domenica 28 febbraio 2016

DECADENZA. Un liquidatore è per sempre. Gli intrecci tra le partecipate e aziende private

Il liquidatore dimissionario di API, fa sapere che non era lì per caso.
Nel mentre prendeva uno stipendio non proprio banale per liquidare la partecipata (senza successo, ma portandola nelle mani del Tribunale fallimentare), dopo averne gestito le paghe sin dall'inizio (2006, come ex gestore paghe della CRC del poi dirigente Gianotti!), provvedeva, lo scorso luglio 2015, a presentare come delegato con procure la liquidazione per cessazione attività della Antaros, la società/negozio della moglie del Decaduto.
Sempre intrecciato alle vicende dell'ex sindaco, ne curava gli interessi in molte delle sue attività.


Una storia che non poteva reggere, soprattutto per la mancata adozione della "stepchild adoption": il Liquidator era un figliastro che doveva essere adottato per continuare a tenere sotto traccia certe attività. RF

sabato 27 febbraio 2016

SOLDI PUBBLICI. Gare d'appalto? No, grazie. Tutti gli 8,5 milioni spesi dal comune affidati senza gara

Alla data odierna dell'aggiornamento dei dati che il Comune deve rendere disponibili secondo il comma 32 dell'art. 1 della Legge 90/2012, ben 8 milioni e mezzo di euro sono già stati assegnati per servizi e acquisti dal Comune di Rozzano senza fare uno straccio di gara.
Una prassi consolidata, che, per l'intero anno 2015, poco si è discostata dalla totalità dell'importo speso.
Per il 2016, si va dai 7 milioni ad Ama per il cosiddetto "Riconoscimento costi operativi di gestione e costi comuni relativi ai servizi amministrativi" ai 42 mila euro dei servizi di reperibilità e pronto intervento, dai servizi cimiteriali a quelli per il costante e continuo massacro arboreo sul territorio passando per i giochi dei parchetti...
Insomma, un florilegio di iniziative per il "decoro" cittadino (si è cominciato a sistemare i cimiteri) che, avendo aspettato troppo, ora si vedono costretti a realizzare velocemente bypassando ogni procedura?
Lo "affidamento in economia" e lo "affidamento diretto" sono le formule scelte, perchè si sono impegnati a non superare (quasi) mai gli importi che imporrebbero, a prescindere, la gara. Per tutto, quindi, alla faccia della trasparenza e della terzietà, una assegnazione ai soliti noti, o ai già fornitori o...
Spicca, come detto, l'affidamento diretto ad Ama di servizi che, se comprati sul mercato, costerebbero almeno la metà. Un vero sperpero di risorse pubbliche.

mercoledì 10 febbraio 2016

AZIENDE PUBBLICHE. Chiude Infoenergia per...mancanza di quote!

Operatori Infoenergia a Busnago
Ecco un esempio di scempiaggine pubblica di tipo diverso da quelli a cui siamo abituati.
Si tratta della messa in liquidazione della "Rete di sportelli per l'energia e l'ambiente scarl", una società consortile interamente pubblica che, sin dal 2006, ha ben operato supportando i comuni, soprattutto di dimensioni medio piccole, operante nel settore dei servizi energetici integrati, capace di definire e realizzare concretamente azioni per migliorare la gestione della domanda di energia mediante la promozione dell'efficienza energetica, favorendo un migliore utilizzo delle risorse locali e rinnovabili nonché a migliorare la protezione dell'ambiente.
Bilanci sempre positivi, dove, alle entrate (quasi) sicure garantite dalle quote dei Comuni del consorzio (tra cui Rozzano, con una quota dell'1,34%) e dalla ex Provincia di Milano e Monza Brianza, si sommavano quelle per i controlli energetici negli edifici pubblici.
La decisione politica di non continuare a sostenere la società da parte del nuovo Sindaco Metropolitano (Pisapia) ha, a partire dalla gestione 2015, affossato la capacità economica della scarl, venendo meno il contributo delle entrate dai controlli degli impianti termici della ex Provincia di Milano, che, di fatto, hanno affossato la società.
Tanto a Rozzano non è mai servita: c'era il binomio AMA/API!

domenica 7 febbraio 2016

TELERISCALDAMENTO. AMA non molla la presa. Sempre più a rischio gli immobili pubblici

Per mantenere la possibilità d'avere strapuntini per politici (tipicamente) trombati e un "prestigio" istituzionale nella relazione con Aler, AMA (ovvero il PD tramite l'amministrazione), invece di fare un deciso passo indietro rispetto alla fallimentare gestione del teleriscaldamento, continua a ipotizzare operazioni di finanza creativa contro i cittadini.
E' infatti confermata, nell'ambito del procedimento API, l'ipotesi per la formazione di una nuova società con un terzo (Siram?) dove far confluire i contratti AMA stipulati con Aler e altri in essere (Fiordaliso) e dove indirizzare la proprietà della rete del teleriscaldamento di API, oggi "sequestrata" nella procedura del Tribunale.
La proposta fa di nuovo capolino negli atti depositati al Tribunale di Milano nel corso della procedura di fallimento API, per la quale il Comune, tramite il Liquidatore (dimessosi all'inizio di gennaio) ha chiesto il concordato preventivo. In corso di valutazione, dovrà essere formalizzata entro il prossimo 23 febbraio.
La rete fa parte del patrimonio di API che deve esser valutato per determinare quanto può essere ottenuto per il concordato o il fallimento. Una società di ingegneria, CSD Engineering, è stata incaricata al proposito. Vedremo quale sarà il valore peritato.

giovedì 4 febbraio 2016

AZIENDE. Un Bar in Cascina per gli amici attrezzato di tutto punto: rinnovato il contratto

A chi non piacerebbe aver la possibilità di uno spazio prestigioso come la Cascina Grande per un Bar ed una sala per serate con una fornitura completa di attrezzature, luce, gas e riscaldamento tutto compreso in un canone, in proporzione, da casa popolare?
Questo è quello che succede a Rozzano se sei un "amico", ma per farlo è meglio non dare nell'occhio. Quindi? Si usa la partecipata e si infratta tutto!
La Cascina Grande, lato "nuovo", con galleria espositiva, sala conferenze e servizio bar fu affidata ad AMA dal consiglio comunale nel dicembre 2011, e, dopo un mese, fu fatto il contratto di servizio tra il Comune e la società.
Siccome c'era da sistemare la questione degli amici, AMA ritenne che "per meglio espletare il proprio mandato", fosse opportuno "affidarsi ad operatori specializzati nella gestione tecnica del centro stesso". Leggasi: "siccome se c'avesse pensato il Comune dovevo fare la gara, allora è meglio darlo ad AMA che lo affida senza nessun bando!".
E così avvenne.