venerdì 28 ottobre 2016

CONGUAGLIO: BUONE NOTIZIE, IL SINDACO, ALER E IL SUNIA AMA-NO I CITTADINI

Perché nascondersi dietro a un dito?
Il sindaco, Aler ed il SUNIA giocano a rimpiattino con i cittadini del quartiere popolare (che considerano, evidentemente, dei poveri deficienti).
Il gioco delle tre carte, in una fase così delicata per la sorte dei servizi del nostro territorio, pare addirittura paradossale.
Alzi la mano chi pensa che i tre soggetti là sopra siano ignari del fatto che costi del riscaldamento dipendano da AMA e dal suo intorcinato e clientelare sistema di gestione....
La cosa ci spaventa.
Il sindaco....vabbè, fa la sua partita da cialtrona, ma non si rende conto di esser al di là del ridicolo: rappresentante legale di AMA che fornisce il calore all'Aler in forza di un contratto capestro (per i "suoi" cittadini) rasenta il meschino...
Aler, che si presta a quest'operazione Tafazziana per la quale si fa dipingere come il "cattivo" o il "buon samaritano" che, sulla scorta dei buoni uffici comunali (!), concede di recedere da un conguaglio che ...gli ha fatturato AMA... Qual'e' lo scambio politico?
Ma, secondo noi, è il SUNIA che risulta del tutto servo del sistema attaccando, per contratto (!), sempre e solo l'Aler, e (a Rozzano, ma non solo) si maschera da Capitan Burrasca.
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e ringraziamo in particolar modo il Sunia....." spiega il sindaco di Rozzano Barbara Agogliati, che conduce AMA che fattura ad Aler che bolletta ai cittadini...che al mercato incontrò!
"Il SUNIA ha accolto positivamente la decisione di Aler per la sospensione dei conguagli relativi al riscaldamento" sottolinea il segretario del SUNIA, a fianco del Comune che conduce AMA che fattura ad Aler che bolletta ai cittadini che al mercato incontrò....
E poi lo sberleffo finale: "Ci auguriamo si possa, con il contributo di tutte le parti interessate, ottenere tariffe più eque e servizi migliori per gli inquilini": certo, perché i cittadini intendevano resistere alla riduzione del prezzo del riscaldamento, e il Sindaco insisteva per ridurre la fattura della "sua" AMA, così come Aler ci teneva a far sapere che preferiva mantenere le bollette ai valori più alti della nuova Città Me-troppo-litana per non perdere il record!
Insomma, grazie al nuovo assessore alle periferie dell'area vasta milanese, si fa pagare il conto più Sala-to a casa propria e andare a far propaganda in casa d'altri....
Nel frattempo a Gratosoglio la gestione del teleriscaldamento A2A ha portato il costo al metro quadro sotto i 10 (DIECI!!!) euro.
W il sindaco, W Aler e W il SUNIA (e ricordate, vi AMA-no tutti!!!)

RF

INCREDIBILE: AGOGLIATI COME SERRACCHIANI, SOLDI PUBBLICI PER IL SI!

Nello STILE dei proponenti, anche il sindaco di Rozzano si fregia del malcostume (sanzionato!) della sua vice segretario friulana Serracchiani, utilizzando strumenti e soldi per realizzarli pubblici per fare campagna per il referendum costituzionale.
L'ultimissimo Tutto Rozzano, uno strumento dell'amministrazione che teoricamente (sigh!) non dovrebbe esser dedicato alla propaganda, riporta il suo editoriale sviluppato a senso unico e senza alcun contraltare, nemmeno nelle pagine interne.
L'Agcom che ha sanzionato la Serracchiani per aver violato le regole della par condicio ed utilizzato la sede regionale per una manifestazione del SI (LINK).
Anche nel testo si capisce che si tratta di un vero e proprio scivolone:
"E’ una sfida anche il referendum costituzionale che si avvicina: il 4 dicembre saremo chiamati a scegliere sì o no alla riforma che elimina il bicameralismo. Io voterò sì, c’è bisogno di cambiare, di smetterla di vedere le leggi bloccate tra Camera a Senato, inutilmente. E c’è bisogno di abbassare i costi della politica. C’è bisogno di più efficienza.
Avvertiamo forte la necessità di dare maggiore voce ai Sindaci nel Parlamento per creare leggi migliori e più vicine ai territori e ai cittadini. Ecco perché io dico sì. E lo dico con la consapevolezza di un sindaco che ogni giorno si confronta con un sistema bloccato. E’ un piccolo passo. Ma sono i piccoli passi che permettono di percorrere una strada che ci porta al futuro."
Il pulpito è tale per cui a certe affermazioni vien solo da ridere (ad esempio sull'efficienza!).
Solite tiritere ma ...se le facesse coi soldi suoi e con un suo strumento di comunicazione... la sua pagina Facebook, ma non la comunicazione istituzionale!!!
Fossi i 5 stelle di Rozzano (come quelli friulani) o altri - che so, Stefano Apuzzo, ...diciamo! - la farei sanzionare...
RF

AMA: NON PAGA IL TRIBUTO PROVINCIALE E CHIEDE RATEIZZAZIONE

In omissione di parte del tributo 2014 e di quello del 2015, AMA era morosa verso la Città Metropolitana di 313mila euro.
Le floride finanze della partecipata non consentono nemmeno più di pagare i tributi nei tempi stabiliti.
Ecco perché, già il 24 maggio scorso, aveva richiesto all'ex provincia di accedere ad un piano di rientro che si sommerà al tributo 2016, visto che il rientro è previsto finire a marzo 2017.
La situazione debitoria di AMA, che ad oggi cumula circa 35milioni di euro, non consente certamente di dormire sonni tranquilli, soprattutto a quei cittadini che si aspettano di poter ancora ricevere quei servizi che dovrebbero esser erogati.
"Una società che non guadagna nulla, non ha prospettive di vita e di recupero con un debito simile" diceva Ferretti in Consiglio Comunale. "Dal 2002 ad oggi, AMA ha visto crescere il suo debito da 10 a 32 milioni di euro, ma il risultato non si è mosso da quelle poche decine di migliaia di euro di una gestione pessima".
Sulla storia del debito e degli eventi e personaggi che l'hanno generato torneremo a breve con una digressione storica che aiuterà a fare il punto.
Intanto, tra un piano di rientro e l'altro, chissà se i servizi verrano resi e per quanto....
RF


giovedì 27 ottobre 2016

API: CHI BATTE CASSA DAL GIUDICE? CORSI E RICORSI STORICI ATTUALIZZATI

Scorrendo la documentazione relativa al concordato API ci si imbatte in nomi che, abbiamo oramai capito, non sono spuntati per caso.
Tra questi i professionisti la fanno da padrone. Ma anche il "sistema Rozzano".
Ha avuto modo il consiglio comunale di ieri di occuparsene, citandone qualcuno nella fase di discussione del documento di modifica del piano concordatario presentato dal Pd.
Oltre a quelli già direttamente pizzicati nell'ambito del processo in fase di apertura per ricettazione in via Freguglia, tra i quali è presente l'ingegnere segratese Vito Ancora (che ha spaziato tra API ed AMA, tra RETE e ATECC, etc - cercate su RF), abbiamo altri notevoli personaggi, che muovevano da situazioni di favore per incarichi ricevuti per grazia divina.
Il primo e tanto in vista da esser citato dalla Corte dei Conti è il signor (mi scusino i signori) Gianotti. RF ne ha parlato da anni: abile venditore di ferrivecchi, assunto come dirigente, riuscì a affittare il rimessaggio degli stessi (senza spostarli!) dalla sua proprietà, continuando a far business con i mezzi e uomini Api pagati dalla collettività ma fatturando con la sua azienda CRC!!!
Le testimonianze in questa direzione si sprecano, e la documentazione acquisita dalla GdF può mettere in evidenza il notevole spessore del personaggio...
Poi troviamo, nelle pieghe dell'elenco dei creditori, il Liquidator n.1: Marco Gambato. Consulente del Gianotti in CRC, lo è diventato per API. Nel frattempo, per arrotondare, gestiva e prestava il nome al Decaduto per le sue aziende collaterali, finendo per (non)gestire la prima fase della liquidazione, riteniamo, a nascondere quel che non doveva esser fatto sapere.
Il successivo ed interessante nominativo, molto più di attualità, che ritroviamo nell'elenco dei questuanti alla cassa del giudice, è il dott. Valla. Presente in ogni società dove ha brillato per il supporto alla capacità di....generare debiti, da API ad AMA, in forma di consulente fiscale o similari, saltava da Rozzano a Milano per approvare bilanci pubblici (suddetti) e privati (delle società del Decaduto), ed evidentemente prestava consulenze di alto valore, tali da produrre eccellenti risultati di business! Il Valla si manifestò a Rozzano in API in compagnia di Cristiano Agogliati, fratello del sindaco, che ebbe l'ardire di mettere a verbale la sua presenza (con la madre vice sindaco) nel 2006, mandando poi avanti il Valla e altri. Ma che c'entrano i due? Sono soci in affari nella LTA Advisory, società di consulenza dove compaiono anche Pandolfi (gestore dell'immobiliare proprietaria di gran parte dei negozi piazza Alboreto) e Daccò, che rappresenta le società fiduciarie che si possono far risalire al Decaduto. Se chiedevi informazioni per l'affitto di uno dei negozi suddetti, ottenevi direttamente risposte dal fratello del sindaco attuale!
Ma l'attuale amministrazione ed il sindaco non c'entreranno nulla.
RF

martedì 25 ottobre 2016

D'AVOLIO: RICHIESTO DAL PM IL RINVIO A GIUDIZIO PER RICETTAZIONE E CONCORSO

Un reato per il quale è prevista la reclusione da due a otto anni, questa  è l'accusa da cui scaturisce la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Massimo D'Avolio e della coniuge (insieme ad altri soggetti) per i quali è stato anche ipotizzato il concorso per la partecipazione plurima al reato ascritto.
Apprendiamo, infatti, che la richiesta è stata formulata lo scorso 19 settembre, e che nella vicenda risulta implicata l'azienda Antaros, che operava nei portici di piazzale M. Alboreto sotto le improbabili spoglie di un negozio di abbigliamento e in via Nilde Jotti, negli uffici antistanti la famigerata centrale del teleriscaldamento, sede di molte riunioni pubbliche che si tenevano... riservate.
Il Comune di Rozzano non sembrerebbe implicato, se non per il fatto che D'Avolio ne fosse il sindaco sino al 2013!
Il prossimo 8 novembre, nell'udienza preliminare, si svolgerà il dibattimento che aprirà la vicenda processuale.
RF

venerdì 7 ottobre 2016

DOPPI INCARICHI. L'assessore Imprenti assunta da Sala. "Inopportuno", dicono i sindacati

Durante il tentativo di "scalata" dello scranno al consiglio della Città Metropolitana da parte del sindaco di Rozzano nella lista C+ per le elezioni di via Vivaio, esce oggi la notizia che il suo assessore, Fiorella Imprenti, viene chiamata nella squadra dell'assessore milanese Cristina Tajani. 
Un assessore che serve un assessore!
Come riferisce Libero, creando polemiche sindacali per il doppio incarico, lecito, ma improbabile, l'infornata di nuove figure di dirigenti esterni coinvolge l'assessore rozzanese che, visto che a Rozzano non c'è niente da fare sul lavoro (!), non trova nulla di meglio che andare ad occupare un posto nella giunta Sala.
I sindacati sono in agitazione per come Sala sta gestendo questa nuova infornata di dirigenti a chiamata nello staff della giunta Pd. Mansi (delegato RSU a Palazzo Marino): "E' vergognoso che in Comune si assumano persone con doppio incarico e un doppio stipendio", recita sdegnato. La Imprenti percepirà il 50% dell'indennità a Rozzano. "Doppio incarico lecito ma scelta inopportuna".
Cristina Tajani, Sel, ha sostenuto Sala sin dalle prime ore, e ha riconfermato molto personale giunta Pisapia. 
Ora il problema si pone, ad esempio, per gli orari del Consiglio Comunale (le 15.00 dall'inizio della consiliatura), delle giunte e della relazione con gli uffici. A meno che non faccia male l'uno e l'altro, ma tutto....a spese nostre!
Continuare a far incazzare i sindacati, da parte del PD e, in questo caso,  di Sel, non mi sembra proprio un modo intelligente di ricompattare a sinistra!
RF 

giovedì 6 ottobre 2016

RISCALDAMENTO. SIRAM si scalda in panchina con l'appalto comunale. Prove di salvataggio

In attesa del concordato (fallimentare?) API, l'amministrazione affida, indovinate un po', a SIRAM la gestione degli impianti termici comunali, la società indicata nel piano concordatario come disponibile a costituire con AMA la NewCo AMA Energia per la gestione del teleriscaldamento, riscattando beni (la rete) e mutui. Pensate un po' che, in un tempo non troppo lontano, l'assessore Ercoli denunciava che si costituivano società (proprio la NewCo di cui sopra) senza farlo sapere al consiglio comunale!!
39mila euro, proprio appena sotto la soglia (40mila) per non fare la gara....!
L'offerta, evidentemente, per non complicare troppo il lavoro (!) l'han chiesta solo a SIRAM, che, guarda caso, ha proposto proprio mille euro sotto soglia.
Invece di incaricare AMA, con il suo notevole direttore tecnico, laureato in ingegneria civile ma pagato per gestire le caldaie, trovano la scorciatoia per mettere in panchina SIRAM, così da consentirle, dopo il (non) salvataggio con le caldaie di supporto installate in via dei Lillà lo scorso anno per Aler, di scaldare i motori.
Nel frattempo, dopo aver avuto appalti da AMA per la manutenzione della rete (39mila euro, dal 4.12.2015 al 15.04.2016), per uno scambiatore alla centrale in via Lillà (14mila euro) e per le inutili caldaie di salvataggio di via Lillà senza gara per 324mila euro, comportamento segnalato dalla Corte dei Conti alla Procura nell'ultima delibera (caldaie che lo scorso anno non hanno sostanzialmente funzionato per il caldo - chissà quest'anno) ha indicato una sede aziendale a Rozzano (SIRAM Spa V. LOCALITA' PERSICHETTO,20089, Rozzano, MI Italia)!!!
Odora tutto di sospetto lontano un miglio.
Intanto la Corte dei Conti stessa (pag. 13), dopo Aler, ha fatto presente che non si possono fare i conti senza l'oste: il contratto Aler-Comune di Rozzano non può passare alla NewCo automaticamente perchè occorre una gara publica: un conto è un contratto tra Enti (e sue partecipate al 100%, come AMA e, nel passato, CSI di Aler), un conto è una società con privati.... 
Certo è che Siram, lo scorso anno, ha vinto la gara Consip di Aler per il servizio energia per le sue 157 centrali termiche: 85 milioni per sei anni (15/04/2015, Det. 208/15). Potrebbe gestire anche una centrale termica in più, per conto di Aler, quella di Rozzano, se AMA ed il Comune togliessero le loro adunche mani dal teleriscaldamento. Ah, già: ci son di mezzo quasi cento milioni di debiti!
Interessante.
E l'onda sale....
RF

mercoledì 5 ottobre 2016

CORTE DEI CONTI. Trentamila euro di denari pubblici per difendere interessi privati contro la Corte dei Conti

Verrà incaricato dal dirigente per gli affari generali del Comune (Det. 2512 del 30/09/16 e delibera di Giunta 161) per la modica cifra di 30 mila euro di denari della collettività un avvocato per "elaborare e predisporre gli atti amministrativi per riscontrare controdedurre ed ottemperare agli inviti/osservazioni" della Corte dei Conti, che, con la sentenza 223/2016 ha sostanziato il fallimento delle amministrazioni degli ultimi dodici anni.
Con l'adduzione della scusa dell'art. 147bis del TUEL, la legge degli enti locali, relativo al Controllo di regolarità amministrativa e contabile che porta a DUE controlli distinti l'attività, il dirigente mette a spesa i 30mila euro per difendere l'indifendibile. Ma siamo già oltre le fasi dei controllo previste dalle norme ordinarie che giustificherebbero l'impegno di tale speso nel bilancio pubblico.
Metter questi denari per dimostrare che (dal art. 147 e 147bis) "il rilascio del parere di regolarità tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa da ogni responsabile del servizio" e "il rilascio da parte del responsabile del servizio finanziario, del parere di regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria" in prima fase, e le "Determinazioni comportamenti impegno di spesa", gli "Atti di accertamento dell’entrata", gli "Atti di liquidazione della spesa" e i "Contratti ed altri atti amministrativi"in seconda battuta non sono bastati a limitare i danni delle amministrazioni del Decaduto e di madame Continuità, vuol dire buttare soldi pubblici per difendere interessi privati.
Questi denari dovrebbero metterli i sindaci, i segretari comunali e i dirigenti che hanno permesso tutto quanto descritto dalla Corte e denunciato alla Procura contabile, e se, venissero accertate le responsabilità come ci attendiamo, questi 30mila dovranno essere sommati al valore del danno erariale che verrà presentato ai responsabili.
Il Comune di Rozzano continua a spendere decine e decine di migliaia di euro in avvocati per opporsi agli atti di chi ha iniziato a verificare ciò che è stato prodotto in questi anni: sino a quando procederanno imperterriti senza dar conto e senza spiegare alla città questo (almeno) sperpero?
Dignità vorrebbe che si mettessero da parte e chiamassero un Commissario.
Tra poco ci sarà un consiglio comunale, dove, invece di discutere la sentenza 223 come priorità (cittadina) l'hanno relegata all'ottavo punto all'ordine del giorno. Vorremmo sapere quale saranno state le linee guida fornite all'avvocato 30mila per controdedurre le notizie di reato indicate...
RF


AZIEDE. AMA e API: sprechi e favori nelle assunzioni di personale. Competenze? Un di cui.

Ama si dimostra fucina di sorprese. Più e più volte abbiamo sottolineato come la selezione del personale ed il numero dei dipendenti non sia il frutto di scelte imprenditoriali e di servizio alla collettività, ma ci si aspetterebbe una qualche forma di pudicizia per rispetto di quei cittadini onesti (già, ce ne sono ancora) che combattono quotidianamente per la loro sopravvivenza avverso le congiunture, la corruzione e le clientele.
Dopo aver pubblicato il bilancio 2015, nel quale Ama attestava la riduzione del personale da 103 a 93 unità, apprendiamo dai dati pubblici disponibili tramite la Camera di Commercio che, nonostante la forte crisi che attanaglia l'azienda, le sue controllate e collegate, si son permessi di portare il numero degli assunti a 126 (!) ben il 22% in più rispetto al 2014 e il 35% in più rispetto al 2015!
Di cosa si è trattato? Si è "pagato" oggi, alla vigilia di un periodo che sarà molto, molto travagliato qualche altro debito politico?
Questi dipendenti si sommano ad altri 100 avventizi e stagionali che, annualmente, vedono il loro contratto rinnovato per rendere servizi che la città ha sempre fornito, sino alla nascita della perniciosa Ama, nelle più leggere (ce ne accorgiamo oggi) maglie del Comune.
Ricordiamo poi che la maggior parte dei consiglieri comunali del Pd e della civica (?) di sostegno o sono dipendenti Ama, o hanno parenti di primo grado (raramente arrivano al secondo, meglio tener tutto vicino) in Ama o sono stati amministratori di Ama.... Nel passato ed ancora oggi continuano a votare, in pieno conflitto di interessi, sulle sorti del proprio stipendio e della propria sopravvivenza.
Ma non finisce qui.
Dopo aver fatto capire che a Rozzano ci son figli e figliastri con le discriminazioni alle quali abbiamo assistito durante la fase di smantellamento coatto di Api, dove i figli degli ex dirigenti, mariti di segretarie speciali e lacchè di corte si son salvato con trasferimenti da Api ad Ama anche forzando competenze per curriculum che non ne avrebbero consentito il passaggio (ingegneri civili ad occuparsi di tematiche da ingegneri meccanici ed esperti di termodinamica) e l'assunzione, ora vengono anche gratificati con "procure speciali".
Proprio quello che fu assunto con trasferimento perché speciale, con apparente funzione di responsabile tecnico per il teleriscaldamento, assume ora la veste di "procuratore" per le questioni sulla sicurezza e tecniche ("ricoprirà la funzione di responsabile tecnico di cui alle letter a), b), c) e d) del DM37/08"), e, dall'alto della sua esperienza in quel fallimento che fu API: "DOVRA' FORNIRE LA PROPRIA COLLABORAZIONE ANCHE PER LE SOCIETA' DEL GRUPPO AMA ED IN PARTICOLARE PER L'ESAME DEL PIANO INDUSTRIALE DELLA SOCIETA' AMA E DEL GRUPPO AMA.
Insomma, mentre risulta ancora in CamCom la figura dell'ing. Vito Ancora come RESPONSABILE TECNICO, nominato il 19/06/2002 con una durata in carica "ILLIMITATA" (paghiamo ancora qualcosa?), abbiamo la sovrapposizione di un altro responsabile tecnico senza competenze specifiche. Transeat (diceva qualcuno).
RF

domenica 2 ottobre 2016

AZIENDE. API, il giudice rimanda a dicembre l'assemblea dei creditori

Lo scorso 27 settembre si sarebbe dovuta tenere l'assemblea dei creditori di API, ma il giudice, su richiesta dei legali di API e del Comune, ha rimandato a dicembre l'appuntamento.
L'azienda, in concordato presso il Tribunale di Milano dalla fine del 2014 a seguito della citazione dei dipendenti per i mesi e mesi di mancata corresponsione degli stipendi, è stata oggetto di denuncia alla Procura anche da parte della Corte dei Conti, che, con l'ultima sentenza, l'ha, sostanzialmente, individuata come il principale veicolo di distrazione di decine e decine di milioni di denari pubblici, che hanno provocato il suo affossamento e sono in procinto di provarne quello di Ama. 
Con un effetto domino, il castello di crediti e debiti di API, fa si che AMA possa continuare a sopravvivere.
I denari, circa 2,5 milioni di euro l'anno, oggi, ma sino a 4 milioni in passato (dopo un accordo tra conniventi - tutte le aziende sono di proprietà del Comune, che ha permesso la mancata realizzazione del piano industriale sul teleriscaldamento) che AMA deve ad API non sono mai stati versati, ma se il concordato diventasse - per la segnalazione della Corte - un fallimento, i creditori esigerebbero il pagamento del dovuto e partirebbero le ingiunzioni sui debitori di API, tra cui AMA.
AMA è nella stessa situazione con Miogas, alla quale deve oltre 6,5 milioni di euro, e con Area Sud. Forte di una maggioranza delle azioni (il 60% in Miogas) detenute illecitamente per un'azienda ed un servizio (commerciale) che lo Stato aveva imposto di mettere sul mercato, rischia di meno, ma, come si dice in questi casi, è attaccata ad un respiratore artificiale, e, se venisse a mancare la corrente...
Ed ancora, in Area Sud, dove detiene il 49% delle quote, la situazione debitoria è di 2,8 milioni di euro, mentre verso Arco di “soli” 1,9 milioni.
La situazione Ama l’abbiamo già affrontata, ma ora, con la sentenza della Corte nelle mani del giudice concordatario e, dunque, il probabile fallimento API, occorre aspettarsi che i milioni che AMA dovrebbe tirar fuori per API e per riacquistare gli immobili pubblici (tra cui la piscina, le farmacie ed i centri anziani!!!) non arrivino da creative operazioni relative a Start Up per la gestione energetica (del teleriscaldamento) con società di altrettanta dubbia solidità (Simar è in profonda crisi, e comunque dovrebbe esser istruita una gara di appalto pubblica, non si scelgono i partner “a la cartè”), ma direttamente dalle casse del Comune….
Ci sono abbastanza denari, visto che l’incasso dei tributi e delle tariffe è stato trasferito alla sanguisuga clientelare AMA?

RF

ALER: AL TAR PER IL RISPETTO DELLE REGOLE. UN NIPOTE NON HA SUBENTRO AUTOMATICO

Ogni tanto qualche regola per l'assegnazione degli appartamenti Aler a Rozzano viene fatta rispettare, ma non è mai così semplice.
Il caso che si è presentato nei giorni scorsi al TAR è emblematico di un tentativo di forzare le regole oltremodo che, ovviamente, va a discapito delle persone che, spesso invano, attendono nelle liste compilate a seguito della verifica dei requisiti.
Il TAR ha, infatti, rigettato la richiesta di un cittadino, sig. S, che voleva subentrare nell'appartamento abitato dallo zio che, nel frattempo, aveva cambiato residenza andando a Vellezzo Bellini.
Questo è un diritto normato dalla Legge Regionale sull'ERP e dal suo regolamento n. 1/2004 e successive modificazioni.
ALER ha rigettato l’istanza del ricorrente evidenziando che “non sussistono i presupposti previsti dall’art. 15, co. 2 bis R.R. n. 1/2004 per la regolarizzazione contrattuale”. Infatti la richiesta andava ben oltre il consentito dalle regole.
Il sig. S. dava per scontato che per il solo fatto d'esser congiunto, ovvero nipote, del precedente occupante, poteva aver diritto all'assegnazione automatica. Non è così.
I giudici amministrativi hanno ricordato che occorre una precedente convivenza e che, (ma valeva solo sino al 2010) doveva esser presentata istanza di subentro.
Il caso in discussione al TAR si riferiva a fatti del 2003 (!), quando lo zio si spostò nella nuova residenza due mesi prima della successiva occupazione del sig. S.
Questo fatto, facilmente desunto dai giudici dalle carte amministrative (che non si capoisce come mai l'avvocato del sig. S. non aveva provveduto a verificare) viene ulteriormente sottolineato dai giudici.
Oltre all'importanza delle regole, ci preme qui sottolineare come, un caso del 2003 abbia trovato soluzione solo nel settembre 2016, tredici anni dopo!!!
La giustizia deve certamente trovare il modo di velocizzarsi. Se il sig. S. non avesse avuto altra disponibilità abitativa, cosa avrebbe fatto?
RF

sabato 1 ottobre 2016

COMMERCIO: CAPROTTI, A ROZZANO UNA DELLE ULTIME TRIBOLAZIONI DELLA SUA IMPRESA

Il giorno dopo la morte del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, ricordato da tutta la stampa italiana come l'inventore del supermercato in Italia e vero innovatore contro lo strapotere politico e fiscale delle coop (ricordiamo il suo libro "falce e carrello", ed. Marsilio, 2007), crediamo opportuno ricordare le sue vicissitudini nella nostra "Stalingrado del Sud Milano", dove ha costruito uno degli ultimi supermercati.
Il negozio di via Manzoni è, a causa di questo, ancora monco per la mancanza delle autorizzazioni per l'esercizio di uno spazio commerciale di cui al progetto presentato sin dall'inizio.
La storia ha dell'incredibile, e ricalca ciò che il brianzolo ha riportato anche nella sua memoria scritta: ogni volta che la sua catena retail si avvicinava ai territori controllati da quel che fu il PCI, prima, e PD, oggi, si scontrava con dinieghi che avevano dell'incredibile. E Rozzano non ha fatto differenza.
Lo trattammo estesamente su RF.
In breve. Per evitare questioni sin dal principio, faceva presentare i piani di iniziativa commerciale da società fittizie, proprietà di fiduciarie che nascondevano l'imprenditore. Questa strategia, in qualche caso, portava al successo ed all'apertura senza troppi traumi, in altri casi (come in quello di Rozzano), non appena qualcuno faceva presente all'amministrazione la sua presenza, si palesava la necessità di inserire nelle capienti maglie della burocrazia, la normina per non fargli fare lo sviluppo previsto.
Nel nostro territorio immaginiamo vi sia stata la "soffiata" di Brunelli, ex compare negli anni sessanta, di Caprotti, e poi proprietario di FinIper, a protezione del suo Fiordaliso.
Come sia girata l'informazione non sarà mai dato sapersi, ma, sta di fatto che, da quel momento, gli amministratori piddini han fatto carte false per cercare di bloccarlo, sino a beccarsi una condanna dal Tar, che li ha costretti a mollare la presa e a far procedere Esselunga sino all'apertura.
Nonostante questo, resta in vigore un regolamento del commercio che ne blocca l'espansione completa. Visitando il negozio si notano subito gli ampi spazi inutilizzati, che avrebbero dovuto accogliere una galleria commerciale che invece non si è potuta fare.
Nei vari post di RF trovate i dettagli di una vicenda che ha dell'incredibile e che racconta una parte della storia imprenditoriale di Bernardo Caprotti, un imprenditore che non se ne troveranno più in Italia, perchè, un imprenditore (vero) non perderà più tempo lottando contro la burocrazia, il malaffare e l'interesse tutt'altro che pubblico di un Paese con una classe politica miope ed incapace di riconoscere il merito e la qualità.
Nonostante questo e nonostante tutto, Caprotti lascia al Paese l'azienda nel settore della grande distribuzione organizzata più solida e remunerativa d'Italia, con un livello di soddisfazione dei dipendenti tra i più alti, ed una qualità dei prodotti eccellente.
"Uomo geniale e tenace che ha saputo farsi amare anche dai suoi tantissimi dipendenti, è stato capace di creare e custodire "gioielli" di immenso valore: i mitici supermercati ESSELUNGA, da sempre uno dei piu grandi nomi del nostro territorio, ed una grande garanzia di qualità" ci ha riferito un nostro amico intimo della famiglia. "È stato grande onore poter dire di aver conosciuto un Uomo di tale spessore, un abbraccio!".
RF