mercoledì 30 novembre 2016

FIERE E MERCATI: un "nuovo" regolamento per ...continuare come prima, e posteggi abusivi.

Posteggio abusivo, con occupazione  in eccesso di spazi abusivi
A Rozzano il gattopardo regna sovrano. Controllati e controllori governano mischiandosi imperterriti e impuniti.
Dopo i "classici" dipendenti AMA che si votano le delibere AMA, reiterano la loro conflittualità di interessi anche i mercatari che gestiscono i mercati e le fiere.
La storia non cambia: cambiano i regolamenti con interpretazioni sempre più ardite pur di mantenere ai consiglieri i loro impropri privilegi.
Oggi, a seguito dell'approvazione del nuovo regolamento del commercio ambulante la scorsa settimana, e al fatto che il bugigattolo non compare più tra quelli passibili di affidamento pubblico, non possiamo che concludere che il posteggio sulla Pavese di Cuvello è di un abusivo a tutti gli effetti!
Il consigliere, infatti, ha fatto richiesta di revoca del posteggio, ma è ancora li a vendere le sue derrate con uno spazio che supera oltremodo il contributo Cosap dovuto. Come consigliere sta producendo, pure, un danno erariale!
I regolamenti di questo Comune stanno diventando come la proposta di riforma costituzionale, scritti da analfabeti della giurisprudenza, ma si insiste sul fatto che ora vi sono le "condizioni" che han permesso di mettere ordine ad una materia che, sotto il Decaduto, aveva il pregio d'esser chiaramente sbruffona e urlata.
Il regolamento del commercio ambulante (e anche quello dello stanziale, che discuteremo altrove) fa riferimento, necessariamente, alla Legge Regionale n. 6/2010. Una legge piuttosto chiara (!), che descrive con precisione le caratteristiche di ciò che può esser realizzato sul territorio urbano. Lo fa così bene che anche sbagliare nella copia sarebbe stato difficile.
Ed allora? Si evitano di riportare i passaggi che rendono limpida la comprensione e si traducono in fatti che fanno a botte con la logica, sempre e solo per non cambiare (a proposito di referendum).
Andiamo nel dettaglio.
I "mercatini" di AMAR, l'associazione controllata dalla famiglia Cuvello, nata sulle ceneri di quella dove compariva sfacciatamente come presidente, e che, se nel passato non pagava nulla al Comune, ora si limita a riconoscere il costo della pulizia e dello spostamento dei mezzi ATM.
La legge regionale, prima, ed il regolamento comunale, poi, consentirebbero l'occupazione degli spazi pubblici solo ai mercati settimanali ed alle "fiere o sagre": "La Regione favorisce la qualificazione, la valorizzazione e il mantenimento delle aree mercatali delle fiere, delle sagre e dei mercati di valenza storica o di particolare pregio architettonico, urbanistico, merceologico, culturale o sociale" (art. 18 L.R. 6/10). I mercatini (che si addensano sotto Natale) hanno la caratteristica d'essere ....mercati, normali mercati come quelli settimanali, che andrebbero gestiti dal Comune.
Mercati "privati"
La stagione dei mercati "finalizzati", con qualche peculiarità, fece capolino nelle scorse amministrazioni, e portò, tra i consiglieri comunali interessati alle vicende, non pochi problemi "politici". Non come quelli per lo stocco corsichese, ma poco ci mancava, per conflittuali interessi, diciamo, regionali.
E' incredibile verificare, poi, che il Cuvello se l'è pure votato, quel regolamento.
La gestione delle questioni sul commercio ambulante, poi, rimane esclusiva dei commercianti e dell'amministrazione. Ai cittadini ed ai potenziali nuovi attori (non si parla sempre di garantire l'ingresso ai giovani?) non si fa saper nulla. All'art.7 del regolamento si poteva pensare di "aprire" la commissione agli esterni, mantenendo il limite di partecipazione,, ovvero la pubblicazione dei verbali  e dei criteri, che invece (all'art. 10, in completo spregio dell'art 23d ella L.R. 6/10) non prevede bandi, graduatorie pubbliche ed elenchi esposti.
La durata della concessione dei posteggi è un altro bellissimo indice di "discrezionalità" di Rozzano. Da una concessione per 10 anni della Legge Regionale, si passa (Art.23 reg. comunale) a 12 anni! 
A quest'ultima concessione, si affianca poi il risarcimento a valore che decide il mercatale di un eventuale posteggio che deve tornare al Comune per motivi pubblici...
Oltre ad altri ammennicoli vari, c'è poi l'articolo 46: l'articolo "Cuvello" di cui abbiamo detto in apertura. 
Il posteggio singolo su via Pavese, già illegale perché invece di occupare il suo spazio si è storicamente appropriato del doppio senza pagare la dovuta tassa occupazione suolo pubblico, non è stato inserito in elenco: che fine ha fatto? Da quel che è dato sapere, il consigliere Cuvello ne ha fatto espressa rinuncia e dovrebbe esser messo a gara. Invece, proprio perché Cuvello lo vuole  trasformare in un altro tipo di esercizio (somministrazione), viene nascosto e, con un altra delibera lo si prepara per la nuova attività, salvo trovarlo - ancora oggi (vedi foto) - in piena attività!
Ma non può fare solo l'ambulante invece di ergersi a improprio consigliere comunale?
Ed inoltre: non può, proprio perché consigliere, rispettare le regole?
Ed evitiamo, per carità di patria, di insistere sul fatto che quando si fa un Regolamento si evita di inserire elenchi di vie, nome, dimensione e numero di parcheggi, limitare l'appropriazione territoriale indebita permettendo l'assegnazione - ipso facto - di numerosi posteggi allo stesso soggetto per aprire al "mercato" e permettere una maggiore partecipazione alla vita commerciale della città, etc.
Insomma, un regolamento che da la misura della poca volontà di uscire dall'atteggiamento mafiosetto e provinciale a cui ci han condotto le amministrazioni di questi ultimi anni.
RF

lunedì 28 novembre 2016

AMA: vite da consulenti. Impresentabili, inutili o indispensabili. La lista

Uno dei pregi di AMA è certamente il fatto che fa lavorare un sacco di consulenti. Le poche competenze "in-house" non sono mai quelle giuste per affrontare i vicoli tortuosi entro cui si infilano per i loro traffici.
Una squadra di calcio con una panchina lunga: ben 20 consulenti siedono al ricco desco della partecipata rozzanese dove, tra le altre cose, si rinuncia pure a rispettare quel minimo di buon gusto che vorrebbe certi personaggi non più presenti tra le fila dei fornitori.
Incredibilmente la classifica è guidata dagli ingegneri: con il 45% delle presenze guidano decisamente il team. Tra questi spiccano gli indagati e i vicini del super ingegnere salito alla ribalta anche delle cronache giudiziarie.
Una società così ben dotata di risorse tecniche non dovrebbe avere tutti i problemi che i cittadini lamentano sul territorio, dal teleriscaldamento (in primis) alla gestione dei sistemi informatici e di monitoraggio e gestione del territorio. Ma si sa, la quantità non fa il paio con la qualità!
Allevati alla corte dell'Ancora, alcuni di loro hanno dovuto rintuzzare per i problemi lasciati dalla gestione e (poco) sviluppo della rete, anche in quel dell'Aler.
Seguono, ben rappresentati, gli avvocati, con un 15% di presenze, dove compare ancora quel vecchio leone di Carrara (figlio) e l'onnipresente Cerami, che faceva la spola tra Comune e Azienda per portare le informazioni sui piani integrati che certificava di Fiordaliso & co.  Ma anche il Brambilla Pisoni, anch'egli coinvolto nelle vicende territoriali del Comune ha la sua rappresentatività.
La pattuglia dei Notai, geometri e Commercialisti tampina al 10% ciascuno.
Sui primi, si sa: AMA negli anni dalla "creazione" ha fatto più società, fusioni, incorporazioni e scissioni di una multinazionale, quindi un notaio (meglio se due e con gli studi in viale Lombardia) fa sempre comodo!!!
Ma anche tra i commercialisti si son sempre annidate perniciose figure che han permesso di mantenere i legami con la famiglia sindacale di lungo corso. Del dott. Valla abbiamo parlato spesso, e, nonostante abbia abdicato (a parole) dalla consulenza per l'azienda nel 2014 (anno di insediamento Agogliati) resta ancora saldamente in sella.
Il 5% (uno) sia i dottori (L.81) che una figura "atipica" e apparentemente inutile in AMA: un architetto. Ma non uno qualunque, bensì un pensionato, ex direttore tecnico comunale ai tempi di Carrara. Sarà un caso? No. Si spendeva per lo "sviluppo commerciale" del teleriscaldamento, stante i buoni uffici con il territorio che dirigeva, ma....il teleriscaldamento, nel suo sviluppo, si è fermato. Ma lui è ancora li a fatturare.
Una società normale, per la vendita di servizi e di energia, non avrebbe bisogno di una cotanta platea di professionisti, ma, a Rozzano, non passano solo le consulenze tramite i professionisti. Le vicende che verranno affrontate il prossimo gennaio in via Freguglia racconteranno qualcosa su queste partite di giro.
RF

domenica 27 novembre 2016

ALER: LE NUOVE SOLFATARE DEL TELERISCALDAMENTO

Chiamati da cittadini allarmati, anche i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nei giorni scorsi per tranquillizzare la popolazione in merito ai "fumi" sospetti che si innalzavano dal sottosuolo in via delle Begonie, nel pieno del quartiere Aler.
Le "zaffate infernali" (per altro anche maleodoranti) sono però da associare alle perdite della rete del teleriscaldamento; si tratta quindi di semplice vapore che, passando nei meandri del sottosuolo, raccoglie i miasmi delle fogne.
La nostra analisi mostra che si tratta di vapore a circa 60°C, e, "dai segnali di fumo", può essere ricondotto ad una perdita in un tratto delle tubazioni di almeno 50 metri, che attraversa da via delle Begonie a via dei Rododendri.
La rete del teleriscaldamento Aler ha una disposizione di cui nessuno ricorda più nulla, e questi incidenti, di fatto, rendono visibili alcuni dei passaggi. Si tratta di una rete che ha ormai 50 anni, e che Aler, nella famigerata convenzione con il Comune di Rozzano/AMA, aveva chiesto di ristrutturare con i soldi dei cittadini per un importo stimato di 11,4 milioni di euro.
AMA, spendendo un quinto, invece di partire dalla rete (che si sapeva avere molti problemi di perdite e vetustà) è partita dalle sottostazioni, dove han trovato possibilità di lavoro aziende collegate in subappalto ad un assessore. Si è trattata di una scelta ingegneristica scellerata. E' come se, per portare l'acqua in un secchio attraverso un tubo che perde e con un rubinetto terminale difettoso, si fosse partiti sostituendo il rubinetto, ma non tappando le perdite del tubo. L'effetto è che arriva (forse) la stessa acqua, ma non si è risolto in alcun modo il problema.
Nel pratico, infatti, moltissimi cittadini nei palazzi con le sottostazioni ammodernate, soffrono il freddo più degli altri!
Ecco perché.
L'aver "messo in sicurezza" le sottostazioni, o meglio, alcune, con il loro ammodernamento (quadri elettrici e inverter sulle pompe) ha ridotto la certezza degli inquilini di quei palazzi di ricevere una quantità di energia termica sufficiente. La modulazione della portata, grazie all'inverter, probabilmente asservita ad una temperatura legata ad una media delle temperature rilevate negli immobili serviti da quella sottostazione, ha probabilmente determinato una riduzione dei consumi elettrici e termici. Ma, quando il bisogno di energia cresce, le pompe a velocità variabile (sicuramente di potenza ridotta rispetto alle pompe On/Off originali perché la vulgata è che con
l'inverter si può farle girare a velocità maggiori - ma occorre una grande attenzione nel dimensionamento) non saranno in grado di "spingere" l'acqua con la potenza precedente perché vengono normalmente dimensionate per motori di potenza inferiore.
L'immagine termica delle "solfatare"
Inoltre, non solo la rete di distribuzione sul territorio "fa acqua", ma anche tutti gli impianti dentro ai condomini.
Ecco perché, prima di fare le sottostazioni, occorreva dedicarsi alla rete.
Ora, segnalando il problema ad Aler, questa chiederà ad AMA l'intervento. Però non ha soldi e non ne ha voglia perché attende la risoluzione del contenzioso e le decisioni sulla vicenda del concordato API.
Insomma....i cittadini dell'Aler e di Rozzano prima di tutto!
RF

martedì 15 novembre 2016

MENSA, ARCO. Previsioni di spesa complicate? Nuova tranche di pagamenti per AMA/ARCO. Ma appaiono stranezze

E' di pochi giorni fa il nuovo impegno di spesa comunale per il servizio mensa degli studenti di Rozzano. Ulteriori 100mila euro all'interno di un capitolo di spesa previsto per il 2016 ammontare a 950mila euro.
Furono già impegnati e liquidati 750 mila euro per i servizi sino a settembre, ora si attingono altri 100mila euro sino a fine anno....salvo conguaglio. Da qui parte la nostra storiella.
La tariffa praticata dal Comune ai cittadini è di 5,99 euro a pasto, che copre parzialmente il costo complessivo del servizio.
Infatti ARCO, dove ora AMA Rozzano ha il 10% delle quote, riceve fatture per 2,75 milioni di euro, sostanzialmente stabili tra il 2014 ed il 2015.
Senza variazioni ci si attende che la previsione di impegno a bilancio del Comune sia consolidata. Invece, stante il differenziale tra gli incassi di AMA dai cittadini e quello che AMA deve pagare ad ARCO, si ripartisce in modo sproporzionato la cifra perché, evidentemente, ci si aspetta una variazione impredittibile del credito.
Facciamo notare che oggi le quote nella Società, una volta a prevalente capitale pubblico, sono di CIR al 70% (che ha acquisito le quote vendute da AMA recentemente insieme all'acquisto da API del capannone delle cucine centralizzate ), di AMA al 10%  e dei comuni di Lacchairella e Pieve Emanuele al 10%. AMA oppone sempre fieramente il proprio corpaccione a qualunque iniziativa pubblica per evitare di esporre direttamente il Comune, dove, si sa, troppa trasparenza fa male.
Il Comune di Pieve ha contrastato la decisione di far di ARCO una società non più a prevalente capitale pubblico: quel "comunista" di Paolo Festa non accettava le scelte dei rozzanesi, che, tramando anche in consiglio comunale senza affrontare pubblicamente quella discussione, risolsero con una votazione alla chetichella la modifica dello Statuto dell'azienda per vendere le quote a CIR. Con le modifiche dello scorso 19 febbraio 2016, dove AMA ha ceduto il 21% delle quote a CIR dopo che CIR stessa aveva comprato da API il capannone delle cucine, ARCO è ora una società, di fatto, privata, con il 30% delle quote pubbliche (Lacchiarella e Pieve) o para-pubbliche (AMA). Ma ci sono delle stranezze.
Quelle scelte hanno portato il 4 marzo 2016 al vertice del Cda Domenico Ioppolo, presidente in quota AMA, manager di Class Pubblicità, la concessionaria di Class Editori di Paolo Panerai, tycoon dei media nazionali ed editore di Milano Finanza. Sino ad allora, aveva temporaneamente condotto l'azienda il dirigente di AMA Fausto Proverbio, subentrato ad ottobre a Pietro Forello, dimessosi anticipatamente. In quell'occasione Gianfranco Sgambato, procuratore speciale di AMA imponeva lo Ioppolo a presidente, senza che il socio privato CIR opponesse alcunché. Tanto per esser chiari, anche il quell'occasione solo da Pieve arrivavano commenti che chiariscono i contorni della vicenda: il sindaco Festa lamentava un "difetto di informativa in merito alla cessione delle quote di AMA ROZZANO nei confronti di CIR", e sottolineava l'attenzione da porre nei "compensi all'interno degli organi amministrativi delle società partecipate". Si riconosceva, quindi, anche nelle dichiarazioni di Pieve il problema della trattativa sostanzialmente nascosta tra AMA e CIR e, come vedremo tra poco, si prefigurava già il tema dei compensi nelle aziende dove hanno quote gli enti pubblici.
Da quel momento Ioppolo guida ARCO. Autore della costruzione della lista civica Rozzano per D'Avolio alle amministrative 2009, si è sempre tenuto nell'ombra, mai esponendosi direttamente. Anche all'ultima tornata elettorale ha sostenuto di nascosto l'attuale sindaco, comparendo solo nei book fotografici online ed esponendosi da renziano alla leopolda del 2015 ("ho fatto una ricerca: i ragazzi di oggi sono belli, vogliono una società dove la correttezza vince sulle raccomandazioni e che sia riconosciuto il merito": ah però, è per questo che va alla Leopolda).
Con l'approvazione del bilancio 2015 lo scorso maggio, ci si aspettava che CIR prendesse in mano la società, stante il preponderante valore delle quote. Invece....
La discussione per il rinnovo delle cariche del Cda, riporta che AMA, per bocca del Procuratore speciale, tal Gianfranco Sgambato, ha di nuovo proposto Ioppolo, come consigliere e... presidente. E CIR l'ha accettato!
Sviluppo commerciale, comunicazione e marketing tra le nuove linee guida. 250mila euro di utile accantonati a riserva e via...
Beh, non ci vuole molto ad immaginare che tra le operazioni di cessione delle quote e vendita del capannone si saranno scritti dei patti para-sociali (nascosti al consiglio comunale) che comportano questo tipo di privilegi in virtù, secondo noi, del fatto che 114 dipendenti  per lo più di Rozzano, non li si possono lasciare andar così facilmente. Dopo una tornata elettorale per la prima volta al ballottaggio che ha visto portare alle urne anche i disabili, con controllo militare del voto e denunce varie, non si molla così l'osso!
Ma le "stranezze" continuano.
Nello stessa Cda si rimette a momenti più sicuri la decisione del compenso degli amministratori che, sino a quel giorno era stato assunto essere 19mila euro complessivi, ma, per un tale importo, non si poteva avere uno Ioppolo qualunque. Chissà quale sarà oggi il suo appannaggio. D'altronde, come ricorda ai poco attenti uomini del consesso che magari speravano di risparmiare ancora qualcosa nel bilancio, "la natura ormai privata della società non è soggetta alla disciplina della spending review prevista per le società controllate dal pubblico". Ergo: mi pagherete ciò che ritengo opportuno!
Il resto del Cda, oltre agli uomini CIR (Spadoni, Bolzi, Galimberti e Majavacca) comprende Franco Bova, per il Comune di Lacchiarella.
Da considerare, però, che le deleghe operative sono state date prevalentemente al consigliere delegato da CIR Spadoni, e Ioppolo ha la rappresentanza legale e poco altro.
Comunque si sa, non si vive di solo pane (ogni tanto avariato)!
RF




martedì 8 novembre 2016

AGOGLIATI, pronta per la sanzione del CoReCom

Il Corecom, su denuncia del M5S che ha raccolto lo "stimolo" di RF, contesta al Sindaco il comportamento scorretto svolto in qualità di primo cittadino, per l'abuso effettuato con la comunicazione istituzionale Tutto Rozzano, dove, nell'ultimo numero ha propagandato la sua posizione (e quella di un pezzo del suo partito) sul referendum costituzionale.
Ne parlammo il giorno stesso della pubblicazione del numero di novembre del decadente periodico amministrativo, che, sempre presentando una città fantasmagorica dove, pensate, si riescono ancora ad asfaltare le strade con le buche, si omette ogni tipo di informazione su aspetti fondamentali che impediscono quel decoro che in campagna elettorale veniva sbandierato come l'unica reale cifra di qualità dal partito che poi ha vinto le elezioni.
Il documento del CO.RE.COM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) al prot. 2016/0000027506 del 7/11/2016 recita: "...si contesta al Sindaco del Comune di Rozzano, nella persona della Dott.ssa Barbara Agogliati, l'avvenuto svolgimento di attività di comunicazione politico - istituzionale in periodo elettorale, in assenza dei prescritti requisiti di impersonalità, indispensabilità ed indifferibilità, in relazione alle disposizioni di cui all'art.9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28".
All'art. 10, relativo alle sanzioni, il Corecom potrà chiedere, la messa a disposizione di spazi a favore dei soggetti danneggiati o illegittimamente esclusi, in modo da ripristinare l'equilibrio tra le forze politiche. Peccato che il prossimo numero di TuttoRozzano sarà a dicembre, quando ormai il referendum sarà passato.
Questo da la cifra dello spessore della persona in termini politici.
Si parla del referendum e non si parla del disastro amministrativo che ha portato la Corte dei Conti a denunciare alla Procura ed a censurare il comportamento dell'amministrazione negli ultimi 12 anni. Si parla dei giochino dei bambini ma se ne licenziano i padri e le madri che lavoravano in API, oggi in Tribunale per un concordato che da la misura dello spreco delle risorse pubbliche e del depauperamento cittadino. Si parla della chiamata ad assessore alla città metropolitana del sindaco, ma non si parla delle partecipate che facevano a lei riferimento come assessore prima ed oggi come sindaco che traboccano di debiti, e presto incapaci di rendere i servizi.
Insomma, oltre al danno la beffa: risorse pubbliche usate a scopo partigiano, e con decine e decine di migliaia  di euro a tutela di un ente che ha visto la stessa sindaco partecipe e compartecipe del disastro contestato.
Eppure alla famigliola i soldini non mancano per farsi il suo giornaletto e togliere le mani da quelli pubblici usati impropriamente...
RF

ULTIM'ORA: Rinviata l'udienza per D'Avolio

La giustizia italiana non smetterà mai di stupirci.
Dopo un anno e mezzo di indagini, all'udienza preliminare per dirimere sul rinvio a giudizio per abuso d'ufficio chiesto dal procuratore, apparentemente "derubricato" in ricettazione e concorso in ricettazione da parte del giudice, il giudice rinvia (al momento sine die) la seduta per difetto di notifiche!
Tra le riforme che bellamente attendono il Parlamento c'è quella sulla Giustizia, dove sia chi subisce i delitti, sia chi li perpetra non riesce ad ottenere rivalsa o risoluzione entro un termine accettabile.
Le centinaia di migliaia di codici e codicilli vengono impugnati dai rei per osteggiare il giudizio, ed intanto le comunità come quella di Rozzano, vittima di una spoliazione di decine e decine di milioni di euro, attendono inermi.
Ben sei avvocati erano presenti alla seduta, e c'era pure l'avvocato del Comune, dott. Chiarloni, incaricato per la costituzione di parte civile (a smentire la comunicazione di cui siamo venuti in possesso, a dire che il Comune ne subirebbe danni!), ma non c'era il Decaduto, impegnato (si fa per dire) in consiglio regionale, per una seduta abbastanza vuota, e con un ordine del giorno composto prevalentemente da mozioni ed interrogazioni.
Ogni scusa è buona per bigiare!
RF