venerdì 13 gennaio 2017

Area Sud paga lo stipendio ad Ama. Il gioco delle tre carte del sindaco

La crisi del sistema farlocco e fallace messo in opera dai Davogliati è travolgente.
Talmente male in arnese che tappano un buco da un lato ma esplode dall'altro: un po' come la rete del teleriscaldamento che non hanno ristrutturato.
Abbiamo finalmente capito, stante le avvisaglie, come son riusciti a pagare gli stipendi di dicembre dei dipendenti Ama senza (apparentemente) sofferenza: fanno soffrire gli altri!
Con uno scarno comunicato della direzione, Area Sud fa sapere agli operai impegnati nella pulizia delle strade rozzanesi che il loro stipendio di dicembre non è stato pagato perché l'appaltatore (Ama) non ha versato il dovuto.
"Causa mancati incassi dovuti alla stazione appaltante [Area Sud]si trova in una forte criticità finanziaria", e dunque c'è "l'impossibilità di procedere [...] al pagamento delle competenze di dicembre".
Non meravigliamoci dunque del fatto che di quando in quando non verranno raccolti i rifiuti. Successe nel passato, in periodi meno difficili, e le maestranze della società collegata andarono a far sentire la loro importanza direttamente sotto il balconcino di viale Lombardia. E la crisi si risolse.
Non riusciamo a capire la protervia e la pervicacia di questi signori nel continuare a negare una crisi ed un fallimento prima politico poi economico e sociale in una città ricca di possibilità come Rozzano.
Area Sud è un'azienda che si è mostrata molto vicina al sindaco in passato, e che è fondamentale negli equilibri economici di Ama a danno del Comune, che, per un appalto indiretto vietato per legge, spende oltre 1,5 milioni in più di quanto i cittadini pagherebbero facendo una transazione diretta come tutti i comuni (ad esempio Pieve Emanuele). Ma si perderebbe, in Ama, il ricarico e i costi generali che sull'appalto del ruffo consentono ed hanno consentito di clientelizzare a go-go.
Temiamo che non si fermeranno sino a quando non l'avranno ridotta ad un cumulo di baracche male in arnese, certamente con l'aiuto di quegli altri fenomeni di Aler e di tutta la cricca che gli regge il sacco, a partire dalla loro segreteria provinciale.
Sembra un gioco al massacro e, ormai, le menzogne e la servitù sembrano essere arrivate al limite.
L'ultima chicca arriva dal poveretto che dicono essere il segretario locale del partito-famiglia, che s'e inventato un'invettiva contro i compagni d'arme regionali di Aler per provare a dire che loro sono con i cittadini!
Se lo fossero avrebbero tolto il disturbo e chiamato un commissario.
RF

mercoledì 11 gennaio 2017

Rozzano tra i grandi debitori di MPS, in buona compagnia!

Tra i grandi debitori della lista che potrebbe essere resa pubblica nelle prossime settimane anche grazie alla moral suasion di Patuelli, presidente ABI, l'associazione dei banchieri, ci sarà certamente Rozzano, con il suo consistente patrimonio di debiti di API e AMA.
In buona compagnia, con la tessera n. 1 del PD, De Benedetti, le cooperative e via cantando (i nomi stanno venendo fuori un po' alla volta), il Comune di Rozzano, o meglio, i suoi cittadini, grazie all'incapacità di una classe dirigente (sigh!) che ha governato per l'ultimo quindicennio,
avranno un carico dovuto al salvataggio ben più pesante rispetto a tutti gli altri cittadini italiani per l'intervento dello Stato nel Monte dei Paschi di Siena.
Si è calcolato che costerà a tutti i cittadini italiani circa 100 euro a testa (compresi i bebè), ma a Rozzano, a questo importo, bisognerà aggiungere i costi dei disservizi e della perdita patrimoniale di API e AMA. Considerando infatti tutto il sistema del debito e del patrimonio perso, spannometricamente saranno valsi circa 2.500 euro a testa, infanti compresi!!!
API e AMA, hanno comunque, con il solo Monte dei Paschi, un cumulo di debiti ed impegni da spavento.
API ha debiti per quasi 40 milioni relativi al residuo del mutuo per la rete del teleriscaldamento e per gli affidamenti bancari, e AMA (sinché non fallisce API) ha un impegno di "soli" 5 milioni tra anticipi e affidamenti.
Siccome AMA ha debiti per 8 milioni verso la fallendo API, nel momento in cui il giudice chiederà il conto l'azienda locale, che naviga con 3 milioni di euro in cassa e senza patrimonio, sarà inguaiata. Già oggi, stante la condizione che abbiamo descritto con una certa dovizia di particolari, non trova più disponibilità da parte del sistema bancario (gli amici di MPS non hanno più spazio), domani....
Sui giornali di oggi (Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Libero e altri) si manifestano nomi di aziende con sofferenze che vanno dai 10 ai 650 milioni e che rientrerebbero nella lista dei primi 100 debitori colpevoli insieme ai dirigenti del Monte del crack e dell'intervento statale, Rozzano con API e AMA fa la sua "sporca figura" per non essere seconda a nessuno!
Ringraziamo il Decaduto e i valenti manager e conniventi politici che l'hanno assistito e continuano a reggergli il sacco.
RF

lunedì 9 gennaio 2017

Il Fiordaliso pronto a crescere: altri 10mila mq di centro commerciale!

I traffici del Fiordaliso e dell'amministrazione comunale continuano sotto coperta, perché far sapere alla città come stanno le cose è poco importante.
Da una notizia tratta da La Provincia Pavese, veniamo a sapere che c'è stata una conferenza dei servizi (lo scorso 20 dicembre 2016, ndr) presso la Regione per verificare l'ammissibilità di una importante richiesta di ampliamento del centro commerciale Fiordaliso.
E il consiglio comunale non ne sa nulla, non avendo interpellato o informato della richiesta dell'operatore (di una così importante richiesta!) né la commissione commercio né quella territorio....
Una modifichino di poco conto e di nessun impatto, direte voi....
"Fiordaliso amplia la superficie di vendita al proprio interno, senza alcuna ulteriore cementificazione e si auspica incrementando l'occupazione" sostiene su FB l'assessore Stefano Apuzzo, a dispetto del fatto che una tale superficie non risulta disponibile nell'edificato attuale, ma azzarda comunque un auspicio "Sono spazi interni e già di proprietà del Fiordaliso".
Il sindaco di Lacchiarella, Antonella Violi, intervistata dal giornale pavese, dichiara che si sarebbe trattato di una richiesta per 45mila mq, che porterebbe la superficie totale ad oltre 100mila mq, più di Arese!
In realtà, dopo approfondimenti fatti da RF, si tratterebbe di 10mila mq, che, nelle scarne dichiarazioni dell'investitore, Fiordaliso Galleria Verde srl, non altererebbero l'aspetto esterno complessivo, ma riorganizzerebbero gli spazi esistenti.
Per comprendere le ragioni di questo sviluppo bisogna risalire al nuovo assetto societario del centro commerciale.
Il 29 ottobre 2015, la società olandese Eurocommercial Properties NV ha acquistato dal Gruppo Finiper il 50% del Fiordaliso per 121 milioni di euro, poi finalizzata a marzo 2016 con un versamento di altri 14 milioni di euro: un valore complessivo di acquisto di 135 milioni di euro!
I denari per l'investimento di sviluppo (in totale 160 milioni di euro) arrivano da un finanziamento di ING Real Estate e BNP Paribas, ed è stato concesso a marzo 2016. Si tratta di un prestito di 5 anni concesso a Galleria Verde srl, joint venture tra Eurocommercial e Finire Group. 130 negozi ed un valore di mercato di 256 milioni, riferisce Property Magazine International.
Dati Eurocommercial 2015
Nel 2015, il fatturato dello shopping centre è cresciuto di un impressionante 9,7% rispetto al 2014, in decisa controtendenza rispetto al mercato.
L'acquisizione è stata dunque fatta con un impegno di ulteriore sviluppo. Eurocommerrcial, infatti dichiara che "Plans are progressing to undertake a refurbishment of the centre which will include work to the food court, new toilets, access and signage" (I piani di sviluppo prevedono una ristrutturazione del centro che comprenderà la food court, nuovi servizi igienici e la cartellonista).
Eurocommercial, in Italia, ha comprato anche il centro commerciale Collestrada di Perugia e I Gigli (PAM) a Firenze.
Secondo un recente studio di UrbiStat, una società italiana di ricerche di mercato, Eurocommlrcial detiene oggi 3 dei 12 più visitati centri commerciali italiani (I Gigli, il Fiordaliso e Carosello a Milano), dove I Gigli totalizzano addirittura un record di visite di 19 milioni di persone!
Ma di tutto questo la città non sa nulla e non l'avrebbe saputo se non alla fine del processo autorizzativo, se non fosse per l'obbligo di cui alla Legge Regionale 2 febbraio 2010 , n. 6, Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere che obbliga all'art. 6 le grandi strutture di vendita in caso di ampliamento o trasferimento ad assoggettarsi "ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio, a seguito della conferenza di servizi di cui all'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114", ed alla citazione del sindaco di un altro Comune...
La procedura di ampliamento è però discutibile già in premessa per le vicende del passato. Riportiamo di seguito il testo redatto a suo tempo dal Comitato Occhi Aperti per le pratiche piuttosto strane e poco trasparenti usate dal Fiordaliso per l'ampliamento di pochi anni fa, e temiamo per la liceità delle nuove procedure.
Attendiamo le carte del progetto, che, presumibilmente ed auspicabilmente il Comune di Rozzano, prima di presentarsi al secondo appuntamento della Conferenza dei Servizi regionale con le valutazioni di sostenibilità (!?) avrà certamente informato il consiglio comunale.
RF

Rozzano: La città dei trombati. Anche Lorenzano (ex sindaco San Giuliano) in Ama?

Rozzano è veramente una città accogliente.
Nemmeno sei mesi sulle poltrone di "impotente" consigliere di opposizione, e l'ex sindaco di San Giuliano, Alessandro Lorenzano, si dimette per essere probabilmente catapultato su una comoda poltrona consulenziale/dirigenziale di Ama con diplomino da psico-pedagosgista (una vera e propria necessità in un'azienda come AMA).
Ma i sindaci non ce l'hanno un lavoro a cui tornare senza succhiare dalla mammella pubblica?
Prima di lui fu Achille Taverniti.
Trombato a San Donato, fu riciclato dal Decaduto in comune per il più insulso progetto pubblico rozzanese (i cartelli stradali del Distretto del Commercio), poi anche consulente "esperto assicurativo" nelle commissioni farlocche di Ama (28/11/13 - Cottimo fiduciario per l’affidamento dei servizi di copertura assicurativa – nomina della commissione di gara, e non solo), prima di trovare altre poltrone da scaldare ed atterrare, recentemente, nel trobat-ufficio per definizione: CAP Holding!
Poi ci sono gli ex sindaci che usano il pubblico per fare azienda, come l'ex sindaco di Settimo Milanese, Massimo Sacchi, della segreteria provinciale del Pd, che con il suo studio di architettura SGB è spesso stato presente a Rozzano per conto della cooperativa CMB dell'agente commerciale locale, il Decaduto, per la cooperativa Degradi (dove sedeva l'assessore Nebbiolini), etc.  Piazza Alboreto, tutto il coordinamento del PRU di viale Toscana,  il Parco delle rogge, parcheggi a Rozzano Vecchio, .... Last but not least, la progettazione in corso dei nuovi trombat-uffici di Cap Holding.
Poi, i partecipanti alla vita del partito, ad ogni livello, hanno sempre trovato spazio, e ne abbiamo parlato spesso, in relazione ai progetti immobiliari o del teleriscaldamento.
Rozzano, la città dell'accoglienza (con tessera Pd)....
RF




mercoledì 4 gennaio 2017

Non basta la centrale Alboreto. Altre caldaie in soccorso

Ancora incredibili storie dal teleriscaldamento rozzanese.
Per il secondo anno consecutivo vengono installate "caldaie di soccorso" presso la vecchia centrale di via Lillà perché, per qualche "strana" ragione, i megawatt installati nell'edificio della centrale di piazza Alboreto sembrano non bastare!
Si cambia il fornitore, ma i problemi non cambiano.
Quando arriva il freddo, arriva la "crisi termica": un impianto che doveva essere sovrabbondante in potenza per servire, a seguito della ristrutturazione (e dei problemi ai residenti che causò), sia il quartiere dell'area ex Romagnoli che l'Aler dopo la convenzione, continua ad essere gestito in modo scellerato.
Come abbiamo già segnalato, i guai di una rete Aler obsoleta e fatiscente, dove ogni settimana compaiono fumarole e geyser, vengono gestiti con rattoppi dell'ultima ora e mai in modo organico.
L'appalto da 11milioni ad Ama per la sua messa in ordine ha iniziato dalle sotto stazioni invece che dalla rete, ed ora, pensando di risolvere i problemi, si continuano a spendere centinaia di migliaia di euro per caldaie aggiuntive invece di investirli per sistemare i disastri.
Già, ma in mezzo c'è il fallimento API. Anche AMA, tirata per i capelli alla sbarra dal giudice fallimentare, rischia e quindi, per evitare di spendere senza certezza di rientro procede con le toppe.
Un secchio bucato. Invece di turare le falle si aumenta la quantità d'acqua in entrata!
RF

Nuovo sito, vecchi problemi

L'amministrazione comunale, con la determina n.3013 del segretario comunale deputato agli affari generali, ha deciso di affidare l'appalto di realizzazione del nuovo sito web del Comune di Rozzano ad un'azienda della provincia di Pisa.
Si tratta di una decisione importante, che si dice presa per l'obsolescenza del sito e per la necessità di adeguarlo agli obblighi di trasparenza delle nuove norme di legge. Interessante.
Magari, in questo modo, si potrà (forse) evitare di imboscare le sanzioni e le scelte dell'amministrazione e delle partecipate in menù annidati di difficile reperimento, o, in qualche caso (soprattuto per le partecipate) di imboscare completamente le informazioni.
Ma, felicitazioni a parte, fa specie che il riferimento per il segretario sia soltanto la delibera del consiglio di approvazione del bilancio e del PEG.
Il sito, teoricamente, non dovrebbe durare lo spazio di una consiliatura, ma molti anni, sopravvivendo (auspichiamo noi) all'alternarsi dei governi. Da ciò sarebbe discesa la necessità di informare e condividere la struttura, la scelta e gli obblighi sui contenuti, e, anche, l'interoperabilità minima o la possibilità di accesso con il resto delle forze politiche e dei portatori di interessi locali.
Per non parlare della necessità di una gestione congiunta con la partecipata, al fine di garantire eguale gestione e il famoso (famigerato) controllo analogo, che vorrebbe dire il consolidamento gestionale e patrimoniale....ma, ah già: API sta fallendo e AMA la sta seguendo...
Ricordiamo con un certo interesse, ad esempio, le discussioni del passato (che, come al solito, non portarono a nulla) sulla possibilità di avere account mail pubblici per i consiglieri comunali, account di consultazione per loro e per i detentori di interesse sul territorio, la possibilità di consultazione storica delle delibere e delle determine (non solo per 15 gg sull'albo pretorio delle più recenti), etc. etc.
Ecco, nessuna discussione, nessuna presentazione del progetto, ma solo uno sterile elenco di "requisiti minimi" che significa ben poca cosa. Ovvero la possibilità di comprare senza preoccuparsi del progetto stesso, ma delegando tutto al fornitore.
Ma la cosa bella è che il budget allocato per questo progetto è circa 10mila euro, un progetto fondamentale ed importantissimo per tutta la città ed i cittadini, ma non per alcuni "amici" evidentemente, a cui si destinano importi ben più significativi!
I requisiti citati:
- tecnologia CMS (Content Management System) Open Source
- template personalizzato e responsive
- completa accessibilità (linee guida AGID, elaborate per l'Agenda digitale statale)
- amministrazione trasparente (D.Lgs 33/13)
- gestione ed invio newsletter
- aggregatore di social
- migrazione di vecchi contenuti
- calendario eventi
- form "scrivi al sindaco" (...che non ti risponde)
- plugin multilingua
- modulo per la gestione dell'identità digitale (SPID)
Pochezza di partecipazione e idee anche in questo caso. Avanti così...
RF

Salvare la musica o i palestinesi? Beh, la musica rozzanese!

A Rozzano, visto che si crede fortemente nell'impegno per i Territori, tanto che due assessori (di cui uno neofita temporaneo) a loro spese si son recati a "far testimonianza" in quel della Palestina al fianco del leader Massimo, e si destinano ben 800 euro (!) all'associazione che se ne occupa direttamente (Determina 3037 del 23/12/2016).
Mentre, siccome la musica è importante, si continua in continuità, a versare decine di migliaia di euro ad una associazione che la salva con una delibera di Giunta di fine anno e pochi giorni dopo il versamento nelle sue casse di altri 15mila euro (delib. GC n. 223 del 18/12/2016 e determina 3076 del 23/12/2016). Alla corte della Pinardi all'ICS Liguria, Sante Imbriani e Giuseppe Lo Preiato insistono nel mantenere quote di interesse significativo in Comune e altrove...
Sarà per l'impegno estremo del presidente (il primo) e del vice presidente (il secondo) per i loro studenti, sarà perché la Palestina è lontana, sarà perché.... insomma per l'ennesimo anno, in un periodo di nozze coi fichi secchi, a Salva La Musica 2 vanno tanti soldi quanto a tutte le altre associazioni del territorio che si occupano di ambiente, cultura, sicurezza e altro, sputando sul piatto di chi, tale "offerta di servizio" la faceva gratuitamente.
Già: gratis, che parola orribile!
RF