domenica 6 novembre 2011

Basta ai privilegi: l'efficienza della pubblica amministrazione passa anche da qui.

Da sempre a Rozzano, la politica vicina al centro sinistra (e non solo) ha definito esecrabili le posizioni del nostro Presidente del Consiglio. Una posizione, la sua, irta delle problematiche dovute ad un infinito ed infame conflitto di interesse, per il quale, ogni volta che il Governo vota un provvedimento, esso incide più o meno direttamente sulle sue aziende, alle quali non ha mai rinunciato, mantenendone la "mera proprietà" (!!!!).
Nella nostra città, PD, SEL, IdV, ma anche le Liste Civiche, anno espresso posizioni come queste, salvo poi faticare nel metterle in pratica. Ma nella stessa situazione si trovano molti autorevoli esponenti delle opposizioni, che di giorno urlano (quando la confusione non permette di fare chiarezza) e di notte sono silenti (quando invece certe situazioni potrebbero essere chiarite e si percepisce meglio la differenza) per evidenti difficoltà nel mantenere la propria coerenza rispetto alle situazioni personali che hanno in essere.
Un breve excursus credo aiuti a fare chiarezza.

Partendo dai più semplici e diretti conflitti di interesse, e cioè attività economiche, rette direttamente o con prestanome, che detengono rapporti di affari con la Pubblica Amministrazione o con le partecipate, a quelli più sottili di presenza in consiglio comunale di persone che lavorano per le Partecipate, anche se non espressamente vietato  (semplicemente l'applicazione della Legge esistente Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" art. 60 e succ.), o con rapporti personali con dipendenti delle stesse (i cosiddetti "figli di").
Infatti è tutto regolare, perché la trasformazione delle ex municipalizzate in società per azioni ha liberato le mani di chi le amministra, specie quando c´è da rivedere le piante organiche. Insomma, addio vecchi concorsi pubblici anche se i soldi per far funzionare le società li mette per intero l´ente pubblico. Ora si fanno selezioni rapide, spesso annunciate poco e male, quasi sempre con un paio o più cognomi noti nella lista dei vincitori. Ma conoscere quegli elenchi non è facile perché persino al Consiglio comunale vengono spesso negati. Le spa comunali lo hanno fatto appellandosi alla privacy anche se poi il garante le ha smentite sottolineando che, in questi casi, prevale piuttosto la legge sulla trasparenza. 
Vi sono poi situazioni più complesse, alcune manifestate anche negli ultimi consigli comunali, e contraddittorie, che, per tramite di assenza di trasparenza negli affidamenti, rivelano situazioni di improprio vantaggio per alcuni senza un reale progetto o benefici per la città.
Tutte queste situazioni, come una mancanza di verifica della commisurazione delle risorse umane a disposizione rispetto alle capacità esecutive del Comune e delle Partecipate, determina una chiara distorsione e dis-economicità per i cittadini e l'Amministrazione Pubblica in genere.
Se davvero si vuole recuperare credibilità a livello nazionale ed a livello locale, si deve agire coerentemente. Diamo le gambe alle affermazioni di principio, che devono valere a tutti i livelli.
Lo stato sociale ed  i servizi, devono avere le caratteristiche della sostenibilità, e per essere realmente pubblici, cioè di interesse pubblico, oggi non devono dimenticare l'economicità di gestione e l'assenza di anomalie nella attività quotidiana di dirigenza delle azioni esecutive.
Un Pubblico Servizio efficiente, economico e di qualità porta beneficio a tutti, anche a coloro i quali, in una prima fase, avessero a sofffrirne per sanare le attuali incompatibilità con tale principio.
Marco Masini

1 commento:

  1. Ciao Marco...
    sarebbe sicuramente più interessante questo post se, con un po' di coraggio, si facessero nomi e cognomi di questi personaggi che lavorano nelle municipalizzate (anche in ruoli dirigenziali) non per capacità personale (qualcuno non sa nemmeno l'italiano) ma per amicizie, intrallazzi o carriere politiche.

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