sabato 31 ottobre 2015

COMMERCIO. Chissà dove finiranno altri 46mila euro per il saldo del distretto del commercio

Il Comune ha ricevuto l'ultima tranche del contributo regionale relativo al "distretto del commercio", 46mila euro, che è servito a mettere 4 pali e panchine in giro per Rozzano in zone assolutamente poco pertinenti e a far arrivare utili contributi agli amici di campagna (elettorale). Usato per piazzare gli amici, è risultato come un totale fallimento per il rilancio del commercio locale.
La gestione dei fondi e la gestione in genere del distretto è stata pesantemente attaccata dalla Confcommercio locale, che non vi ha visto alcun intento per il rilancio del dettaglio. Anzi.
Si tratta ora di capire come verranno gestiti questi fondi: a finanziare quell'insipida politica commerciale legata mani e piedi alla grande distribuzione locale o a cercare di innestare nell'asfittico substrato commerciale rozzanese una qualche idea di sviluppo? Per il momento, oltre ad incassare i denari regionali, nella stessa determina, si chiedono indietro i pochi soldi dati per vere iniziative e tentativi di imprenditorialità.

giovedì 29 ottobre 2015

LUCE. Aspettando il futuro, altri 15 mila euro in manutenzione dell'illuminazione pubblica

Illuminare? A volte prima pulire... Viale Lombardia, Fellini.
Preannunciato in pompa magna dalla giunta comunale, il famigerato acquisto dei pali della luce della nostra città non appare certo vicino, ne, come ha segnalato qualcuno, alla portata di questa amministrazione.
Comunque, nel frattempo, ci godiamo altri 15mila euro di oneri di manutenzione della Alfatel srl, incaricata con "affidamento diretto", in modo che il futuro patrimonio non si ammalori. Un appalto quasi a "filiera corta": si tratta di un'azienda di Binasco,
Solo nel 2015, e sino ad oggi, la manutenzione della pubblica illuminazione è costata ai cittadini 150mila euro, suddivisi tra le grandi aziende (prevalentemente ENEL Sole ed A2A) e le piccole "locali" (Errepi, Alfatel, Fogliani).

mercoledì 28 ottobre 2015

TELERISCALDAMENTO. Il Comune (AMA) vende calore ad Aler che vende calore al Comune... Il trenino!

Tra le varie pazzie della stralunata convenzione tra Ama e Aler per il teleriscaldamento, c'è il giro fatture, assolutamente privo di valore aggiunto, che fa si che Ama vende il calore ad Aler, il quale fattura al Comune, proprietario di Ama.
Invece di prevedere, alla stipula nel 2013, che Ama, a parte un modesto canone di vettoriamento nella rete Aler, potesse risolvere la vendita di calore alle scuole e palestre direttamente con il Comune (arrivando magari a compensare con le fatture passive), ci si diverte a far lavorare a vuoto (o quasi) gli uffici pubblici e a spendere i relativi costi inutilmente.
E' così che vengono allocati 832mila euro per la stagione termica 2015/16 con una integrazione (per la legge del non si Sto arrivando! mai) di 100mila euro, perché, come scrive il dirigente nella delibera, "alla data odierna (19 ottobre, ndr) non è ancora pervenuto il preventivo" (da Aler).

API. "Lei parlerà quando glielo dico io. Si sieda!". Il fallimento si avvicina

API in Tribunale
Stamane, presso la II sezione del Tribunale Fallimentare di Milano in via Freguglia, si è svolta la prima udienza per la chiamata di Api alla sbarra per il fallimento chiesto dai lavoratori.
Presenti, oltre ai lavoratori ed al loro legale, gli avvocati Fischetti e Ballanca per Api e il liquidatore Marco Gambato.
L'udienza, presieduta dal presidente dott.sa Paluchowski in sostituzione del giudice titolare, dott. Mammone, si è presentata subito in salita per Api. "Vogliamo precisare che...." ha iniziato Fischetti, ma, senza lasciarlo procedere oltre, il giudice l'ha fermato: "Lei preciserà quando glielo chiederò io! Si sieda".
Una udienza snella, dove il tentativo di prorogare ben oltre i 60 giorni previsti dall'istanza di concordato deliberata dal Comune è stata subito debellata ironicamente dal Giudice, che ha sostenuto "ma non vi bastano 60 giorni per sviluppare un piano di continuità?". Tra l'altro gli abbiamo ricordato che il piano è in sviluppo da qualche anno (!).
La brillante argomentazione del legale di Api si è basata sul fatto che avrebbero dovuto istruire una pratica che prevedeva una gara europea (cioè per un importo a base d'asta maggiore di 200mila euro!), la quale, sebbene in urgenza, avrebbe richiesto un certo tempo...

martedì 27 ottobre 2015

ALER. Un annuncio e poi ....il nulla! L'Osservatorio per la Legalità che non esiste

"Mi metterò fin da subito a disposizione per operare all'interno di questo organismo di Sindaci al fine di tutelare gli interessi dei cittadini che vivono nelle case Aler" affermava il Sindaco e Assessore alla casa in quel di febbraio 2015.
Son passati ben 8 mesi e l'Osservatorio per la legalità e la trasparenza dell'Aler non è mai stato convocato, e, purtroppo, la dichiarazione del sindaco è rimasta lettera morta. Ma si sapeva.
In quali altre sedi avrà sviluppato la tutela degli interessi dei cittadini del quartiere Aler?
Del nome della sindaca di Rozzano non v'è traccia in alcuno dei documenti ufficiali dell'Ente lombardo. Solo nei verbali del Cda di Ama che parla di rifare la convenzione Aler....
Sicuramente sbagliamo, e saranno a breve pubblicati i verbali dei  numerosi incontri avuti con i dirigenti di Aler.

mercoledì 14 ottobre 2015

VIABILITA'. "Ulteriori opportunità" bloccheranno la città

Il PGT di Rozzano con l'asse principale
congestionato di via Manzoni
L'apertura del nuovo negozio Esselunga è stata l'occasione per dar fiato alle trombe, e scoprire che, in barba ad ogni ipotesi di auspicata pianificazione e verifica della viabilità locale, la sindaca preannuncia uno sviluppo ulteriore del...traffico (!) grazie ad ulteriori opportunità.
Ecco le dichiarazioni fresche fresche: "L’intero comparto si sta infatti vivacizzando e l’Esselunga, come un polo attrattore, sta portando ulteriori opportunità che i rozzanesi dovranno essere messi in grado di sfruttare al meglio”.
Insomma, su una stradina a due corsie, che nel Pgt era stata inserita tra le direttrici di scorrimento veloce nord-sud, si pensa, senza alcuna possibilità di ulteriore ampliamento, di proiettarvi molte altre strutture. Sembra parlare della via Lorenteggio, una sei corsie (e più in alcuni tratti), che separa il traffico locale (e commerciale) da quello veloce di attraversamento.
Dopo Esselunga ("polo attrattore", non "di attrazione", sigh!) e la riqualificazione in corso dell'edificio dell'ex borsellificio in prossimità, prevede o auspica ulteriori sviluppi. Non fatichiamo ad immaginare quelli possibili con la (s)vendita dell'area comunale ex Poclain e chissà cos'altro.... (oltre alla costruzione del polo universitario Humanitas).

domenica 11 ottobre 2015

API. Mercato delle vacche: pur di non fallire, ora trattano. Ma quanto vale la dignità?

Con la chiamata al Tribunale fallimentare, API rischia seriamente di saltare in aria, e la slavina che ne potrebbe risultare trasformerebbe velocemente un "evento aziendale" nel default comunale, coinvolgendo il Comune, AMA e tutte le controllate, sino al (auspichiamo) commissariamento.
Ecco allora che, fuori tempo massimo, stanno predisponendo il bilancio 2014 (!), e, tramite l'avvocato incaricato dall'amministrazione, contattano i dipendenti che hanno scatenato la giustizia per vedere rispettati i loro diritti. "Si stanno presentando per trattare sulla cifra - ci riferiscono. Ma, ridotti alla fame, molti accetteranno".
Se tutti gli operai ritireranno l'istanza, facendo quella che viene chiamata "desistenza", il giudice potrebbe non procedere con il fallimento. Però...

giovedì 8 ottobre 2015

PROMESSE ELETTORALI. "Se mi voti, tu... campi". Dopo un anno e 4 mesi...

ADDENDUM (19/10/2015)
Dopo la pubblicazione del post, abbiamo avuto una serena chiacchierata con il presidente L. Vajani, appurando che, in sintesi e con rammarico per tutti, la visione etica della politica si è persa. Traditi nelle fondamenta, alle (così definite dal presidente) "ingenuità" segnalate nel post (è bene star dietro le quinte se impegnati nel sociale no profit apolitico), risulta che i contributi alla Rozzano Calcio ASD son stati molto piccoli e non continuativi, ma "di scopo".  Trasformata in SSD srl, per poter adire al mutuo, anche l'offerta del diritto di superficie è sub-judice per un approccio che non tiene conto degli investimenti dei soci negli anni. 
Ringraziando Luigi per i chiarimenti, tanto dovevamo.

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E' passato un anno e quattro mesi dalla promessa dell'allora candidata sindaco e ciò che promise sul campo (letteralmente) è stato realizzato: la superficie dei campi di Valleambrosia, in gestione all'associazione per tramite di AMA, passa di mano. Per ottenere "benevolenza" al voto da parte dei volontari e amici della Rozzano Calcio, il 17 maggio 2014 con parole chiare e senza dubbio di smentita, disse "per gli investimenti nelle strutture vogliamo dare soddisfazione a chi, come la Rozzano Calcio, e lo prometto al qui presente Vajani (candidato nella lista Io Sto con Rozzano a supporto d'Ella e organizzatore dell'incontro, ndr), ha presentato un progetto che faremo procedere velocemente. Faremo un bando pubblico, ma la Rozzano calcio ha tutti i requisiti per vincerlo" (RF era sul campo).
Ebbene, con la delibera 103 del 16 luglio, la giunta ha concesso il diritto di superficie dei campi di calcio alla ASD per 20 anni, a fronte della promessa di un piano di investimenti complessivo dichiarato per un importo di oltre 3 milioni di euro per rifare tutti i campi, mettere in ordine le tribune  e altro.
Dunque, senza gara, si è ceduto terreno pubblico ad un privato, sebbene associazione sportiva, senza altra garanzia sul servizio. Infatti, le condizioni richieste sono solo sull'effettiva possibilità di ottenere il mutuo, non su un progetto di servizio.

martedì 6 ottobre 2015

GIUSTIZIA. L'Amministrazione in Tribunale contro un suo (ex) sostenitore

Il prossimo 8 ottobre il Comune si costituirà parte civile nell'udienza contro un suo ex dipendente, un vigile, oggi in pensione.
Se non ricordiamo male, si parlava di un alterco con il suo superiore che, probabilmente con insulti e contumelie, ha portato alla chiamata alla sbarra.
La denuncia ufficiale è probabilmente relativa a quelle "condotte poste in essere nella sua qualità di sovrintendente della polizia locale", come si rileva dalla delibera n.140 della Giunta, ma tali condotte erano (ahimè) evidentemente ben accettate e sopportate dall'allora amico. Infatti, sino alle amministrative, il sovrintendente, apparentemente ancora in servizio ma impropriamente in lista con la futura maggioranza (Uniti per Rozzano) a sostegno della poi sindaco, era sotto "l'ascella tutelare" della maggioranza locale, al punto che la figlia entrò (su imbeccata e restituzione del favore dell'oggi imputato) nel Cda di Sfera. Dopo le amministrative, nel gioco delle parti tra dentro e fuori, deve essere caduto in disgrazia.

giovedì 1 ottobre 2015

AZIENDE. Fallimento API: salutiamo gli immobili pubblici

Il Tribunale fallimentare di Milano ha chiamato alla sbarra la società pubblica API, al 100% del Comune di Rozzano, grazie all'intervento di un manipolo di dipendenti ormai alla fame per le mensilità di stipendi non pagati che hanno portato il debito nei loro confronti ad oltre 120mila euro, senza tener conto di quanto dovuto a tutti gli altri che non hanno fatto ricorso al Tribunale.
Grazie a questi, finalmente verrà risolta la loro vicenda, perchè il limite dei 30mila euro al quale si poteva far ricorso per la dichiarazione di non fallimento è stato ampiamente superato.
Il prossimo 28 ottobre API sarà costretta a sanare il pregresso dando la prevalenza, come è giusto che sia, ai lavoratori, e mettendo (finalmente) in secondo piano le istanze delle arpie che ci hanno trafficato in tutti questi anni, e che hanno provveduto per ingiunzioni a succhiarne ogni centesimo che entrava in cassa.
Le garanzie patrimoniali sono importanti, e su quelle faceva leva il sindaco e tutti i vicinori per risollevare le sorti della disastrata finanza cittadina. A parte il palazzo comunale, e poco più, nella pancia del lupo API stanno tutti gli immobili pubblici, che garantivano il debito ultramilionario contratto per il teleriscaldamento con le banche. Nel volgere di pochi mesi, immobili oggi destinati ad attività sociali, scolastiche e altro potrebbero passare nelle mani delle banche, le quali, ovviamente, per metterle a reddito chiederanno affitti a compensare anche ciò che gli derivava dagli interessi.