentati e della mancata solidità dei proponenti (AMA e Comune), ci siamo chiesti se anche la gestione, finora ritenuta "ordinaria"  e "naturale" dell'incasso dei tributi locali con l'imposizione di un "aggio" tutt'altro che di Legge - visto che ci caricano sopra anche costi generali di struttura che alle società che fan questo mestiere non sono normalmente consentiti - fosse lecito.
Ebbene, dopo poche verifiche fatte in ragione delle Leggi che AMA stessa cita per giustificare la sua attività AMA non può incassare i tributi cittadini!
Per poterlo fare, avrebbe dovuto, già da molti anni, iscriversi all'"albo dei gestori dell'accertamento e della riscossione dei tributi locali" istituito presso il Ministero delle Finanze.
Solo i soggetti abilitati secondo l'Art. 53, comma 1 , D.lgs, 15 dicembre 1997, n. 446 , a seguito della valutazione di un’apposita commissione, che effettua l’esame delle domande di iscrizione, la revisione periodica, la cancellazione e la sospensione dall’albo dei gestori, la revoca e la decadenza dalla gestione , possono operare incassando IMU, TASI, TARI, COSAP e chi più ne ha (ahimè!) più ne metta.
La questione è già salita ai (dis)onori della cronaca per le sentenze di due giudici avverse alla Parma Gestione Entrate, dichiarata non legittimata alla riscossione per il Comune di Parma perché non è iscritta all'Albo dei gestori abilitati, iscrizione obbligatoria dal primo gennaio 2008. Lo scrivono, infatti, nero su bianco nelle motivazioni di 22 sentenze due diversi giudici di pace del tribunale di Parma, che hanno accolto i ricorsi presentati da privati cittadini. Arrampicandosi sui vetri, in attesa di una nuova sentenza della Cassazione, un giudice ha però poi rigettato l'istanza adducendo che l'incarico alla PGE era antecedente al 2008, ma la PGE si è comunque messa in regola iscrivendosi all'Albo.
Ma non solo. Ancor più vicino al caso rozzanese, dove AMA è al 100% del Comune,vi è il caso sentenziato dal verdetto della Corte di Appello di Firenze numero 368/2016. La Corte era stata chiamata a rispondere per una situazione molto simile a quella di Parma. S.E.Pi era il concessionario per accertamento e riscossione del Comune di Pisa ed era esclusivamente di proprietà comunale – a differenza di PGE che risulta partecipata del Comune per il 60% – senza essere iscritta all’albo. Il Comune di Pisa aveva ritenuto non necessaria l’iscrizione in quanto la società risultava ad intero capitale comunale. Convinzione che è stata smentita nel 2008 dal Tribunale di Pisa ed oggi dalla Corte d’Appello di Firenze.
Nell'albo dei soggetti abilitati ci sono società d'ogni tipo: dalle società municipalizzate, agli studi notarili, dalle società del settore bancario a partecipate multiservizi, ma AMA non c'è!
Sebbene risponda, genericamente, ai requisiti per accedervi, non l'ha mai fatto, ponendosi in questo modo fuorilegge.
In Lombardia, se non è il Comune a incassare i tributi direttamente, operano (e sono iscritte al suddetto albo) diverse società, tra cui citiamo la Saronno Servizi, una specie di AMA senza l'energia (!),  la Creset, società di proprietà bancaria che lavora  con diversi comuni (Erba, Mariano Comemse, Cantù, ...) e province, e le società nate per lo scopo come la Cesfil di Arcore, che ha trovato lavoro con i comuni di Martinengo, Cavatura e altri.
Normalmente i comuni non delegano l'incasso dei tributi se non per motivi di maggiore efficienza, non - come per AMA, tra l'altro illegalmente - per aumentare la vessazione nei confronti dei cittadini.
Insomma, una bella denuncia al Prefetto e all'Agenzia delle Entrate sarebbe dovuta.
L'aggio, secondo Legge, dovrebbe essere nell'ordine del 4,65%, (articolo 17 Dlgs 112/99) e in caso di mancata escussione nei termini, salire al 9%. Ma questo è. Se prendiamo il caso della TARI, dove AMA applica una sorta di tangente per i suoi servizi, anche sotto questo aspetto si mette fuorilegge. Un servizio da circa 4,7 milioni di Euro (costo Area Sud) che viene fatturato (illegittimamente) da AMA con la complicità dell'amministrazione ai cittadini ad oltre 7 milioni. Altro che 4,65%!!!
Un tema da Giudice di Pace, Commissione Tributaria, Corte dei Conti e Tribunale ordinario (dove già pendono denunce in tal direzione).
RF

mercoledì 15 marzo 2017

Concordato API: 20 giorni e poi si chiude. La città in mano alle banche!

La corte del tribunale fallimentare
Dopo una prima parte della mattina passata vagando per le aule del Tribunale di Milano, la seduta per l'incontro dei creditori di API si è aperta.
Troppo numerosi per poter esser contenuti nelle tradizionali aule del primo piano dove ha sede la sezione fallimentare, il consesso si è tenuto nell'aula 4 della sezione Penale al piano Terra, luogo che diventerà familiare per alcuni dei convenuti.
L'apertura del presidente della Sezione Fallimentare, il giudice Palucowsky, è stata netta a riassumere velocemente il complesso procedimento concordatario in atto, reso vie più complicato dalla sostanziale inadempienza di API, AMA e della società di consulenza PWC, Price Waterhouse Cooper, incaricata.
Il giudice ha subito messo in campo le questioni cruciali, relative alla mancata costituzione di Ama energia ed alla mancanza di solidità finanziaria di AMA, uno degli attori principali con il Comune della procedura stessa, in quanto grandi debitori e proponenti l'acquisto di gran parte dei beni immobiliari di API.
"La questione non si è chiarita e non può procedere perché MPS non ha risposte ne ha manifestato adesione al piano" incalza la giudice. Proprio pochi giorni fa, Monte dei Paschi ha ribadito l'assenza di elementi per potersi esprimere. Rappresentando oltre il 50% del credito, la mancanza del voto favorevole al piano concordatario di MPS tiene in stallo tutta l'operazione.
L'intervento del giudice si è chiuso con la domanda, che non troverà poi risposta, ad API: "il debitore nel frattempo cosa ha fatto?"
Inutili consulenti
Non si è trattato di una pura questione procedurale, ma di una questione sostanziale.
Nella sua esposizione, infatti, l'avvocato della PWC, affiancato dal silente liquidatore, ha sostanzialmente fatto una gran figura di palta: non solo non ha mai fornito la documentazione necessaria ai commissari giudiziali per poter rispondere ai quesiti del giudice, ma ha pure comunicato che i giorni precedenti (!) era stata mandata una relazione che nessuno aveva ricevuto!
Il giudice, molto semplicemente gli ha comunicato "Io non l'ho letta", lamentandosi poi, a latere del dibattimento, di aver ascoltato 20 minuti di un intervento sull'aria fritta. Il nulla...
Il consulente (ricordiamo, incaricata assai profumatamente da API) ha di nuovo comunicato che, a causa della perdurante crisi finanziaria di AMA, essa è in ristrutturazione, ma non ha fatto avere al giudice alcun documento. Ha parlato di un piano finanziario discusso con le banche, che, evidentemente l'hanno talmente apprezzato da comunicare al giudice che non c'erano elementi per decidere sul procedimento!
Come AMA ha ricordato che ha interpellato con procedura pubblica ben 6 potenziali partner industriali, e che non hanno costituito Ama energia perché ....è costoso e non si vuole spendere soldi pubblici !
Senza vergogna...i debiti e i disservizi accumulati erano soldi privati?
"Le banche hanno scritto che non sono disponibili!" ha incalzato il giudice. "Ed inoltre non abbiamo alcuna notizia della ristrutturazione di Ama!"
Imbarazzo
In questo senso, stante la necessità di mantenere in essere un servizio come il teleriscaldamento , che sembra una delle principali preoccupazioni anche del giudice (ma che non significa che lo si debba fare nel modo "annunciato" da AMA/API) siamo rimasti sbigottiti di questa inerzia ed incapacità nel presentare soluzioni in tutti questi mesi. Tutta fuffa, che non tutela assolutamente la cittadinanza.
Sulla base di un'ennesima affermazione dell'avvocato PWC relativa al fatto che nei prossimi giorni avrebbero presentato qualcosa, la giudice ha chiosato: "L'adunanza l'avevamo oggi, e non abbiamo notizie. Cosa diciamo ai creditori?! Non può mandare il giorno prima un grido di dolore... Sulla situazione Aler, Ama, GasPiu etc non vi sono stati chiarimenti. Lei dice che ha mandato qualcosa a qualcuno che mai l'ha ricevuta? Ma non si accerta?" .
Una figuraccia (per esser gentili) di fronte alla quale anche il dirigente con procure di AMA è arrossito per la vergogna.
In un brevissimo intervento, un rappresentante di MPS ha semplicemente comunicato che ribadivano le loro perplessità così come nella comunicazione allegata al fascicolo del commissario giudiziale.
"Non possiamo assumere soluzioni di pericolo per i creditori ...", ha poi chiosato il giudice, di fronte ad un tentativo di proposta a la carté che il consulente stava tentando di imbastire.
Come abbiamo scritto pochi giorni fa, il piano della nuova AMA Energia (da costituire) passerebbe attraverso una riduzione del canone verso la proprietà - oggi API - e un mantenimento delle tariffe fuori dal mondo in essere per il contratto Aler, così come un annullamento degli investimenti di ristrutturazione. Certo che se il piano fosse accettato a queste condizioni (poveri cittadini!), magari un investitore privato lo trovano. Salvo poi doversi barricare nella sede per una predicibile rivolta popolare dopo gli annunci fatti ai Comitati e alla città...
I
La platea dei creditori
commenti del Commissario non sono stati teneri: "Come può pagare i suoi debiti Ama ad Api con 46 milioni di debiti e un'ingiunzione da 6 milioni....". Il riferimento è al bilancio 2015 e all'ingiunzione di Miogas per crediti che non riesce ad escutere. E questo ballerebbe attorno a 5 milioni che AMA dovrebbe prendere da Aler. Ma basterebbero solo per questa piccola partita.
Il giudice ha incalzato il consulente con un : "Almeno guardi i bilanci!".
Esilarante la conclusione. L'avvocato, per giustificare le sue inadempienze alla corte ha detto che son dovute al mancato pagamento delle parcelle!
Ed il giudice non c'ha visto più: "Dunque sostiene che non hanno pagato lo scaduto perché non la pagano? Ma lei è matto....rappresenta la parte!"
Unica nota positiva in questo marasma, Gas più si dichiara disponibile ad una ipotesi transattiva.
Il voto dei creditori al piano concordatario è solo di 10 favorevoli , per un importo di 145mila euro. Troppo poco per procedere.
"
Il banchiere perplesso
Questo concordato ha le difficoltà legate alla necessità di continuare a erogare sevizi , ma dall'altro ie i commissari lasciano ai creditori la decisione se andar avanti col concordato o meno. Se le supposte nuove indicazioni non si paleseranno e non saranno adeguate, i creditori non ci crederanno, passeremo al fallimento (art. 173) " ha concluso il giudice, dando il termine perentorio di 20gg entro i quali vuole manifestazione espressa di voto, con la clausola che il silenzio sarà un dissenso.
Una giornata pazzesca, che ha mostrato in tutta la sua forza la pochezza delle scelte di questa amministrazione, e l'incapacità di decidere su temi fondamentali per la città.
Non solo per la vicenda tele riscaldamento, ma anche per la rete gas (un eterno contenzioso), e gli immobili pubblici, destinati a chissà quale fine per l'incapacità finanziaria delle partecipate e del Comune.
Lo dicemmo tempo fa. Un bel commissario in Comune, vendita della rete del teleriscaldamento senza mischiarsi sul tema con AMA e un bel periodo di purga e rinnovo della "classe dirigente", un coacervo di clientelismo ed interessi che ha fatto il male della città.
E tra poco l'udienza penale dell'ex sindaco, della moglie e dell'ingegnerissimo, presente anche oggi tra coloro che ancora pensano d'aver qualcosa da pretendere in una situazione di questo tipo!
RF

lunedì 13 marzo 2017

Un pò gossip, ma anche no: nuovo direttore per il "megafono amministrativo" TuttoRozzano


--> Nata a Torino nel '75, laureata in Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano, Ylenia Politano è il nuovo direttore responsabile di Tutto Rozzano, la rivista Pd dell'amministrazione rozzanese.
Giornalista professionista, free lance, si occupa di cultura, diritti umani, costume e società, chissà come è ammarata in quel del sud Milano...
Nota alle cronache mondane per il suo matrimonio con Alessio Di Clemente, attore noto per esser stato al fianco di Terence Hill nella fiction di Canale 5 Doc West, per aver recitato in Incantesimo e per la sua partecipazione a Ballando con le stelle. 
Il curriculum della Politano parla di collaborazioni con Sei Milano Tv, Telelombardia, Antenna3 (Milano), Rai Sat, Il Tempo, Leggo, Metro, Agenzia Asca (Roma) e il Venerdì di Repubblica.
Dopo i trascorsi della rivista monocolore locale impegnata a dar "belle notizie" per non parlare della realtà, pensavamo potesse cambiare l'impostazione, ma sembra abbia immediatamente intrapreso (in continuità, una parola che piace molto all'amministrazione), con il numero di febbraio, la stessa china: incontri ed inaugurazioni (del nulla) degli amministratori e nessuna notizia.
La città, con i soldi pubblici spesi per la sua redazione e conduzione, gradirebbe conoscere anche il parere delle altre parti politiche. La richiesta in tal senso, formalizzata dal consigliere De Vecchi in una mozione, giace in consiglio e non crediamo verrà raccolta. Magari se De Vecchi si mettesse a ballare con Ylenia....chissà! 
L'unica informazione rilevante per i cittadini sono i (soliti) orti che continuano ad appropriarsi del territorio comunale (insieme ai casermoni) e il rinnovo della tariffa "scontata" ATM per gli studenti di Rozzano e altre amenità su marzo. Le attività sono quelle delle associazioni territoriali, non certo dell'amministrazione.
E, sulle questioni sostanziali, niente.
RF
-->

venerdì 10 marzo 2017

Cari cittadini dell'ALER, da AMA un bel dito medio!

Con la lettera inviata al Commissario Giudiziale  lo scorso 13 gennaio, il sindaco di Rozzano e AMA fanno il segno del dito medio ai cittadini del quartiere popolare rozzanese.
Con espressione "assertivamente" netta (prendiamo, non a caso, a prestito il lemma del Decaduto per la moglie) AMA dichiara che nel documento con le linee guida per il piano industriale redatto con PWC - Price Waterhouse Cooper, la società di consulenza - si è previsto "per quanto riguarda la convenzione ALER [...] l'adozione delle tariffe secondo la convenzione in essere".
Ma non solo.
"Non è stato previsto alcun investimento per il piano di riqualifica della rete ALER".
Nessun efficientemento, nessuna  modifica delle condizioni contrattuali.
Cari cittadini, per consentire di far marginare la nuova società (se mai nascerà, bisogna attendere infatti le decisioni del giudice per il concordato di API), i "popolani" rozzanesi continueranno a foraggiare il sistema, che, prevedendo l'ingresso di nuovi soci privati, non entrerebbero senza le condizioni di guadagno prospettate.
Ricordiamo che un appartamento di 75mq paga circa 2500 euro all'anno a Rozzano, e 1200 euro a Milano!
Impegnatissima per le periferie (di altri)
Siamo sicuri che questi temi sono al centro delle discussioni del consigliere delegato della Città Metropolitana con delega alle periferie: cosa c'è di meglio che mantenere i poveri e le persone meno abbienti abbastanza poveri per poter continuare a dire che son poveri?!
Ah, che bella cosa la politica del "fare" (le chiacchiere).
Evviva la madama!
RF

P.S. E poi, visto che ci sono, il sindaco e AMA hanno pure previsto di continuare a vendere 300mila euro all'anno di manutenzione alla nuova società!