martedì 24 marzo 2015

TERRITORIO. Agogliati: "C'è troppo verde: Ci mangiamo il parco 1!"

Il programma del PD e gli struzzi locali
Il titolo come parafrasi del programma di governo della coalizione che ha candidato Barbara Agogliati.
"La Rozzano che vogliamo sarà ancora più verde, più vivibile e più sicura", annunciava la futura sindaca.
"Noi terremo fermo il principio del consumo di suolo zero per tutti gli spazi non urbanizzati o non già resi urbanizzabili".
Ed ancora: "I parchi [...] sono tesori da incrementare e tutelare". E non andiamo oltre perchè ci vergogniamo per l'amministrazione.
Cominciando da un inutile parcheggio a fianco alla scuola media Luini, dedicato alla volontà di mantenere il centro cittadino a mo' di Suk con un mercato che potrebbe trovare altri e più degni lidi, e finendo, per il momento, con una autostrada nel Parco 1 approvata l'11 marzo scorso (alla faccia del Consiglio), le Giunta canzona la cittadinanza, quella che si espressa a favore della maggioranza di (s)governo e quella che non l'ha fatto.
RF ed il Comitato Occhi Aperti hanno iniziato a denunciare questo scempio che, sembra, non trovi spazio di riflessione. Un assessore all'ecologia, Stefano Apuzzo, silente e sotto scacco, che si occupa solo di cooperazione internazionale e che sembra affetto da strabismo per le vicende locali.
"A cominciare dalle puzze di Quinto che son state segnalate oltre un mese fa e per le quali si era impegnato a relazionare alle risposte evasive sull'inquinamento dell'acqua delle rogge e degli orti, Apuzzo sembra uno struzzo" denuncia la coordinatrice del Comitato Adriana Andò.

domenica 22 marzo 2015

EDILIZIA. La Giunta blocca lo sviluppo digitale. Fibra nell'edificio obbligatoria da Luglio, ma noi siamo FTTC

Dal 1° luglio 2015, tutti i nuovi edifici e tutti gli edifici sottoposti a ristrutturazione “pesante” dovranno essere predisposti alla banda larga. In pratica, l'edificio dovrà essere in grado di agganciarsi alla rete, collegandosi a internet ad alta velocità. Tutti questi edifici dovranno essere equipaggiati di un punto di accesso, ossia del “punto fisico situato all'interno o all'esterno dell'edificio ed accessibile alle imprese che sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione”. Tutti? Si, ma quelli di Rozzano saranno penalizzati!
Con l'Art. 6 ("Agevolazioni per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga e norme di semplificazione per le procedure di scavo e di posa aerea dei cavi, nonché per la realizzazione delle reti di comunicazioni elettroniche") della Legge Sblocca Italia, viene modificato l'art 135-bis del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 ("Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia"), che, ora, obbliga a far sì che le autorizzazioni edilizie rilasciate dopo il 1 luglio 2015 devono prevedere un edificio equipaggiato con spazi con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.
Siccome a Rozzano, senza sapere cosa stessero chiedendo, si è concesso a Fastweb e Vodafone, di realizzare una infrastruttura locale FTTC (e non FTTH), l'Amministrazione è stata capace di realizzare un bel "digital divide" locale pronto e servito per il prossimo decennio, almeno. Sebbene con la capacità di collegare la fibra ottica, gli edifici di Rozzano riceveranno ancora il doppino di rame... 

venerdì 20 marzo 2015

CRONACA. Omicidio Tromboni. Tutti i fatti e qualche ipotesi...

I carabinieri al lavoro sulla scena del crimine
Ieri notte, ad un'ora che gli investigatori ritengono essere tra la 20 e le 24 del 19 marzo, Luca Tromboni, 50enne proprietario della Tromboni srl, è stato assassinato con due colpi di arma da fuoco nella sua azienda, in via Trebbia, area industriale di Quinto de Stampi.
Il corpo senza vita è stato scoperto dalla mamma, Angela, l'indomani mattina, e il servizio 118 ha subito provveduto ad allertare i soccorsi e i Carabinieri. Alzatasi di buon ora, avendo visto le luci in azienda già accese (abita proprio di fronte al capannone), stava portando il caffè al figlio, quando si è imbattuta nel cadavere, riverso bocconi sul pavimento in una pozza di sangue.
Sul luogo sono poi accorsi gli agenti della Scientifica, che hanno provveduto a raccogliere tutti i dati e rilevare gli indizi sulla scena del crimine. Era presente il comandante della stazione di Corsico, che ha supportato con i suoi agenti e quelli della tenenza di Rozzano, durante le operazioni.
Verso le 10.30 è arrivato sul luogo del delitto anche il magistrato, il procuratore dott. Ruta.
Da noi intervistato, non ha rilasciato che poche parole: "non ci sono elementi per dare una interpretazione dei fatti" ci ha riportato, "è troppo presto, ma gli agenti stanno lavorando".
Dalle prime ricostruzioni, si è trattato probabilmente di un'azione premeditata. L'uso di un silenziatore spiegherebbe perché nessuno ha sentito nulla.

VIABILITA'. Rozzano ri-uccide Sandro Pertini! Toponomastica distruttiva

La strada del presidente (2007) cancellata dall'ampliamento 
Non fosse bastata l'età (il caro Sandro era del 1896) c'ha pensato il Comune di Rozzano gestione Decaduto!
Il Presidente, dopo aver ricevuto l'onore della dedica di una strada di Rozzano a suo nome, via Sandro Pertini nell'area commerciale della città, è stato annullato e cancellato all'insaputa di tutti.
La via in questione attraversava l'area del centro commerciale da Est a Ovest, dividendo il lato "Fiordaliso" (Iper) dal lato "Girasoli" (Leroy Merlin, Decathlon, ..).
A seguito dell'ampliamento famigerato, di cui abbiamo parlato in altre parti (e del quale si parlerà ancora molto), la via Sandro Pertini è stata cancellata all'insaputa di tutti.
"Trovo scandaloso che si proceda nella assegnazione e cancellazione di dediche toponomastiche senza tener conto dell'evoluzione urbanistica" dice Gianni Ferretti, capogruppo di FI in consiglio comunale. "Sandro Pertini non è un personaggio qualunque. Si tratta di un presidente di questa Repubblica che, tra le altre cose, è stato molto duro nei riguardi dei soprusi di qualunque tipo".

giovedì 19 marzo 2015

AZIENDE. Rozzano illegale! La riorganizzazione delle partecipate risolverà il "problema"?

Ama sotto attenzione
Il Comune di Rozzano e la sua Amministrazione si sono ostinate a non considerare la dismissione delle società e delle attività che lo Stato, sin dal 2008, ha voluto fossero restituite al mercato.
Le partecipate pubbliche possono continuare a detenere solo le attività che permettono il "conseguimento delle attività istituzionali" e non quelle "strumentali".
Tra le altre, Miogas, il teleriscaldamento, le farmacie, la partecipazione in GiEmme.
Dopo un lungo percorso normativo teso allo sfoltimento delle partecipate locali, un nuovo intervento è stato infatti previsto dalla legge di stabilità 2015 (art. 1, commi da 609 a 616, legge 190 del 23 dicembre 2014).
L’articolo 1, comma 611 prevede che le regioni, le provincie, i comuni e tutti gli altri enti con decorrenza dal 1° gennaio 2015, attivino un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute. E, grazie a 50mila euro spesi per KPMG, sembra che a breve potremo conoscere il piano "dell'Amministrazione". 
Entro il 31 marzo dovrà essere notificata al Governo la scelta che il Comune farà. Già Bersani (finanziaria per il 2008) voleva questo!!
Ma come sono definite le attività istituzionali e quali quelle strumentali? 
Partiamo da queste ultime.

martedì 17 marzo 2015

SICUREZZA. Telecamere anti polizia nel campo Rom tra Valleambrosia e Milano

COMUNICATO STAMPA

Milano, 16 marzo 2015 - Un ingegnoso sistema di video sorveglianza era stato installato in un campo rom comunale tra Milano e Rozzano. Le telecamere non servivano però a controllare gli abitanti del campo, in prevalenza sinti, ma era erano state piazzate da questi ultimi per prevenire i controlli delle forze dell’ordine. 
Una vicenda che ha dell’incredibile e che è stata scoperta alcuni giorni fa dalla polizia durante un’ispezione. 
Una cinquantina di agenti ha effettuato un blitz nel campo nomade di via Chiesa Rossa 351, ma per gli abitanti non c’è stato alcun effetto sorpresa, perché già sapevano del loro arrivo, grazie al sistema di video sorveglianza.
La polizia, comunque, ha scoperto subito le videocamere installate nel campo, anche se mimetizzate. Si tratta di cinque telecamere che erano state posizionate in diversi punti della recinzione ed erano collegate ad alcuni monitor posti nelle case prefabbricate del campo. Alcuni dei monitor erano vecchi, altri invece nuovissimi. Un sistema sofisticato ma anche artigianale, che per un po’ ha fatto sentire tranquilli i nomadi del campo.

sabato 14 marzo 2015

"SQUOLA". Già in essere da tempo la riforma. La premialità selettiva con fondi comunali

Con l'ausilio del consiglio comunale e del bilancio cittadino la Luini ha già anticipato la riforma della scuola. Rozzano anticipatrice delle scelte governative?
In attesa dei meccanismi previsti dal DDL "buona scuola", dove viene inserita una cifra aggiuntiva sul merito che sarà il dirigente a gestire scegliendo le modalità con le quali dividere i premi, i presidi (una in particolare) hanno provveduto da tempo a premiare con scranni in consiglio i collaboratori  e i la responsabili di plesso, e con progetti ad alto profilo economico alcuni professori.
Speriamo che il Parlamento approvi, così magari la città risparmia qualche euro... oh no?!?
La meritocrazia nella scuola era necessaria da tempo. La scuola dovrebbe rappresentare la massima espressione della nostra propensione culturale, ma era soggetta all'appiattimento economico e clientelare che non era l'ideale per un Paese che dice da anni, decenni, di voler investire nello sviluppo di questi settori.

ALER. Asset srl, messa in liquidazione entro fine mese

COMUNICATO STAMPA

Gian Valerio Lombardi, presidente di Aler e socio unico di Asset srl, ha convocato oggi un incontro con l’amministratore unico di Asset srl e gli Organi di vigilanza per un esame della situazione. Al termine dell’incontro è stata fissata, per il 25 marzo, un’assemblea per la messa in liquidazione della società medesima.
Si tratta di un risultato molto rilevante, ottenuto dopo un lungo percorso che ha consentito di valutare, anche sul piano giuridico e fiscale, le migliori condizioni per ridurre al minimo i costi della chiusura societaria.
Il presidente di Aler, Gian Valerio Lombardi, ha commentato: “Sono particolarmente soddisfatto di avere messo a punto il piano di chiusura delle società partecipate, nell’ambito del più ampio progetto di risanamento dei conti di Aler. Sono state già chiuse le società CSI e Pieve Energia e l’ulteriore azione condotta su Asset srl costituisce il tassello più importante dell’operazione complessiva. Queste attività rappresentano il raggiungimento di obbiettivi importanti, specialmente se si tiene conto delle difficoltà tecniche per realizzare la chiusura di tutti gli assetti societari che fanno capo all’Azienda”.

La Redazione

giovedì 12 marzo 2015

POLITICA. PD ammazzasette. Qualsiasi proposta bocciata. "Ma noi ascoltiamo tutti!"

La sindaca ha sentito il calore dei cittadini!
Un consiglio comunale svoltosi ancora una volta all'insegna del silenzio e della contrapposizione muscolare sulla forza numerica, senza nessuna concessione al buon senso ed all'approvazione tecnica delle proposte di mozione o emendamento da parte delle opposizioni.
All'apertura il sindaco Barbara Agogliati ha preso parola per ricordare quello che aveva detto alla conferenza dei capigruppo sulle indagini in corso a seguito degli avvisi di garanzia della Procura milanese. Per non dire, sostanzialmente nulla di nuovo. "Daremo il massimo supporto agli organi inquirenti. Abbiamo fiducia nella magistratura. D'altronde, un atto di notifica non è una condanna, e diffidiamo dei processi mediatici".
Ha poi azzardato un passo in avanti: "è oggi prematuro ipotizzare che il Comune si costituisca parte civile. Dobbiamo attendere di arrivare al processo, e comunque nessuno dell'amministrazione in carica risulta coinvolto nelle indagini".
Si è detta poi "personalmente ed umanamente dispiaciuta per Massimo D'Avolio. So di avere una responsabilità particolare per mantenere una posizione di garanzia dei cittadini, perché gestiamo tutto nel loro interesse". Già, anche il suo predecessore!

mercoledì 11 marzo 2015

POLITICA. Ancora voto di scambio? In consiglio parapiglia con cittadini "in attesa"....

La protesta e la denuncia
Grande agitazione in consiglio comunale questa sera. Durante la fase delle comunicazioni, un gruppo di cittadini, di cui uno anziano ed in carrozzella, ha urlato ed inveito contro la sindaca e gli attuali amministratori per presunte promesse mai soddisfatte portategli durante la campagna elettorale.
"Ci avevi promesso di aiutarci, di risolvere il problema di nostro padre" ha detto una delle signore, "ed invece niente!". Particolarmente furiose perché parlavano del padre, lì presente in sedia a rotelle, che, a causa dell'inagibilità del suo appartamento, vive segregato in casa. "Le abbiamo fatto decine di telefonate, inviato e-mail, per mesi, ma nessuno, nessuno si è fatto sentire".
Trattenute e calmate dal comandante della Polizia Municipale, dai suoi agenti e dall'assessore Apuzzo, hanno lanciato strali per una buona mezz'ora, concludendo con "pure il voto ti abbiamo fotografato!", che ci ha riportato alla memoria le vicende del Ferrentino, trasferito in Procura per un analoga vicenda ma in flagranza di reato. Per quell'evento furono ascoltati dal pretore l'es sindaco D'Avolio, il dirigente Sgambato, la madre del sindaco Pinardi ed altre persone, tutte presenti nel seggio e dintorni. Non sappiamo ancora, a tutt'oggi, come sia finita quella vicenda.
Sta di fatto che ci ritroviamo per l'ennesima volta a parlare di un appalesato e probabile voto di scambio che, però, gli amministratori hanno tenuto a soffocare. "Non le abbiamo mai detto che ci saremmo occupati della vicenda" ha detto Apuzzo, "si tratta di una responsabilità esclusiva di Aler".

TRASPORTI. Gli ultimi aggiornamenti del crono programma del Tram 15.

I mezzi Dueffe in azione sulla tratta G. Rossa via Orchidee
In questi giorni sono iniziati i lavori dell'ultima parte dell'appalto assegnato lo scorso novembre 2014, derivato dai problemi del Consorzio Libor, per la realizzazione del prolungamento del piano d'appoggio per i binari sino a via Orchidee. Si tratta di 300 metri relativi ai lavori di scavo, realizzazione delle paratie di rinforzo e getto del "magrone" che permetteranno di posare i binari, per i quali si continua a proseguire con l'appalto di fornitura iniziale, mai interrotto (per fortuna).
Nel frattempo, i tecnici di Metropolitane Milanesi, stanno preparando i progetti per ilo nuovo bando di gara che dovrà selezionare le aziende che si occuperanno di terminare il prolungamento sino al capolinea di via Cabrini.
"A causa dell'esperienza fatta, la scelta è stata di suddividere l'appalto in due parti: il civile e gli impianti - ci dicono dal cantiere - al fine di non dover avere a che fare con aziende, tipicamente medio-piccole per l'entità degli importi a gara, che non son capaci di sostenere l'impatto degli oneri conseguenti alla gestione di una complessità comunque esistente in questo tipo di infrastrutture".
Per il Consorzio Libor si era usata una procedura volta ad individuare società con la qualifica OG3 (una delle categorie di costruttori di opere pubbliche) che riguarda la costruzione, la manutenzione o la ristrutturazione di interventi a rete che siano necessari per consentire la mobilità su "gomma", "ferro" e "aerea", qualsiasi sia il loro grado di importanza, completi di ogni opera connessa, complementare o accessoria anche di tipo puntuale, del relativo armamento ferroviario, nonché di tutti gli impianti automatici, elettromeccanici, elettrici, telefonici, elettronici e per la trazione elettrica necessari a fornire un buon servizio all'utente in termini di uso, informazione, sicurezza e assistenza. Insomma, un "chiavi in mano" che porta alla partecipazione ad appalti medio piccoli aziende "sgarruppate", che non trovano posto in gare di grande respiro, e cercano gloria in opere di medio-piccola portata.

martedì 10 marzo 2015

IMMOBILIARI. Del Vecchio a Rozzano per le pompe di calore! Addio al teleriscaldamento Ama anche a Milanofiori

Per una semplice richiesta di concessione di prelievo di 8 litri/secondo di acqua approvata dalla Città
Metropolitana, veniamo a sapere che Beni Immobili spa, società immobiliare controllata da Foncière des Régions SA al 52,072%, gruppo immobiliare italo-francese controllato dal gruppo "Delfin", che fa capo a Leonardo Del Vecchio (il fondatore di Luxottica ed oggi ritenuto l'uomo più ricco d'Italia), ha comprato per 63 milioni di euro la sede di Auchan, il grande gruppo retail francese, il cui headquarter si trova a Rozzano, Strada 8 di Milanofiori. Ma non solo. Nella medesima operazione si è anche portato a casa la sede INPS di Milano per 21 milioni. Quisquilie.
Si tratta di acquisizioni che rientrano nelle attività dell'immobiliare italo francese, che, da pochi anni, comprende nell'azionariato un 10% di Lehman Brothers, il famigerato operatore finanziario ritenuto con altri responsabile dei recenti crack e bolle speculative.

lunedì 9 marzo 2015

ASSOCIAZIONI. Contratto a tutele crescenti... I Davogliati fanno "crescere" solo alcuni.

Ben prima di Renzi, ben prima del Jobs Act, l'amministrazione di Rozzano ha introdotto il cosiddetto "contratto a tutele crescenti". Ad esempio per l'associazione Salva La Musica!
Per l'anno scolastico 2014/15 avrà ricevuto 22mila euro, un importo che è andato crescendo negli anni, partendo da importi introno ai 15mila negli anni passati, e mai fatti mancare.
"All'ultimo incontro per l'associazionismo, il terzo settore ed il volontariato locale, l'assessore La Guardia ha insistito nel sottolineare come ci fossero notevoli difficoltà economiche per l'Ente" denunciano i rappresentanti di alcune associazioni del territorio. "Non ci sarebbero risorse per nessuno, ma, guarda caso, per alcuni si trovano, e se ne trovano sempre di più!".
L'associazione Salva La Musica 2, retta da Sante Imbriani e di cui fa parte Giuseppe Lo Preiato (Ama, scuola civica di musica), si è evoluta, come i software. Il Progetto Salva la Musica nato nel 2002 si prefigge di portare la musica nell’educazione e nella formazione culturale di ogni bambino perché come dice un proverbio africano …”se istruisci un ragazzo, fai un uomo saggio. Se istruisci un bambino, costruisci una nazione”…

SOCIETA'. La Trattativa per irrobustire la società civile rozzanese

COMUNICATO STAMPA
Un lungo evento  cinematografico e artistico patrocinato dal Comune di Rozzano per la lotta alle mafie, con Sabina Guzzanti ospite dell’associazione Le Agende Rosse

Rozzano, 9 marzo 2015 - Grazie ad un tam tam pressante e orgoglioso sui social media e sul web, sottoscrivendo in tanti l’appello alla proiezione, la cittadinanza di Rozzano è riuscita nell’intento di portare al cine-teatro Fellini uno dei più prestigiosi eventi cinematografici rivolti all’impegno sociale e della lotta alla mafia.
Il prossimo 11 marzo, nel contesto di un rinnovato ambiente digitale, la città del sud Milano ospiterà Sabina Guzzanti ed il suo “La trattativa”, film divenuto già di culto, che l’associazione Le Agende Rosse, di Salvatore Borsellino, gruppo Peppino Impastato di Milano, con il patrocinio del  Comune di Rozzano hanno poi organizzato.
L’intenzione è collegata ad un percorso culturale, finalizzato ad invogliare i cittadini a farsi promotori della ricerca della verità, in generale, e sulle stragi, in particolare. In Italia, prendendo spunto dai più recenti fatti del ’92-93, verrà messo in luce ed esaltato, in particolare tra i giovani, il valore della Legalità.

domenica 8 marzo 2015

DONNE. Statistiche a Rozzano e dintorni per la ricorrenza dell'International Working Women's Day

Trattando del tema lavoro, l'odierna ricorrenza ci sembrava l'occasione giusta per fare il punto numerico della situazione in città, a partire dall'anagrafe e terminando al lavoro.
A Rozzano le persone di sesso femminile rappresentano la maggioranza della popolazione: il 51,7% dei 40.607 abitanti del 2012, ultimo rilievo Istat.
18.177 famiglie, con una composizione media scesa nel tempo ed attestasi, in media, a 2 componenti, 0,47 unità in meno del 2003.
Delle 20.639 donne, 10.110 sono coniugate, 7552 nubili, ben 645 divorziate e 2332 vedove. Insomma una popolazione di circa 10.000 persone che, stante il livello occupazionale inferiore rispetto agli uomini e alle maggiori difficoltà legate al doversi occupare di un pezzo di famiglia a monte (i genitori) o a valle (i figli), rappresentano una questione della primaria importanza di cui occuparsi per il benessere della società e della comunità locale.
Le donne non italiane rappresentano il 53,8% della popolazione straniera, e sono quindi in proporzione maggiore rispetto alla media italiana. In numero assoluto circa 1980 persone, per le quali, spesso, i problemi si amplificano rispetto ai classici problemi di genere esistenti per gli italiani.
Tra le comunità più numerose, le donne toccano picchi di rappresentanza di genere dell'84% per gli Ucraini, e minimi del 42,8% per gli egiziani, manifestando e palesando la vulgata per la quale dai Paesi dell'ex URSS provengono le cosiddette "badanti", mentre dall'Egitto e dai Paesi africani proviene forza lavoro maschile.
A livello di Contineti, invece, la palma d'oro della rappresentanza di genere è nelle mani dell'America, con il 59,8% di donne, e la Cenerentola è l'Africa con il 43,8%, con la significativa eccezione della Nigeria, dove - con soli 10 rappresentanti - porta a casa (!) un bel 90%!

sabato 7 marzo 2015

ROZZANO-EUROPA. TTIP in via Mimose con Somoza. Dietro la sigla.

A sinistra Franco Spiccia, e alla sua sinistra Alfredo Somoza
Giovedì sera, nella sezione SEL di via Mimose, si è tenuto un incontro molto partecipato con Alfredo Somoza, popolare redattore di Radio Popolare, che ha spiegato lo stato dell'arte delle trattative sul cosiddetto TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il trattato internazionale tra USA ed Europa che potrebbe mettere fine alla democrazia, così come la intendiamo oggi.
"Si tratta di timori ben più che fondati" dice Somoza durante l'incontro promosso da Sel, e introdotto dal segretario cittadino Franco Spiccia. Un approfondimento ricco di esemplificazioni tese a tradurre nella vita quotidiana gli effetti che un accordo come quello introdurrebbe se sottoscritto come pubblicato nel Mandato Negoziale che la Commissione Europea ha ricevuto.
"Il principio che li viene affermato è che l'economia peserà più della democrazia" sostiene Alfredo. L'apparato ideologico liberista, totalmente liberista che esso sottintende non è negoziabile, ed un voto popolare, massima espressione della democrazia, non potrebbe più modificarlo.

AZIENDE. Lavoratori API, una soluzione c'è. Ferretti e Palmeri concordi: "300mila euro per il lavoro"

Dopo l'incontro in Prefettura dello scorso 26 febbraio, dove l'amministrazione palesava un esubero di 20 lavoratori su 52 in API, è risultata chiara la volontà di provvedere a portare i servizi necessari in AMA.
Le procedure di mobilità attivate dallo scorso anno, hanno ottenuto il ri-collocamento di poche unità.
Ma, poiché i servizi comunali legati al verde, cimiteri e manutenzioni che il Comune vuole permettersi con le scelte della maggioranza Agogliati valgono solo 1,4 milioni, per poter mantenere tutti i lavoratori ad uno stipendio accettabile non bastano.
"Quando c'era Lui, e la città "si è trasformata", i servizi di manutenzione urbana e il conseguente "decoro cittadino" che tanto piace alla sindaca, valevano 2,5 milioni - dice Gianni Ferretti. Tanti, rispetto alle intenzioni stralunate di strade e marciapiedi decorosi come da programma dei 100 giorni che oggi si vorrebbe applicare con il 40% in meno di valore delle medesime attività".
Trattandosi di società pubblica partecipata integralmente dal Comune, i lavoratori non possono godere delle tutele derivanti dagli ammortizzatori sociali. Nonostante un tentativo che è stato azzardato a seguito dell'incontro in Prefettura, è noto che il Ministero del Lavoro non autorizza questa strada.
Ecco perché, le soluzioni prospettate, che hanno trovato opposizione nelle maestranze e nei sindacati, sono state rigettate. Si trattava, come abbiamo ricordato, di una riduzione collettiva al 60% dello stipendio (derivante da riduzioni di orario), o una accettazione degli esuberi.