mercoledì 21 dicembre 2016

CASCINA GRANDE: nuova gestione? Tempi sospetti, probabilmente gara già decisa...

Insomma, se vi fosse stato vero interesse nel cercare una soluzione alternativa o diversa all'attuale gestore (già selezionato nel passato tra gli amici della famiglia del sindaco), non si sarebbe pubblicata una "indagine conoscitiva e di mercato" al fine di favorire "processi partecipati" il giorno 16 dicembre 2016 con un contratto in scadenza il 31 dicembre!!!
Ha il sapore salmastro della presa in giro.
Ogni volta che capitano queste cose, protette con l'apparente correttezza delle carte, e sempre sotto le feste o le ferie, il sistema di tutela degli interessi collettivi cade giù come un castello di carte.
Questi signori fanno strame dei concetti millantatati in ogni dove relativamente alla trasparenza ed alle decisioni improntate alla difesa dell'interesse generale.
Tutta l'ala "nuova" della cascina grande, con portico saloni al piano superiore ed inferiore e bar attrezzato di tutto punto con tanto di concessione di ramo d'impresa, erano oggi appannaggio della Ferdis srl, che, visti i risultati economici di scarso rilievo, ha ben pensato di mollare il colpo.
AMA indica che l'affare sarà per chi pagherà i circa 35mila euro di affitto all'anno e si proporrà con un adeguato (?) progetto culturale.
AMA, dal 2011, dovrebbe occuparsi di realizzare i servizi culturali, ma a fronte di una programmazione che il Consiglio Comunale doveva realizzare, secondo dei principi che lo stesso avrebbe dovuto avallare.
Come al solito, in ossequio alla partecipazione e alla trasparenza, il Consiglio Comunale non ha mai deliberato o proposto alcun programma culturale, e AMA, alla chetichella, se ne è sempre occupata in piena autonomia, depauperando la città delle indicazioni e della discussione pubblica.
La cultura è roba loro.
Ma forse, ed a ragione, hanno pensato che discuterne in Consiglio, in quel consesso di menti colte ed eccellenze assolute, deve essere tempo perso.
Vedremo cosa sarà successo durante le Feste, ovviamente in piena trasparenza...
RF


giovedì 15 dicembre 2016

SEI UNO ZERO, punto e a capo. A Ponte Sesto vince l'Isola di Man

Con la sentenza del TAR della Regione Lombardia dello scorso 23 novembre 2016 (n. 02180/2016), l'ambito denominato AT2 - Ponte Sesto del PGT torna a prevedere la volumetria originale.
Ma questa notizia non compare sul giornaletto dell'amministrazione.
I giudici amministrativi, a seguito del ricorso della proprietà, la FEAL srl, hanno fatto cancellare il limite dei 100 appartamenti previsto in tale sito di "espansione" riportando le capacità edificatorie al valore originale previsto di 67mila metri cubi.
La FEAL, un'azienda che vede come azionista di maggioranza una società con sede legale nel paradiso fiscale dell'Isola di Man, ha portato il Comune alla sbarra per una serie di motivi legati, prevalentemente al danno economico che questa avrebbe subito non prevedendo, il PGT, nessuno strumento compensativo al fine di poter utilizzare altrove (come indicato nella relazione accompagnatoria) la capacità edificatoria sottratta con la limitazione imposta in appartamenti e non in mq (SLP).
Infatti, i giudici si sono espressi in questi termini: "la decisione di introdurre un limite massimo al numero di alloggi realizzabili in determinato ambito debba essere congruamente motivava dall’amministrazione la quale, come ha già avuto modo di affermare la giurisprudenza, dovrà specificamente valutare anche se la SLP per singolo appartamento risulti proporzionata alla realtà del mercato immobiliare". Il Comune, cioè, ha difettato nella fase di definizione delle modalità di realizzazione del limite.
Dunque il TAR sentenzia che "la domanda di annullamento [del limite, ndr] deve essere accolta e, per l’effetto, la delibera n. 26 del 12 dicembre 2012 va annullata nella parte in cui prevede che nell’ambito AT2 Pontesesto possa essere realizzato un numero massimo di alloggi pari a cento."
La delibera in questione è quella del Consiglio Comunale che approvò il piano di governo del territorio, che definì l'ambito di trasformazione avente destinazione, perlopiù, residenziale denominato “AT2 Pontesesto”, per il quale era prevista una capacità edificatoria pari a complessivi 12.500 mq. di superficie utile.
Ora si torna al passato, e i costruttori avranno a disposizione 67.700 mc, corrispondenti a circa 350 appartamenti...!!!
La "resistenza" del Comune era stata affidata al noto Cerami, avvocato di riferimento per ogni questione spinosa territoriale dei tecnici e dell'amministrazione.
Tra viabilità e trasporti al collasso e smentite di ambiti di trasformazione abbarrocciati (ricordiamo la disgraziata vicenda dell'ambito di viale Campania/Cascina Follazza ed ora l'AT2), forse sarebbe ora di iniziare a pensare di rifare da capo il PGT!
RF

martedì 13 dicembre 2016

AMA Rozzano: la storia economica (in attesa del Giudice)

Siccome c'è troppa gente e troppi cittadini (anche i cosiddetti primi) che danno aria alla bocca pensando che si tratti dell'orifizio opportuno per certe osservazioni (quando invece dovrebbe tacere o usarne un altro visto il rumore che producono), riteniamo di fare un servizio pubblico mettendo a conoscenza di tutti la tragica storia economico-finanziaria (e clientelare) della principale partecipata rozzanese.
Lo facciamo anche per dare un contributo di chiarezza al povero giudice che, con la patata bollente del fallimento API tra le mani, deve prendere una decisione a garanzia dei creditori, primi tra tutti i cittadini stessi (che vedono a repentaglio i propri denari) e gli ex lavoratori.
Per farlo abbiamo prodotto due grafici facili facili, a prova di....cocker!
I dati derivano dai bilanci dell'azienda (CamCom).
Partendo dal 2001, quando ancora Massimo D'Avolio (gran ciambellano della fase di decadimento totale dell'azienda cittadina) era un semplice assessore arruffone che stava preparando i piani immobiliari speculativi che l'avrebbero visto protagonista a Rozzano in collaborazione con CMB e altri palazzinari e speculatori, possiamo osservarne l'interessante evoluzione, senza errori di parallasse dovuti alla distanza sempre troppo ravvicinata o addirittura per l'esistenza di un telo di omertà intorno alla realtà delle cose.
Non useremo troppe parole, e ci limiteremo a farvi guardare il grafico e, per i più volenterosi, mostriamo la tabella dei risultati con un potente benchmark con il resto delle multi utility italiane, analizzate dal MISE e dall'ENEA.
Si resta esterrefatti: come affacciarsi da...un burrone!
Oltre di esso, il vuoto.
Per i meno avvezzi all'utilizzo degli indici di bilancio, che son serviti per rendere oggettiva la comparazione, riportiamo alcune definizioni nel post scrittum.
L'indecenza si rivela, con particolare vigore in prossimità delle tornate elettorali davoliane e pinardian-agogliatane: 2004, 2009 e 2013. In corrispondenza di quegli anni si verifica sempre un'espansione dei debiti e un incremento dei crediti: clientele pure.
Inoltre, per la voglia di fare impresa (male) si assorbivano i colpi delle chiusure e riassorbimenti di RETE (con eliminazione dei crediti e incorporazione di perdite milionarie), compravendite azzardate e spesso illecite di quote (Miogas), improbabili accordi commerciali con aziende definite - dall'attuale sindaco, all'epoca assessore - "carrozzoni clientelari e fatiscenti" (Aler, ndr).
Una gestione che, a partire dal 2005, non ha visto più nemmeno un indice di redditività in linea con le medie italiane. Anzi. Se almeno prima il ROE, ovvero il ritorno economico dell’investimento effettuato dai soci dell’azienda (i cittadini) era abbastanza buono, da li innanzi non solo si è sotto performato rispetto al settore, ma (e basta guardare le curve dell'indebitamento stra crescente e del credito in deterioramento sempre più forte) si è realizzato una costante sottrazione di risorse dal socio (i cittadini) dicendo che si rendevano dei servizi, ma in realtà, per cercare di compensare i costi fuori controllo e coprire in parte i debiti, li si facevano pagare sempre di più. Alla faccia del cavolo!
(Clicca per ingrandire)
Meglio, ormai, comprare i servizi (tutti) sul mercato, costano molto meno (vedere l'esempio eclatante del teleriscaldamento, ad un valore ormai fuori da ogni logica per gli inquilini Aler a 27 euro/mq!).
Ed è quello che dovrebbe fare il Comune: mandare al diavolo AMA e tornare a dedicarsi ai cittadini.
Ma, un po' come ad altri e più elevati piani: ormai il livello di dipendenza dal voto di scambio è talmente alto che nessuno ti voterebbe se non per avere un vantaggio diretto....
Per carità di patria non abbiamo esaminato gli altri indicatori strategici che MISE ed ENEA hanno valutato per le multi utility italiane (sostenibilità sociale ed ambientale e la comunicazione).
Ma qualcuno (oltre ad RF, naturalmente, come GdF, Corte dei Conti, qualche oppositore e il giudice del Tribunale fallimentare di API) se ne è accorto.....oooopss!
E questa è la democrazia del Pd rozzanese, ben rappresentato dal consigliere regionale (a processo per una inezia rispetto a questo danno alla città ed alla smisurata crescita dei suoi averi) e dall'insipiente sindaco attorniata da incapaci.
Torneremo con un e-book sulle principali tragedie di chi.... AMA Rozzano.
RF


P.S. Ecco una breve spiegazione degli indici che abbiamo usato per la comparazione:
ROE (Return On Equity) - indica se il capitale impiegato produce un risultato economico interessante rispetto al mercato ed alle attese dei soci investitori (è meglio mettere i denari nell'impresa o comprare i servizi sul mercato?). E' un indice di attrattività di investitori ... (ma AMA, ormai, non attrae nemmeno se espone "u' pilù")
ROI (Return On Investment) - Indica se l'azienda riesce a retribuire i capitali propri ed in prestito (!) con le proprie attività dette caratteristiche. Se non lo fa .....semplicemente non ripaghi i debiti!!
ROS (Return On Sales) - E' la capacità di remunerazione dalle vendite, che dipende dalle "politiche di vendita" (di solito non clientelari!) adottate.

venerdì 9 dicembre 2016

API AL FALLIMENTO? INTANTO IL GIUDICE CHIEDE SE AMA TIENE

Con il Decreto del Giudice del Tribunale di Milano del 1 dicembre scorso, viene rinviata la convocazione dei creditori di API secondo la procedura di concordato in bianco richiesta dal Comune di Rozzano perché deve essere valutata la "Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura " (art. 173 legge fallimentare).
Doveva tenersi il prossimo 12 dicembre, ma, stanti le evidenze, "questo concordato ...non s'ha da fare". Ma non l'ha detto  don Abbondio, bensì il Giudice, con ben altro piglio!
Le novità che il Giudice non ha potuto esimersi dal valutare sono quelle chiaramente apparse con la sentenza della Corte dei Conti dello scorso agosto e un'istanza di Gas Più Distribuzione che, dopo aver perso la possibilità di gestire il servizio di distribuzione del gas assegnato (a seguito di molteplici sentenze) a 2I Rete Gas, richiama ora il possibile danno e la truffa perpetrata a suo danno per una sottrazione della disponibilità della rete con atto ordinario e non straordinario come dovuto per una società in concordato.
Al di la della pervicacia di Gas Più Distribuzione (oggi retta e condotta da...), alla quale il Giudice non da molto peso in quanto esiste comunque un fondo  rischi da 8 milioni, esiste una serie di osservazioni che entrano ben bene nel merito delle questioni che ormai stanno portando AMA al dissesto.
Il Giudice, con l'indagine della Procura della Corte dei Conti ancora in corso, dice che sarebbe bene avere "un chiarimento definitivo della situazione economico-finanziaria e patrimoniale di AMA, società pubblica che sta attraversando un periodo di intensa difficoltà di cui si ignora la portata e l'entità e...che solidità abbia (in quanto essa deve acquistare i beni di API e pagare i debiti verso la stessa, fondamentali per il concordato)".
E già così sarebbe abbastanza.
Ma c'è di più.
Si ventila la possibile nullità del finanziamento per il teleriscaldamento (usato per ripianare debiti e non per lo sviluppo della rete), che, usato abusivamente, determinerebbe la restituzione ai finanziatori.
Poi si sottolinea l'incerta definizione dei debiti per i derivati in pancia ad API...
"Sussistono dubbi non inconsistenti sulla capacità della Società di assicurare ai creditori il 20% del debito"!
Di questi giorni il rilievo, ad esempio, dello stato dei mezzi di API al "protone delle pecore" della cascina Follazza, che son stati fatti oggetto di cannibalismo da parte dei soliti noti. Potenzialmente vendibili, allo stato di fatto, dopo l'asportazione dei pezzi buoni ridotti a ferraglia: tutti soldi della cittadinanza buttati nel cesso.
Ma il sindaco continua a tenere tutto per se, salvo chiedere alle opposizioni di votargli a favore della relazione inviata al Giudice per l'integrazione del concordato ma completamente respinta per insussistenza evidente rispetto alle nuove evidenze...
Sembra che, finalmente, dopo anni di denunce di RF, di alcuni (pochi) consiglieri, comitati (Occhi Aperti) esposti, denunce e querele, si palesi la verità giudiziale.
La convocazione al 15 marzo 2017.
RF

Lavori pubblici: asfaltatura da rifare in un mese

Meno di un mese per tornare come e peggio di prima.
L'asfaltatura della rotonda in Via Manzoni all'altezza del cantiere del costruendo Eurospin è già ridotta come le strade delle povera Aleppo....
Migliaia di euro si buttano nel cesso senza problemi, a dispetto del momento critico e del bisogno, magari, di destinare diversamente tali denari.
Bloccata per un giorno la viabilità durante le ore di punta, creando disagio ed inquinamento aggiuntivi, per ritrovarci a dire "meglio non farla!".
Ci piacerebbe sapere cosa ci fosse stato scritto sul capitolato di appalto (se si è fatta la gara!) e se è stato fatto un qualche controllo sulla (scarsa) qualità del lavoro.
Ci chiediamo a cosa servono gli assessori preposti, perché vengono pagati e se governano i processi.
RF

CITTA' METROPOLITANA. Agogliati: 40 giorni dalla nomina. Nulla di pervenuto, le periferie non hanno problemi

Siamo al quarantesimo giorno dalla nomina strombazzata del sindaco di Rozzano a consigliere delegato della Città Metropolitana ai temi delle periferie, delle politiche dell'abitare e delle reti per lo sport.
In questo primo mese e poco più il nostro sindaco non ha - come sospettavamo - fatto un beato nulla!
Nessun atto è pervenuto.
Forse si starà impegnando a comprendere di cosa si tratta o predisponendo degli atti particolarmente ponderosi e degni di molta attenzione, ma, invece, riteniamo che i problemi locali rozzanesi abbiano prevalso su quelli dell'area vasta.
Al contrario, a parte l'altro sindaco Pd Siria Trezzi, di Cinisello Balsamo, appena posta sotto indagine dalla Procura di Monza per sospetti reati contro la pubblica amministrazione nella sua città su questioni di compravendite territoriali con lo zampino del marito (!), i consiglieri non-sindaci come, ad esempio, Pietro Mezzi ed Arianna Censi, son stati gli unici a distinguersi per impegno e qualche primo risultato.
Ma il problema è comune a tutti i sindaci consiglieri delegati. Oltre alla rozzanese e alla Trezzi, anche Vassallo (Bollate e Maviglia Roberto (Cassano d'Adda) son riusciti a non combinare niente in questo periodo.
Unica votazione e presenza, il 26 ottobre alla loro nomina.
Ah, che belle le lezioni di secondo livello a doppio o triplo incarico...!!!!
RF

mercoledì 30 novembre 2016

FIERE E MERCATI: un "nuovo" regolamento per ...continuare come prima, e posteggi abusivi.

Posteggio abusivo, con occupazione  in eccesso di spazi abusivi
A Rozzano il gattopardo regna sovrano. Controllati e controllori governano mischiandosi imperterriti e impuniti.
Dopo i "classici" dipendenti AMA che si votano le delibere AMA, reiterano la loro conflittualità di interessi anche i mercatari che gestiscono i mercati e le fiere.
La storia non cambia: cambiano i regolamenti con interpretazioni sempre più ardite pur di mantenere ai consiglieri i loro impropri privilegi.
Oggi, a seguito dell'approvazione del nuovo regolamento del commercio ambulante la scorsa settimana, e al fatto che il bugigattolo non compare più tra quelli passibili di affidamento pubblico, non possiamo che concludere che il posteggio sulla Pavese di Cuvello è di un abusivo a tutti gli effetti!
Il consigliere, infatti, ha fatto richiesta di revoca del posteggio, ma è ancora li a vendere le sue derrate con uno spazio che supera oltremodo il contributo Cosap dovuto. Come consigliere sta producendo, pure, un danno erariale!
I regolamenti di questo Comune stanno diventando come la proposta di riforma costituzionale, scritti da analfabeti della giurisprudenza, ma si insiste sul fatto che ora vi sono le "condizioni" che han permesso di mettere ordine ad una materia che, sotto il Decaduto, aveva il pregio d'esser chiaramente sbruffona e urlata.
Il regolamento del commercio ambulante (e anche quello dello stanziale, che discuteremo altrove) fa riferimento, necessariamente, alla Legge Regionale n. 6/2010. Una legge piuttosto chiara (!), che descrive con precisione le caratteristiche di ciò che può esser realizzato sul territorio urbano. Lo fa così bene che anche sbagliare nella copia sarebbe stato difficile.
Ed allora? Si evitano di riportare i passaggi che rendono limpida la comprensione e si traducono in fatti che fanno a botte con la logica, sempre e solo per non cambiare (a proposito di referendum).
Andiamo nel dettaglio.
I "mercatini" di AMAR, l'associazione controllata dalla famiglia Cuvello, nata sulle ceneri di quella dove compariva sfacciatamente come presidente, e che, se nel passato non pagava nulla al Comune, ora si limita a riconoscere il costo della pulizia e dello spostamento dei mezzi ATM.
La legge regionale, prima, ed il regolamento comunale, poi, consentirebbero l'occupazione degli spazi pubblici solo ai mercati settimanali ed alle "fiere o sagre": "La Regione favorisce la qualificazione, la valorizzazione e il mantenimento delle aree mercatali delle fiere, delle sagre e dei mercati di valenza storica o di particolare pregio architettonico, urbanistico, merceologico, culturale o sociale" (art. 18 L.R. 6/10). I mercatini (che si addensano sotto Natale) hanno la caratteristica d'essere ....mercati, normali mercati come quelli settimanali, che andrebbero gestiti dal Comune.
Mercati "privati"
La stagione dei mercati "finalizzati", con qualche peculiarità, fece capolino nelle scorse amministrazioni, e portò, tra i consiglieri comunali interessati alle vicende, non pochi problemi "politici". Non come quelli per lo stocco corsichese, ma poco ci mancava, per conflittuali interessi, diciamo, regionali.
E' incredibile verificare, poi, che il Cuvello se l'è pure votato, quel regolamento.
La gestione delle questioni sul commercio ambulante, poi, rimane esclusiva dei commercianti e dell'amministrazione. Ai cittadini ed ai potenziali nuovi attori (non si parla sempre di garantire l'ingresso ai giovani?) non si fa saper nulla. All'art.7 del regolamento si poteva pensare di "aprire" la commissione agli esterni, mantenendo il limite di partecipazione,, ovvero la pubblicazione dei verbali  e dei criteri, che invece (all'art. 10, in completo spregio dell'art 23d ella L.R. 6/10) non prevede bandi, graduatorie pubbliche ed elenchi esposti.
La durata della concessione dei posteggi è un altro bellissimo indice di "discrezionalità" di Rozzano. Da una concessione per 10 anni della Legge Regionale, si passa (Art.23 reg. comunale) a 12 anni! 
A quest'ultima concessione, si affianca poi il risarcimento a valore che decide il mercatale di un eventuale posteggio che deve tornare al Comune per motivi pubblici...
Oltre ad altri ammennicoli vari, c'è poi l'articolo 46: l'articolo "Cuvello" di cui abbiamo detto in apertura. 
Il posteggio singolo su via Pavese, già illegale perché invece di occupare il suo spazio si è storicamente appropriato del doppio senza pagare la dovuta tassa occupazione suolo pubblico, non è stato inserito in elenco: che fine ha fatto? Da quel che è dato sapere, il consigliere Cuvello ne ha fatto espressa rinuncia e dovrebbe esser messo a gara. Invece, proprio perché Cuvello lo vuole  trasformare in un altro tipo di esercizio (somministrazione), viene nascosto e, con un altra delibera lo si prepara per la nuova attività, salvo trovarlo - ancora oggi (vedi foto) - in piena attività!
Ma non può fare solo l'ambulante invece di ergersi a improprio consigliere comunale?
Ed inoltre: non può, proprio perché consigliere, rispettare le regole?
Ed evitiamo, per carità di patria, di insistere sul fatto che quando si fa un Regolamento si evita di inserire elenchi di vie, nome, dimensione e numero di parcheggi, limitare l'appropriazione territoriale indebita permettendo l'assegnazione - ipso facto - di numerosi posteggi allo stesso soggetto per aprire al "mercato" e permettere una maggiore partecipazione alla vita commerciale della città, etc.
Insomma, un regolamento che da la misura della poca volontà di uscire dall'atteggiamento mafiosetto e provinciale a cui ci han condotto le amministrazioni di questi ultimi anni.
RF

lunedì 28 novembre 2016

AMA: vite da consulenti. Impresentabili, inutili o indispensabili. La lista

Uno dei pregi di AMA è certamente il fatto che fa lavorare un sacco di consulenti. Le poche competenze "in-house" non sono mai quelle giuste per affrontare i vicoli tortuosi entro cui si infilano per i loro traffici.
Una squadra di calcio con una panchina lunga: ben 20 consulenti siedono al ricco desco della partecipata rozzanese dove, tra le altre cose, si rinuncia pure a rispettare quel minimo di buon gusto che vorrebbe certi personaggi non più presenti tra le fila dei fornitori.
Incredibilmente la classifica è guidata dagli ingegneri: con il 45% delle presenze guidano decisamente il team. Tra questi spiccano gli indagati e i vicini del super ingegnere salito alla ribalta anche delle cronache giudiziarie.
Una società così ben dotata di risorse tecniche non dovrebbe avere tutti i problemi che i cittadini lamentano sul territorio, dal teleriscaldamento (in primis) alla gestione dei sistemi informatici e di monitoraggio e gestione del territorio. Ma si sa, la quantità non fa il paio con la qualità!
Allevati alla corte dell'Ancora, alcuni di loro hanno dovuto rintuzzare per i problemi lasciati dalla gestione e (poco) sviluppo della rete, anche in quel dell'Aler.
Seguono, ben rappresentati, gli avvocati, con un 15% di presenze, dove compare ancora quel vecchio leone di Carrara (figlio) e l'onnipresente Cerami, che faceva la spola tra Comune e Azienda per portare le informazioni sui piani integrati che certificava di Fiordaliso & co.  Ma anche il Brambilla Pisoni, anch'egli coinvolto nelle vicende territoriali del Comune ha la sua rappresentatività.
La pattuglia dei Notai, geometri e Commercialisti tampina al 10% ciascuno.
Sui primi, si sa: AMA negli anni dalla "creazione" ha fatto più società, fusioni, incorporazioni e scissioni di una multinazionale, quindi un notaio (meglio se due e con gli studi in viale Lombardia) fa sempre comodo!!!
Ma anche tra i commercialisti si son sempre annidate perniciose figure che han permesso di mantenere i legami con la famiglia sindacale di lungo corso. Del dott. Valla abbiamo parlato spesso, e, nonostante abbia abdicato (a parole) dalla consulenza per l'azienda nel 2014 (anno di insediamento Agogliati) resta ancora saldamente in sella.
Il 5% (uno) sia i dottori (L.81) che una figura "atipica" e apparentemente inutile in AMA: un architetto. Ma non uno qualunque, bensì un pensionato, ex direttore tecnico comunale ai tempi di Carrara. Sarà un caso? No. Si spendeva per lo "sviluppo commerciale" del teleriscaldamento, stante i buoni uffici con il territorio che dirigeva, ma....il teleriscaldamento, nel suo sviluppo, si è fermato. Ma lui è ancora li a fatturare.
Una società normale, per la vendita di servizi e di energia, non avrebbe bisogno di una cotanta platea di professionisti, ma, a Rozzano, non passano solo le consulenze tramite i professionisti. Le vicende che verranno affrontate il prossimo gennaio in via Freguglia racconteranno qualcosa su queste partite di giro.
RF

domenica 27 novembre 2016

ALER: LE NUOVE SOLFATARE DEL TELERISCALDAMENTO

Chiamati da cittadini allarmati, anche i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nei giorni scorsi per tranquillizzare la popolazione in merito ai "fumi" sospetti che si innalzavano dal sottosuolo in via delle Begonie, nel pieno del quartiere Aler.
Le "zaffate infernali" (per altro anche maleodoranti) sono però da associare alle perdite della rete del teleriscaldamento; si tratta quindi di semplice vapore che, passando nei meandri del sottosuolo, raccoglie i miasmi delle fogne.
La nostra analisi mostra che si tratta di vapore a circa 60°C, e, "dai segnali di fumo", può essere ricondotto ad una perdita in un tratto delle tubazioni di almeno 50 metri, che attraversa da via delle Begonie a via dei Rododendri.
La rete del teleriscaldamento Aler ha una disposizione di cui nessuno ricorda più nulla, e questi incidenti, di fatto, rendono visibili alcuni dei passaggi. Si tratta di una rete che ha ormai 50 anni, e che Aler, nella famigerata convenzione con il Comune di Rozzano/AMA, aveva chiesto di ristrutturare con i soldi dei cittadini per un importo stimato di 11,4 milioni di euro.
AMA, spendendo un quinto, invece di partire dalla rete (che si sapeva avere molti problemi di perdite e vetustà) è partita dalle sottostazioni, dove han trovato possibilità di lavoro aziende collegate in subappalto ad un assessore. Si è trattata di una scelta ingegneristica scellerata. E' come se, per portare l'acqua in un secchio attraverso un tubo che perde e con un rubinetto terminale difettoso, si fosse partiti sostituendo il rubinetto, ma non tappando le perdite del tubo. L'effetto è che arriva (forse) la stessa acqua, ma non si è risolto in alcun modo il problema.
Nel pratico, infatti, moltissimi cittadini nei palazzi con le sottostazioni ammodernate, soffrono il freddo più degli altri!
Ecco perché.
L'aver "messo in sicurezza" le sottostazioni, o meglio, alcune, con il loro ammodernamento (quadri elettrici e inverter sulle pompe) ha ridotto la certezza degli inquilini di quei palazzi di ricevere una quantità di energia termica sufficiente. La modulazione della portata, grazie all'inverter, probabilmente asservita ad una temperatura legata ad una media delle temperature rilevate negli immobili serviti da quella sottostazione, ha probabilmente determinato una riduzione dei consumi elettrici e termici. Ma, quando il bisogno di energia cresce, le pompe a velocità variabile (sicuramente di potenza ridotta rispetto alle pompe On/Off originali perché la vulgata è che con
l'inverter si può farle girare a velocità maggiori - ma occorre una grande attenzione nel dimensionamento) non saranno in grado di "spingere" l'acqua con la potenza precedente perché vengono normalmente dimensionate per motori di potenza inferiore.
L'immagine termica delle "solfatare"
Inoltre, non solo la rete di distribuzione sul territorio "fa acqua", ma anche tutti gli impianti dentro ai condomini.
Ecco perché, prima di fare le sottostazioni, occorreva dedicarsi alla rete.
Ora, segnalando il problema ad Aler, questa chiederà ad AMA l'intervento. Però non ha soldi e non ne ha voglia perché attende la risoluzione del contenzioso e le decisioni sulla vicenda del concordato API.
Insomma....i cittadini dell'Aler e di Rozzano prima di tutto!
RF

martedì 15 novembre 2016

MENSA, ARCO. Previsioni di spesa complicate? Nuova tranche di pagamenti per AMA/ARCO. Ma appaiono stranezze

E' di pochi giorni fa il nuovo impegno di spesa comunale per il servizio mensa degli studenti di Rozzano. Ulteriori 100mila euro all'interno di un capitolo di spesa previsto per il 2016 ammontare a 950mila euro.
Furono già impegnati e liquidati 750 mila euro per i servizi sino a settembre, ora si attingono altri 100mila euro sino a fine anno....salvo conguaglio. Da qui parte la nostra storiella.
La tariffa praticata dal Comune ai cittadini è di 5,99 euro a pasto, che copre parzialmente il costo complessivo del servizio.
Infatti ARCO, dove ora AMA Rozzano ha il 10% delle quote, riceve fatture per 2,75 milioni di euro, sostanzialmente stabili tra il 2014 ed il 2015.
Senza variazioni ci si attende che la previsione di impegno a bilancio del Comune sia consolidata. Invece, stante il differenziale tra gli incassi di AMA dai cittadini e quello che AMA deve pagare ad ARCO, si ripartisce in modo sproporzionato la cifra perché, evidentemente, ci si aspetta una variazione impredittibile del credito.
Facciamo notare che oggi le quote nella Società, una volta a prevalente capitale pubblico, sono di CIR al 70% (che ha acquisito le quote vendute da AMA recentemente insieme all'acquisto da API del capannone delle cucine centralizzate ), di AMA al 10%  e dei comuni di Lacchairella e Pieve Emanuele al 10%. AMA oppone sempre fieramente il proprio corpaccione a qualunque iniziativa pubblica per evitare di esporre direttamente il Comune, dove, si sa, troppa trasparenza fa male.
Il Comune di Pieve ha contrastato la decisione di far di ARCO una società non più a prevalente capitale pubblico: quel "comunista" di Paolo Festa non accettava le scelte dei rozzanesi, che, tramando anche in consiglio comunale senza affrontare pubblicamente quella discussione, risolsero con una votazione alla chetichella la modifica dello Statuto dell'azienda per vendere le quote a CIR. Con le modifiche dello scorso 19 febbraio 2016, dove AMA ha ceduto il 21% delle quote a CIR dopo che CIR stessa aveva comprato da API il capannone delle cucine, ARCO è ora una società, di fatto, privata, con il 30% delle quote pubbliche (Lacchiarella e Pieve) o para-pubbliche (AMA). Ma ci sono delle stranezze.
Quelle scelte hanno portato il 4 marzo 2016 al vertice del Cda Domenico Ioppolo, presidente in quota AMA, manager di Class Pubblicità, la concessionaria di Class Editori di Paolo Panerai, tycoon dei media nazionali ed editore di Milano Finanza. Sino ad allora, aveva temporaneamente condotto l'azienda il dirigente di AMA Fausto Proverbio, subentrato ad ottobre a Pietro Forello, dimessosi anticipatamente. In quell'occasione Gianfranco Sgambato, procuratore speciale di AMA imponeva lo Ioppolo a presidente, senza che il socio privato CIR opponesse alcunché. Tanto per esser chiari, anche il quell'occasione solo da Pieve arrivavano commenti che chiariscono i contorni della vicenda: il sindaco Festa lamentava un "difetto di informativa in merito alla cessione delle quote di AMA ROZZANO nei confronti di CIR", e sottolineava l'attenzione da porre nei "compensi all'interno degli organi amministrativi delle società partecipate". Si riconosceva, quindi, anche nelle dichiarazioni di Pieve il problema della trattativa sostanzialmente nascosta tra AMA e CIR e, come vedremo tra poco, si prefigurava già il tema dei compensi nelle aziende dove hanno quote gli enti pubblici.
Da quel momento Ioppolo guida ARCO. Autore della costruzione della lista civica Rozzano per D'Avolio alle amministrative 2009, si è sempre tenuto nell'ombra, mai esponendosi direttamente. Anche all'ultima tornata elettorale ha sostenuto di nascosto l'attuale sindaco, comparendo solo nei book fotografici online ed esponendosi da renziano alla leopolda del 2015 ("ho fatto una ricerca: i ragazzi di oggi sono belli, vogliono una società dove la correttezza vince sulle raccomandazioni e che sia riconosciuto il merito": ah però, è per questo che va alla Leopolda).
Con l'approvazione del bilancio 2015 lo scorso maggio, ci si aspettava che CIR prendesse in mano la società, stante il preponderante valore delle quote. Invece....
La discussione per il rinnovo delle cariche del Cda, riporta che AMA, per bocca del Procuratore speciale, tal Gianfranco Sgambato, ha di nuovo proposto Ioppolo, come consigliere e... presidente. E CIR l'ha accettato!
Sviluppo commerciale, comunicazione e marketing tra le nuove linee guida. 250mila euro di utile accantonati a riserva e via...
Beh, non ci vuole molto ad immaginare che tra le operazioni di cessione delle quote e vendita del capannone si saranno scritti dei patti para-sociali (nascosti al consiglio comunale) che comportano questo tipo di privilegi in virtù, secondo noi, del fatto che 114 dipendenti  per lo più di Rozzano, non li si possono lasciare andar così facilmente. Dopo una tornata elettorale per la prima volta al ballottaggio che ha visto portare alle urne anche i disabili, con controllo militare del voto e denunce varie, non si molla così l'osso!
Ma le "stranezze" continuano.
Nello stessa Cda si rimette a momenti più sicuri la decisione del compenso degli amministratori che, sino a quel giorno era stato assunto essere 19mila euro complessivi, ma, per un tale importo, non si poteva avere uno Ioppolo qualunque. Chissà quale sarà oggi il suo appannaggio. D'altronde, come ricorda ai poco attenti uomini del consesso che magari speravano di risparmiare ancora qualcosa nel bilancio, "la natura ormai privata della società non è soggetta alla disciplina della spending review prevista per le società controllate dal pubblico". Ergo: mi pagherete ciò che ritengo opportuno!
Il resto del Cda, oltre agli uomini CIR (Spadoni, Bolzi, Galimberti e Majavacca) comprende Franco Bova, per il Comune di Lacchiarella.
Da considerare, però, che le deleghe operative sono state date prevalentemente al consigliere delegato da CIR Spadoni, e Ioppolo ha la rappresentanza legale e poco altro.
Comunque si sa, non si vive di solo pane (ogni tanto avariato)!
RF




martedì 8 novembre 2016

AGOGLIATI, pronta per la sanzione del CoReCom

Il Corecom, su denuncia del M5S che ha raccolto lo "stimolo" di RF, contesta al Sindaco il comportamento scorretto svolto in qualità di primo cittadino, per l'abuso effettuato con la comunicazione istituzionale Tutto Rozzano, dove, nell'ultimo numero ha propagandato la sua posizione (e quella di un pezzo del suo partito) sul referendum costituzionale.
Ne parlammo il giorno stesso della pubblicazione del numero di novembre del decadente periodico amministrativo, che, sempre presentando una città fantasmagorica dove, pensate, si riescono ancora ad asfaltare le strade con le buche, si omette ogni tipo di informazione su aspetti fondamentali che impediscono quel decoro che in campagna elettorale veniva sbandierato come l'unica reale cifra di qualità dal partito che poi ha vinto le elezioni.
Il documento del CO.RE.COM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) al prot. 2016/0000027506 del 7/11/2016 recita: "...si contesta al Sindaco del Comune di Rozzano, nella persona della Dott.ssa Barbara Agogliati, l'avvenuto svolgimento di attività di comunicazione politico - istituzionale in periodo elettorale, in assenza dei prescritti requisiti di impersonalità, indispensabilità ed indifferibilità, in relazione alle disposizioni di cui all'art.9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28".
All'art. 10, relativo alle sanzioni, il Corecom potrà chiedere, la messa a disposizione di spazi a favore dei soggetti danneggiati o illegittimamente esclusi, in modo da ripristinare l'equilibrio tra le forze politiche. Peccato che il prossimo numero di TuttoRozzano sarà a dicembre, quando ormai il referendum sarà passato.
Questo da la cifra dello spessore della persona in termini politici.
Si parla del referendum e non si parla del disastro amministrativo che ha portato la Corte dei Conti a denunciare alla Procura ed a censurare il comportamento dell'amministrazione negli ultimi 12 anni. Si parla dei giochino dei bambini ma se ne licenziano i padri e le madri che lavoravano in API, oggi in Tribunale per un concordato che da la misura dello spreco delle risorse pubbliche e del depauperamento cittadino. Si parla della chiamata ad assessore alla città metropolitana del sindaco, ma non si parla delle partecipate che facevano a lei riferimento come assessore prima ed oggi come sindaco che traboccano di debiti, e presto incapaci di rendere i servizi.
Insomma, oltre al danno la beffa: risorse pubbliche usate a scopo partigiano, e con decine e decine di migliaia  di euro a tutela di un ente che ha visto la stessa sindaco partecipe e compartecipe del disastro contestato.
Eppure alla famigliola i soldini non mancano per farsi il suo giornaletto e togliere le mani da quelli pubblici usati impropriamente...
RF

ULTIM'ORA: Rinviata l'udienza per D'Avolio

La giustizia italiana non smetterà mai di stupirci.
Dopo un anno e mezzo di indagini, all'udienza preliminare per dirimere sul rinvio a giudizio per abuso d'ufficio chiesto dal procuratore, apparentemente "derubricato" in ricettazione e concorso in ricettazione da parte del giudice, il giudice rinvia (al momento sine die) la seduta per difetto di notifiche!
Tra le riforme che bellamente attendono il Parlamento c'è quella sulla Giustizia, dove sia chi subisce i delitti, sia chi li perpetra non riesce ad ottenere rivalsa o risoluzione entro un termine accettabile.
Le centinaia di migliaia di codici e codicilli vengono impugnati dai rei per osteggiare il giudizio, ed intanto le comunità come quella di Rozzano, vittima di una spoliazione di decine e decine di milioni di euro, attendono inermi.
Ben sei avvocati erano presenti alla seduta, e c'era pure l'avvocato del Comune, dott. Chiarloni, incaricato per la costituzione di parte civile (a smentire la comunicazione di cui siamo venuti in possesso, a dire che il Comune ne subirebbe danni!), ma non c'era il Decaduto, impegnato (si fa per dire) in consiglio regionale, per una seduta abbastanza vuota, e con un ordine del giorno composto prevalentemente da mozioni ed interrogazioni.
Ogni scusa è buona per bigiare!
RF

venerdì 28 ottobre 2016

CONGUAGLIO: BUONE NOTIZIE, IL SINDACO, ALER E IL SUNIA AMA-NO I CITTADINI

Perché nascondersi dietro a un dito?
Il sindaco, Aler ed il SUNIA giocano a rimpiattino con i cittadini del quartiere popolare (che considerano, evidentemente, dei poveri deficienti).
Il gioco delle tre carte, in una fase così delicata per la sorte dei servizi del nostro territorio, pare addirittura paradossale.
Alzi la mano chi pensa che i tre soggetti là sopra siano ignari del fatto che costi del riscaldamento dipendano da AMA e dal suo intorcinato e clientelare sistema di gestione....
La cosa ci spaventa.
Il sindaco....vabbè, fa la sua partita da cialtrona, ma non si rende conto di esser al di là del ridicolo: rappresentante legale di AMA che fornisce il calore all'Aler in forza di un contratto capestro (per i "suoi" cittadini) rasenta il meschino...
Aler, che si presta a quest'operazione Tafazziana per la quale si fa dipingere come il "cattivo" o il "buon samaritano" che, sulla scorta dei buoni uffici comunali (!), concede di recedere da un conguaglio che ...gli ha fatturato AMA... Qual'e' lo scambio politico?
Ma, secondo noi, è il SUNIA che risulta del tutto servo del sistema attaccando, per contratto (!), sempre e solo l'Aler, e (a Rozzano, ma non solo) si maschera da Capitan Burrasca.
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e ringraziamo in particolar modo il Sunia....." spiega il sindaco di Rozzano Barbara Agogliati, che conduce AMA che fattura ad Aler che bolletta ai cittadini...che al mercato incontrò!
"Il SUNIA ha accolto positivamente la decisione di Aler per la sospensione dei conguagli relativi al riscaldamento" sottolinea il segretario del SUNIA, a fianco del Comune che conduce AMA che fattura ad Aler che bolletta ai cittadini che al mercato incontrò....
E poi lo sberleffo finale: "Ci auguriamo si possa, con il contributo di tutte le parti interessate, ottenere tariffe più eque e servizi migliori per gli inquilini": certo, perché i cittadini intendevano resistere alla riduzione del prezzo del riscaldamento, e il Sindaco insisteva per ridurre la fattura della "sua" AMA, così come Aler ci teneva a far sapere che preferiva mantenere le bollette ai valori più alti della nuova Città Me-troppo-litana per non perdere il record!
Insomma, grazie al nuovo assessore alle periferie dell'area vasta milanese, si fa pagare il conto più Sala-to a casa propria e andare a far propaganda in casa d'altri....
Nel frattempo a Gratosoglio la gestione del teleriscaldamento A2A ha portato il costo al metro quadro sotto i 10 (DIECI!!!) euro.
W il sindaco, W Aler e W il SUNIA (e ricordate, vi AMA-no tutti!!!)

RF

INCREDIBILE: AGOGLIATI COME SERRACCHIANI, SOLDI PUBBLICI PER IL SI!

Nello STILE dei proponenti, anche il sindaco di Rozzano si fregia del malcostume (sanzionato!) della sua vice segretario friulana Serracchiani, utilizzando strumenti e soldi per realizzarli pubblici per fare campagna per il referendum costituzionale.
L'ultimissimo Tutto Rozzano, uno strumento dell'amministrazione che teoricamente (sigh!) non dovrebbe esser dedicato alla propaganda, riporta il suo editoriale sviluppato a senso unico e senza alcun contraltare, nemmeno nelle pagine interne.
L'Agcom che ha sanzionato la Serracchiani per aver violato le regole della par condicio ed utilizzato la sede regionale per una manifestazione del SI (LINK).
Anche nel testo si capisce che si tratta di un vero e proprio scivolone:
"E’ una sfida anche il referendum costituzionale che si avvicina: il 4 dicembre saremo chiamati a scegliere sì o no alla riforma che elimina il bicameralismo. Io voterò sì, c’è bisogno di cambiare, di smetterla di vedere le leggi bloccate tra Camera a Senato, inutilmente. E c’è bisogno di abbassare i costi della politica. C’è bisogno di più efficienza.
Avvertiamo forte la necessità di dare maggiore voce ai Sindaci nel Parlamento per creare leggi migliori e più vicine ai territori e ai cittadini. Ecco perché io dico sì. E lo dico con la consapevolezza di un sindaco che ogni giorno si confronta con un sistema bloccato. E’ un piccolo passo. Ma sono i piccoli passi che permettono di percorrere una strada che ci porta al futuro."
Il pulpito è tale per cui a certe affermazioni vien solo da ridere (ad esempio sull'efficienza!).
Solite tiritere ma ...se le facesse coi soldi suoi e con un suo strumento di comunicazione... la sua pagina Facebook, ma non la comunicazione istituzionale!!!
Fossi i 5 stelle di Rozzano (come quelli friulani) o altri - che so, Stefano Apuzzo, ...diciamo! - la farei sanzionare...
RF

AMA: NON PAGA IL TRIBUTO PROVINCIALE E CHIEDE RATEIZZAZIONE

In omissione di parte del tributo 2014 e di quello del 2015, AMA era morosa verso la Città Metropolitana di 313mila euro.
Le floride finanze della partecipata non consentono nemmeno più di pagare i tributi nei tempi stabiliti.
Ecco perché, già il 24 maggio scorso, aveva richiesto all'ex provincia di accedere ad un piano di rientro che si sommerà al tributo 2016, visto che il rientro è previsto finire a marzo 2017.
La situazione debitoria di AMA, che ad oggi cumula circa 35milioni di euro, non consente certamente di dormire sonni tranquilli, soprattutto a quei cittadini che si aspettano di poter ancora ricevere quei servizi che dovrebbero esser erogati.
"Una società che non guadagna nulla, non ha prospettive di vita e di recupero con un debito simile" diceva Ferretti in Consiglio Comunale. "Dal 2002 ad oggi, AMA ha visto crescere il suo debito da 10 a 32 milioni di euro, ma il risultato non si è mosso da quelle poche decine di migliaia di euro di una gestione pessima".
Sulla storia del debito e degli eventi e personaggi che l'hanno generato torneremo a breve con una digressione storica che aiuterà a fare il punto.
Intanto, tra un piano di rientro e l'altro, chissà se i servizi verrano resi e per quanto....
RF


giovedì 27 ottobre 2016

API: CHI BATTE CASSA DAL GIUDICE? CORSI E RICORSI STORICI ATTUALIZZATI

Scorrendo la documentazione relativa al concordato API ci si imbatte in nomi che, abbiamo oramai capito, non sono spuntati per caso.
Tra questi i professionisti la fanno da padrone. Ma anche il "sistema Rozzano".
Ha avuto modo il consiglio comunale di ieri di occuparsene, citandone qualcuno nella fase di discussione del documento di modifica del piano concordatario presentato dal Pd.
Oltre a quelli già direttamente pizzicati nell'ambito del processo in fase di apertura per ricettazione in via Freguglia, tra i quali è presente l'ingegnere segratese Vito Ancora (che ha spaziato tra API ed AMA, tra RETE e ATECC, etc - cercate su RF), abbiamo altri notevoli personaggi, che muovevano da situazioni di favore per incarichi ricevuti per grazia divina.
Il primo e tanto in vista da esser citato dalla Corte dei Conti è il signor (mi scusino i signori) Gianotti. RF ne ha parlato da anni: abile venditore di ferrivecchi, assunto come dirigente, riuscì a affittare il rimessaggio degli stessi (senza spostarli!) dalla sua proprietà, continuando a far business con i mezzi e uomini Api pagati dalla collettività ma fatturando con la sua azienda CRC!!!
Le testimonianze in questa direzione si sprecano, e la documentazione acquisita dalla GdF può mettere in evidenza il notevole spessore del personaggio...
Poi troviamo, nelle pieghe dell'elenco dei creditori, il Liquidator n.1: Marco Gambato. Consulente del Gianotti in CRC, lo è diventato per API. Nel frattempo, per arrotondare, gestiva e prestava il nome al Decaduto per le sue aziende collaterali, finendo per (non)gestire la prima fase della liquidazione, riteniamo, a nascondere quel che non doveva esser fatto sapere.
Il successivo ed interessante nominativo, molto più di attualità, che ritroviamo nell'elenco dei questuanti alla cassa del giudice, è il dott. Valla. Presente in ogni società dove ha brillato per il supporto alla capacità di....generare debiti, da API ad AMA, in forma di consulente fiscale o similari, saltava da Rozzano a Milano per approvare bilanci pubblici (suddetti) e privati (delle società del Decaduto), ed evidentemente prestava consulenze di alto valore, tali da produrre eccellenti risultati di business! Il Valla si manifestò a Rozzano in API in compagnia di Cristiano Agogliati, fratello del sindaco, che ebbe l'ardire di mettere a verbale la sua presenza (con la madre vice sindaco) nel 2006, mandando poi avanti il Valla e altri. Ma che c'entrano i due? Sono soci in affari nella LTA Advisory, società di consulenza dove compaiono anche Pandolfi (gestore dell'immobiliare proprietaria di gran parte dei negozi piazza Alboreto) e Daccò, che rappresenta le società fiduciarie che si possono far risalire al Decaduto. Se chiedevi informazioni per l'affitto di uno dei negozi suddetti, ottenevi direttamente risposte dal fratello del sindaco attuale!
Ma l'attuale amministrazione ed il sindaco non c'entreranno nulla.
RF

martedì 25 ottobre 2016

D'AVOLIO: RICHIESTO DAL PM IL RINVIO A GIUDIZIO PER RICETTAZIONE E CONCORSO

Un reato per il quale è prevista la reclusione da due a otto anni, questa  è l'accusa da cui scaturisce la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Massimo D'Avolio e della coniuge (insieme ad altri soggetti) per i quali è stato anche ipotizzato il concorso per la partecipazione plurima al reato ascritto.
Apprendiamo, infatti, che la richiesta è stata formulata lo scorso 19 settembre, e che nella vicenda risulta implicata l'azienda Antaros, che operava nei portici di piazzale M. Alboreto sotto le improbabili spoglie di un negozio di abbigliamento e in via Nilde Jotti, negli uffici antistanti la famigerata centrale del teleriscaldamento, sede di molte riunioni pubbliche che si tenevano... riservate.
Il Comune di Rozzano non sembrerebbe implicato, se non per il fatto che D'Avolio ne fosse il sindaco sino al 2013!
Il prossimo 8 novembre, nell'udienza preliminare, si svolgerà il dibattimento che aprirà la vicenda processuale.
RF

venerdì 7 ottobre 2016

DOPPI INCARICHI. L'assessore Imprenti assunta da Sala. "Inopportuno", dicono i sindacati

Durante il tentativo di "scalata" dello scranno al consiglio della Città Metropolitana da parte del sindaco di Rozzano nella lista C+ per le elezioni di via Vivaio, esce oggi la notizia che il suo assessore, Fiorella Imprenti, viene chiamata nella squadra dell'assessore milanese Cristina Tajani. 
Un assessore che serve un assessore!
Come riferisce Libero, creando polemiche sindacali per il doppio incarico, lecito, ma improbabile, l'infornata di nuove figure di dirigenti esterni coinvolge l'assessore rozzanese che, visto che a Rozzano non c'è niente da fare sul lavoro (!), non trova nulla di meglio che andare ad occupare un posto nella giunta Sala.
I sindacati sono in agitazione per come Sala sta gestendo questa nuova infornata di dirigenti a chiamata nello staff della giunta Pd. Mansi (delegato RSU a Palazzo Marino): "E' vergognoso che in Comune si assumano persone con doppio incarico e un doppio stipendio", recita sdegnato. La Imprenti percepirà il 50% dell'indennità a Rozzano. "Doppio incarico lecito ma scelta inopportuna".
Cristina Tajani, Sel, ha sostenuto Sala sin dalle prime ore, e ha riconfermato molto personale giunta Pisapia. 
Ora il problema si pone, ad esempio, per gli orari del Consiglio Comunale (le 15.00 dall'inizio della consiliatura), delle giunte e della relazione con gli uffici. A meno che non faccia male l'uno e l'altro, ma tutto....a spese nostre!
Continuare a far incazzare i sindacati, da parte del PD e, in questo caso,  di Sel, non mi sembra proprio un modo intelligente di ricompattare a sinistra!
RF 

giovedì 6 ottobre 2016

RISCALDAMENTO. SIRAM si scalda in panchina con l'appalto comunale. Prove di salvataggio

In attesa del concordato (fallimentare?) API, l'amministrazione affida, indovinate un po', a SIRAM la gestione degli impianti termici comunali, la società indicata nel piano concordatario come disponibile a costituire con AMA la NewCo AMA Energia per la gestione del teleriscaldamento, riscattando beni (la rete) e mutui. Pensate un po' che, in un tempo non troppo lontano, l'assessore Ercoli denunciava che si costituivano società (proprio la NewCo di cui sopra) senza farlo sapere al consiglio comunale!!
39mila euro, proprio appena sotto la soglia (40mila) per non fare la gara....!
L'offerta, evidentemente, per non complicare troppo il lavoro (!) l'han chiesta solo a SIRAM, che, guarda caso, ha proposto proprio mille euro sotto soglia.
Invece di incaricare AMA, con il suo notevole direttore tecnico, laureato in ingegneria civile ma pagato per gestire le caldaie, trovano la scorciatoia per mettere in panchina SIRAM, così da consentirle, dopo il (non) salvataggio con le caldaie di supporto installate in via dei Lillà lo scorso anno per Aler, di scaldare i motori.
Nel frattempo, dopo aver avuto appalti da AMA per la manutenzione della rete (39mila euro, dal 4.12.2015 al 15.04.2016), per uno scambiatore alla centrale in via Lillà (14mila euro) e per le inutili caldaie di salvataggio di via Lillà senza gara per 324mila euro, comportamento segnalato dalla Corte dei Conti alla Procura nell'ultima delibera (caldaie che lo scorso anno non hanno sostanzialmente funzionato per il caldo - chissà quest'anno) ha indicato una sede aziendale a Rozzano (SIRAM Spa V. LOCALITA' PERSICHETTO,20089, Rozzano, MI Italia)!!!
Odora tutto di sospetto lontano un miglio.
Intanto la Corte dei Conti stessa (pag. 13), dopo Aler, ha fatto presente che non si possono fare i conti senza l'oste: il contratto Aler-Comune di Rozzano non può passare alla NewCo automaticamente perchè occorre una gara publica: un conto è un contratto tra Enti (e sue partecipate al 100%, come AMA e, nel passato, CSI di Aler), un conto è una società con privati.... 
Certo è che Siram, lo scorso anno, ha vinto la gara Consip di Aler per il servizio energia per le sue 157 centrali termiche: 85 milioni per sei anni (15/04/2015, Det. 208/15). Potrebbe gestire anche una centrale termica in più, per conto di Aler, quella di Rozzano, se AMA ed il Comune togliessero le loro adunche mani dal teleriscaldamento. Ah, già: ci son di mezzo quasi cento milioni di debiti!
Interessante.
E l'onda sale....
RF

mercoledì 5 ottobre 2016

CORTE DEI CONTI. Trentamila euro di denari pubblici per difendere interessi privati contro la Corte dei Conti

Verrà incaricato dal dirigente per gli affari generali del Comune (Det. 2512 del 30/09/16 e delibera di Giunta 161) per la modica cifra di 30 mila euro di denari della collettività un avvocato per "elaborare e predisporre gli atti amministrativi per riscontrare controdedurre ed ottemperare agli inviti/osservazioni" della Corte dei Conti, che, con la sentenza 223/2016 ha sostanziato il fallimento delle amministrazioni degli ultimi dodici anni.
Con l'adduzione della scusa dell'art. 147bis del TUEL, la legge degli enti locali, relativo al Controllo di regolarità amministrativa e contabile che porta a DUE controlli distinti l'attività, il dirigente mette a spesa i 30mila euro per difendere l'indifendibile. Ma siamo già oltre le fasi dei controllo previste dalle norme ordinarie che giustificherebbero l'impegno di tale speso nel bilancio pubblico.
Metter questi denari per dimostrare che (dal art. 147 e 147bis) "il rilascio del parere di regolarità tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa da ogni responsabile del servizio" e "il rilascio da parte del responsabile del servizio finanziario, del parere di regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria" in prima fase, e le "Determinazioni comportamenti impegno di spesa", gli "Atti di accertamento dell’entrata", gli "Atti di liquidazione della spesa" e i "Contratti ed altri atti amministrativi"in seconda battuta non sono bastati a limitare i danni delle amministrazioni del Decaduto e di madame Continuità, vuol dire buttare soldi pubblici per difendere interessi privati.
Questi denari dovrebbero metterli i sindaci, i segretari comunali e i dirigenti che hanno permesso tutto quanto descritto dalla Corte e denunciato alla Procura contabile, e se, venissero accertate le responsabilità come ci attendiamo, questi 30mila dovranno essere sommati al valore del danno erariale che verrà presentato ai responsabili.
Il Comune di Rozzano continua a spendere decine e decine di migliaia di euro in avvocati per opporsi agli atti di chi ha iniziato a verificare ciò che è stato prodotto in questi anni: sino a quando procederanno imperterriti senza dar conto e senza spiegare alla città questo (almeno) sperpero?
Dignità vorrebbe che si mettessero da parte e chiamassero un Commissario.
Tra poco ci sarà un consiglio comunale, dove, invece di discutere la sentenza 223 come priorità (cittadina) l'hanno relegata all'ottavo punto all'ordine del giorno. Vorremmo sapere quale saranno state le linee guida fornite all'avvocato 30mila per controdedurre le notizie di reato indicate...
RF


AZIEDE. AMA e API: sprechi e favori nelle assunzioni di personale. Competenze? Un di cui.

Ama si dimostra fucina di sorprese. Più e più volte abbiamo sottolineato come la selezione del personale ed il numero dei dipendenti non sia il frutto di scelte imprenditoriali e di servizio alla collettività, ma ci si aspetterebbe una qualche forma di pudicizia per rispetto di quei cittadini onesti (già, ce ne sono ancora) che combattono quotidianamente per la loro sopravvivenza avverso le congiunture, la corruzione e le clientele.
Dopo aver pubblicato il bilancio 2015, nel quale Ama attestava la riduzione del personale da 103 a 93 unità, apprendiamo dai dati pubblici disponibili tramite la Camera di Commercio che, nonostante la forte crisi che attanaglia l'azienda, le sue controllate e collegate, si son permessi di portare il numero degli assunti a 126 (!) ben il 22% in più rispetto al 2014 e il 35% in più rispetto al 2015!
Di cosa si è trattato? Si è "pagato" oggi, alla vigilia di un periodo che sarà molto, molto travagliato qualche altro debito politico?
Questi dipendenti si sommano ad altri 100 avventizi e stagionali che, annualmente, vedono il loro contratto rinnovato per rendere servizi che la città ha sempre fornito, sino alla nascita della perniciosa Ama, nelle più leggere (ce ne accorgiamo oggi) maglie del Comune.
Ricordiamo poi che la maggior parte dei consiglieri comunali del Pd e della civica (?) di sostegno o sono dipendenti Ama, o hanno parenti di primo grado (raramente arrivano al secondo, meglio tener tutto vicino) in Ama o sono stati amministratori di Ama.... Nel passato ed ancora oggi continuano a votare, in pieno conflitto di interessi, sulle sorti del proprio stipendio e della propria sopravvivenza.
Ma non finisce qui.
Dopo aver fatto capire che a Rozzano ci son figli e figliastri con le discriminazioni alle quali abbiamo assistito durante la fase di smantellamento coatto di Api, dove i figli degli ex dirigenti, mariti di segretarie speciali e lacchè di corte si son salvato con trasferimenti da Api ad Ama anche forzando competenze per curriculum che non ne avrebbero consentito il passaggio (ingegneri civili ad occuparsi di tematiche da ingegneri meccanici ed esperti di termodinamica) e l'assunzione, ora vengono anche gratificati con "procure speciali".
Proprio quello che fu assunto con trasferimento perché speciale, con apparente funzione di responsabile tecnico per il teleriscaldamento, assume ora la veste di "procuratore" per le questioni sulla sicurezza e tecniche ("ricoprirà la funzione di responsabile tecnico di cui alle letter a), b), c) e d) del DM37/08"), e, dall'alto della sua esperienza in quel fallimento che fu API: "DOVRA' FORNIRE LA PROPRIA COLLABORAZIONE ANCHE PER LE SOCIETA' DEL GRUPPO AMA ED IN PARTICOLARE PER L'ESAME DEL PIANO INDUSTRIALE DELLA SOCIETA' AMA E DEL GRUPPO AMA.
Insomma, mentre risulta ancora in CamCom la figura dell'ing. Vito Ancora come RESPONSABILE TECNICO, nominato il 19/06/2002 con una durata in carica "ILLIMITATA" (paghiamo ancora qualcosa?), abbiamo la sovrapposizione di un altro responsabile tecnico senza competenze specifiche. Transeat (diceva qualcuno).
RF

domenica 2 ottobre 2016

AZIENDE. API, il giudice rimanda a dicembre l'assemblea dei creditori

Lo scorso 27 settembre si sarebbe dovuta tenere l'assemblea dei creditori di API, ma il giudice, su richiesta dei legali di API e del Comune, ha rimandato a dicembre l'appuntamento.
L'azienda, in concordato presso il Tribunale di Milano dalla fine del 2014 a seguito della citazione dei dipendenti per i mesi e mesi di mancata corresponsione degli stipendi, è stata oggetto di denuncia alla Procura anche da parte della Corte dei Conti, che, con l'ultima sentenza, l'ha, sostanzialmente, individuata come il principale veicolo di distrazione di decine e decine di milioni di denari pubblici, che hanno provocato il suo affossamento e sono in procinto di provarne quello di Ama. 
Con un effetto domino, il castello di crediti e debiti di API, fa si che AMA possa continuare a sopravvivere.
I denari, circa 2,5 milioni di euro l'anno, oggi, ma sino a 4 milioni in passato (dopo un accordo tra conniventi - tutte le aziende sono di proprietà del Comune, che ha permesso la mancata realizzazione del piano industriale sul teleriscaldamento) che AMA deve ad API non sono mai stati versati, ma se il concordato diventasse - per la segnalazione della Corte - un fallimento, i creditori esigerebbero il pagamento del dovuto e partirebbero le ingiunzioni sui debitori di API, tra cui AMA.
AMA è nella stessa situazione con Miogas, alla quale deve oltre 6,5 milioni di euro, e con Area Sud. Forte di una maggioranza delle azioni (il 60% in Miogas) detenute illecitamente per un'azienda ed un servizio (commerciale) che lo Stato aveva imposto di mettere sul mercato, rischia di meno, ma, come si dice in questi casi, è attaccata ad un respiratore artificiale, e, se venisse a mancare la corrente...
Ed ancora, in Area Sud, dove detiene il 49% delle quote, la situazione debitoria è di 2,8 milioni di euro, mentre verso Arco di “soli” 1,9 milioni.
La situazione Ama l’abbiamo già affrontata, ma ora, con la sentenza della Corte nelle mani del giudice concordatario e, dunque, il probabile fallimento API, occorre aspettarsi che i milioni che AMA dovrebbe tirar fuori per API e per riacquistare gli immobili pubblici (tra cui la piscina, le farmacie ed i centri anziani!!!) non arrivino da creative operazioni relative a Start Up per la gestione energetica (del teleriscaldamento) con società di altrettanta dubbia solidità (Simar è in profonda crisi, e comunque dovrebbe esser istruita una gara di appalto pubblica, non si scelgono i partner “a la cartè”), ma direttamente dalle casse del Comune….
Ci sono abbastanza denari, visto che l’incasso dei tributi e delle tariffe è stato trasferito alla sanguisuga clientelare AMA?

RF