mercoledì 21 dicembre 2016

CASCINA GRANDE: nuova gestione? Tempi sospetti, probabilmente gara già decisa...

Insomma, se vi fosse stato vero interesse nel cercare una soluzione alternativa o diversa all'attuale gestore (già selezionato nel passato tra gli amici della famiglia del sindaco), non si sarebbe pubblicata una "indagine conoscitiva e di mercato" al fine di favorire "processi partecipati" il giorno 16 dicembre 2016 con un contratto in scadenza il 31 dicembre!!!
Ha il sapore salmastro della presa in giro.
Ogni volta che capitano queste cose, protette con l'apparente correttezza delle carte, e sempre sotto le feste o le ferie, il sistema di tutela degli interessi collettivi cade giù come un castello di carte.
Questi signori fanno strame dei concetti millantatati in ogni dove relativamente alla trasparenza ed alle decisioni improntate alla difesa dell'interesse generale.
Tutta l'ala "nuova" della cascina grande, con portico saloni al piano superiore ed inferiore e bar attrezzato di tutto punto con tanto di concessione di ramo d'impresa, erano oggi appannaggio della Ferdis srl, che, visti i risultati economici di scarso rilievo, ha ben pensato di mollare il colpo.
AMA indica che l'affare sarà per chi pagherà i circa 35mila euro di affitto all'anno e si proporrà con un adeguato (?) progetto culturale.
AMA, dal 2011, dovrebbe occuparsi di realizzare i servizi culturali, ma a fronte di una programmazione che il Consiglio Comunale doveva realizzare, secondo dei principi che lo stesso avrebbe dovuto avallare.
Come al solito, in ossequio alla partecipazione e alla trasparenza, il Consiglio Comunale non ha mai deliberato o proposto alcun programma culturale, e AMA, alla chetichella, se ne è sempre occupata in piena autonomia, depauperando la città delle indicazioni e della discussione pubblica.
La cultura è roba loro.
Ma forse, ed a ragione, hanno pensato che discuterne in Consiglio, in quel consesso di menti colte ed eccellenze assolute, deve essere tempo perso.
Vedremo cosa sarà successo durante le Feste, ovviamente in piena trasparenza...
RF


giovedì 15 dicembre 2016

SEI UNO ZERO, punto e a capo. A Ponte Sesto vince l'Isola di Man

Con la sentenza del TAR della Regione Lombardia dello scorso 23 novembre 2016 (n. 02180/2016), l'ambito denominato AT2 - Ponte Sesto del PGT torna a prevedere la volumetria originale.
Ma questa notizia non compare sul giornaletto dell'amministrazione.
I giudici amministrativi, a seguito del ricorso della proprietà, la FEAL srl, hanno fatto cancellare il limite dei 100 appartamenti previsto in tale sito di "espansione" riportando le capacità edificatorie al valore originale previsto di 67mila metri cubi.
La FEAL, un'azienda che vede come azionista di maggioranza una società con sede legale nel paradiso fiscale dell'Isola di Man, ha portato il Comune alla sbarra per una serie di motivi legati, prevalentemente al danno economico che questa avrebbe subito non prevedendo, il PGT, nessuno strumento compensativo al fine di poter utilizzare altrove (come indicato nella relazione accompagnatoria) la capacità edificatoria sottratta con la limitazione imposta in appartamenti e non in mq (SLP).
Infatti, i giudici si sono espressi in questi termini: "la decisione di introdurre un limite massimo al numero di alloggi realizzabili in determinato ambito debba essere congruamente motivava dall’amministrazione la quale, come ha già avuto modo di affermare la giurisprudenza, dovrà specificamente valutare anche se la SLP per singolo appartamento risulti proporzionata alla realtà del mercato immobiliare". Il Comune, cioè, ha difettato nella fase di definizione delle modalità di realizzazione del limite.
Dunque il TAR sentenzia che "la domanda di annullamento [del limite, ndr] deve essere accolta e, per l’effetto, la delibera n. 26 del 12 dicembre 2012 va annullata nella parte in cui prevede che nell’ambito AT2 Pontesesto possa essere realizzato un numero massimo di alloggi pari a cento."
La delibera in questione è quella del Consiglio Comunale che approvò il piano di governo del territorio, che definì l'ambito di trasformazione avente destinazione, perlopiù, residenziale denominato “AT2 Pontesesto”, per il quale era prevista una capacità edificatoria pari a complessivi 12.500 mq. di superficie utile.
Ora si torna al passato, e i costruttori avranno a disposizione 67.700 mc, corrispondenti a circa 350 appartamenti...!!!
La "resistenza" del Comune era stata affidata al noto Cerami, avvocato di riferimento per ogni questione spinosa territoriale dei tecnici e dell'amministrazione.
Tra viabilità e trasporti al collasso e smentite di ambiti di trasformazione abbarrocciati (ricordiamo la disgraziata vicenda dell'ambito di viale Campania/Cascina Follazza ed ora l'AT2), forse sarebbe ora di iniziare a pensare di rifare da capo il PGT!
RF

martedì 13 dicembre 2016

AMA Rozzano: la storia economica (in attesa del Giudice)

Siccome c'è troppa gente e troppi cittadini (anche i cosiddetti primi) che danno aria alla bocca pensando che si tratti dell'orifizio opportuno per certe osservazioni (quando invece dovrebbe tacere o usarne un altro visto il rumore che producono), riteniamo di fare un servizio pubblico mettendo a conoscenza di tutti la tragica storia economico-finanziaria (e clientelare) della principale partecipata rozzanese.
Lo facciamo anche per dare un contributo di chiarezza al povero giudice che, con la patata bollente del fallimento API tra le mani, deve prendere una decisione a garanzia dei creditori, primi tra tutti i cittadini stessi (che vedono a repentaglio i propri denari) e gli ex lavoratori.
Per farlo abbiamo prodotto due grafici facili facili, a prova di....cocker!
I dati derivano dai bilanci dell'azienda (CamCom).
Partendo dal 2001, quando ancora Massimo D'Avolio (gran ciambellano della fase di decadimento totale dell'azienda cittadina) era un semplice assessore arruffone che stava preparando i piani immobiliari speculativi che l'avrebbero visto protagonista a Rozzano in collaborazione con CMB e altri palazzinari e speculatori, possiamo osservarne l'interessante evoluzione, senza errori di parallasse dovuti alla distanza sempre troppo ravvicinata o addirittura per l'esistenza di un telo di omertà intorno alla realtà delle cose.
Non useremo troppe parole, e ci limiteremo a farvi guardare il grafico e, per i più volenterosi, mostriamo la tabella dei risultati con un potente benchmark con il resto delle multi utility italiane, analizzate dal MISE e dall'ENEA.
Si resta esterrefatti: come affacciarsi da...un burrone!
Oltre di esso, il vuoto.
Per i meno avvezzi all'utilizzo degli indici di bilancio, che son serviti per rendere oggettiva la comparazione, riportiamo alcune definizioni nel post scrittum.
L'indecenza si rivela, con particolare vigore in prossimità delle tornate elettorali davoliane e pinardian-agogliatane: 2004, 2009 e 2013. In corrispondenza di quegli anni si verifica sempre un'espansione dei debiti e un incremento dei crediti: clientele pure.
Inoltre, per la voglia di fare impresa (male) si assorbivano i colpi delle chiusure e riassorbimenti di RETE (con eliminazione dei crediti e incorporazione di perdite milionarie), compravendite azzardate e spesso illecite di quote (Miogas), improbabili accordi commerciali con aziende definite - dall'attuale sindaco, all'epoca assessore - "carrozzoni clientelari e fatiscenti" (Aler, ndr).
Una gestione che, a partire dal 2005, non ha visto più nemmeno un indice di redditività in linea con le medie italiane. Anzi. Se almeno prima il ROE, ovvero il ritorno economico dell’investimento effettuato dai soci dell’azienda (i cittadini) era abbastanza buono, da li innanzi non solo si è sotto performato rispetto al settore, ma (e basta guardare le curve dell'indebitamento stra crescente e del credito in deterioramento sempre più forte) si è realizzato una costante sottrazione di risorse dal socio (i cittadini) dicendo che si rendevano dei servizi, ma in realtà, per cercare di compensare i costi fuori controllo e coprire in parte i debiti, li si facevano pagare sempre di più. Alla faccia del cavolo!
(Clicca per ingrandire)
Meglio, ormai, comprare i servizi (tutti) sul mercato, costano molto meno (vedere l'esempio eclatante del teleriscaldamento, ad un valore ormai fuori da ogni logica per gli inquilini Aler a 27 euro/mq!).
Ed è quello che dovrebbe fare il Comune: mandare al diavolo AMA e tornare a dedicarsi ai cittadini.
Ma, un po' come ad altri e più elevati piani: ormai il livello di dipendenza dal voto di scambio è talmente alto che nessuno ti voterebbe se non per avere un vantaggio diretto....
Per carità di patria non abbiamo esaminato gli altri indicatori strategici che MISE ed ENEA hanno valutato per le multi utility italiane (sostenibilità sociale ed ambientale e la comunicazione).
Ma qualcuno (oltre ad RF, naturalmente, come GdF, Corte dei Conti, qualche oppositore e il giudice del Tribunale fallimentare di API) se ne è accorto.....oooopss!
E questa è la democrazia del Pd rozzanese, ben rappresentato dal consigliere regionale (a processo per una inezia rispetto a questo danno alla città ed alla smisurata crescita dei suoi averi) e dall'insipiente sindaco attorniata da incapaci.
Torneremo con un e-book sulle principali tragedie di chi.... AMA Rozzano.
RF


P.S. Ecco una breve spiegazione degli indici che abbiamo usato per la comparazione:
ROE (Return On Equity) - indica se il capitale impiegato produce un risultato economico interessante rispetto al mercato ed alle attese dei soci investitori (è meglio mettere i denari nell'impresa o comprare i servizi sul mercato?). E' un indice di attrattività di investitori ... (ma AMA, ormai, non attrae nemmeno se espone "u' pilù")
ROI (Return On Investment) - Indica se l'azienda riesce a retribuire i capitali propri ed in prestito (!) con le proprie attività dette caratteristiche. Se non lo fa .....semplicemente non ripaghi i debiti!!
ROS (Return On Sales) - E' la capacità di remunerazione dalle vendite, che dipende dalle "politiche di vendita" (di solito non clientelari!) adottate.

venerdì 9 dicembre 2016

API AL FALLIMENTO? INTANTO IL GIUDICE CHIEDE SE AMA TIENE

Con il Decreto del Giudice del Tribunale di Milano del 1 dicembre scorso, viene rinviata la convocazione dei creditori di API secondo la procedura di concordato in bianco richiesta dal Comune di Rozzano perché deve essere valutata la "Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura " (art. 173 legge fallimentare).
Doveva tenersi il prossimo 12 dicembre, ma, stanti le evidenze, "questo concordato ...non s'ha da fare". Ma non l'ha detto  don Abbondio, bensì il Giudice, con ben altro piglio!
Le novità che il Giudice non ha potuto esimersi dal valutare sono quelle chiaramente apparse con la sentenza della Corte dei Conti dello scorso agosto e un'istanza di Gas Più Distribuzione che, dopo aver perso la possibilità di gestire il servizio di distribuzione del gas assegnato (a seguito di molteplici sentenze) a 2I Rete Gas, richiama ora il possibile danno e la truffa perpetrata a suo danno per una sottrazione della disponibilità della rete con atto ordinario e non straordinario come dovuto per una società in concordato.
Al di la della pervicacia di Gas Più Distribuzione (oggi retta e condotta da...), alla quale il Giudice non da molto peso in quanto esiste comunque un fondo  rischi da 8 milioni, esiste una serie di osservazioni che entrano ben bene nel merito delle questioni che ormai stanno portando AMA al dissesto.
Il Giudice, con l'indagine della Procura della Corte dei Conti ancora in corso, dice che sarebbe bene avere "un chiarimento definitivo della situazione economico-finanziaria e patrimoniale di AMA, società pubblica che sta attraversando un periodo di intensa difficoltà di cui si ignora la portata e l'entità e...che solidità abbia (in quanto essa deve acquistare i beni di API e pagare i debiti verso la stessa, fondamentali per il concordato)".
E già così sarebbe abbastanza.
Ma c'è di più.
Si ventila la possibile nullità del finanziamento per il teleriscaldamento (usato per ripianare debiti e non per lo sviluppo della rete), che, usato abusivamente, determinerebbe la restituzione ai finanziatori.
Poi si sottolinea l'incerta definizione dei debiti per i derivati in pancia ad API...
"Sussistono dubbi non inconsistenti sulla capacità della Società di assicurare ai creditori il 20% del debito"!
Di questi giorni il rilievo, ad esempio, dello stato dei mezzi di API al "protone delle pecore" della cascina Follazza, che son stati fatti oggetto di cannibalismo da parte dei soliti noti. Potenzialmente vendibili, allo stato di fatto, dopo l'asportazione dei pezzi buoni ridotti a ferraglia: tutti soldi della cittadinanza buttati nel cesso.
Ma il sindaco continua a tenere tutto per se, salvo chiedere alle opposizioni di votargli a favore della relazione inviata al Giudice per l'integrazione del concordato ma completamente respinta per insussistenza evidente rispetto alle nuove evidenze...
Sembra che, finalmente, dopo anni di denunce di RF, di alcuni (pochi) consiglieri, comitati (Occhi Aperti) esposti, denunce e querele, si palesi la verità giudiziale.
La convocazione al 15 marzo 2017.
RF

Lavori pubblici: asfaltatura da rifare in un mese

Meno di un mese per tornare come e peggio di prima.
L'asfaltatura della rotonda in Via Manzoni all'altezza del cantiere del costruendo Eurospin è già ridotta come le strade delle povera Aleppo....
Migliaia di euro si buttano nel cesso senza problemi, a dispetto del momento critico e del bisogno, magari, di destinare diversamente tali denari.
Bloccata per un giorno la viabilità durante le ore di punta, creando disagio ed inquinamento aggiuntivi, per ritrovarci a dire "meglio non farla!".
Ci piacerebbe sapere cosa ci fosse stato scritto sul capitolato di appalto (se si è fatta la gara!) e se è stato fatto un qualche controllo sulla (scarsa) qualità del lavoro.
Ci chiediamo a cosa servono gli assessori preposti, perché vengono pagati e se governano i processi.
RF

CITTA' METROPOLITANA. Agogliati: 40 giorni dalla nomina. Nulla di pervenuto, le periferie non hanno problemi

Siamo al quarantesimo giorno dalla nomina strombazzata del sindaco di Rozzano a consigliere delegato della Città Metropolitana ai temi delle periferie, delle politiche dell'abitare e delle reti per lo sport.
In questo primo mese e poco più il nostro sindaco non ha - come sospettavamo - fatto un beato nulla!
Nessun atto è pervenuto.
Forse si starà impegnando a comprendere di cosa si tratta o predisponendo degli atti particolarmente ponderosi e degni di molta attenzione, ma, invece, riteniamo che i problemi locali rozzanesi abbiano prevalso su quelli dell'area vasta.
Al contrario, a parte l'altro sindaco Pd Siria Trezzi, di Cinisello Balsamo, appena posta sotto indagine dalla Procura di Monza per sospetti reati contro la pubblica amministrazione nella sua città su questioni di compravendite territoriali con lo zampino del marito (!), i consiglieri non-sindaci come, ad esempio, Pietro Mezzi ed Arianna Censi, son stati gli unici a distinguersi per impegno e qualche primo risultato.
Ma il problema è comune a tutti i sindaci consiglieri delegati. Oltre alla rozzanese e alla Trezzi, anche Vassallo (Bollate e Maviglia Roberto (Cassano d'Adda) son riusciti a non combinare niente in questo periodo.
Unica votazione e presenza, il 26 ottobre alla loro nomina.
Ah, che belle le lezioni di secondo livello a doppio o triplo incarico...!!!!
RF